LIONHEART: SCOMMESSA VINCENTE

LIONHEART

USA - 1990
LIONHEART: SCOMMESSA VINCENTE
Léon Gautier, un legionario cui dei teppisti hanno bruciato a Los Angeles il fratello, un tossicodipendente, dopo un'avventurosa fuga dall'avamposto nel deserto, sbarca clandestinamente a New York, dove mette a frutto le sue doti di combattente in incontri illegali, aiutato da un uomo di colore, Joshua Eldridge, che lo ribattezza Lionheart e lo presenta ad una ricca signora, Cynthia, che gli procura un incontro particolarmente lucroso. Egli intende trasferirsi a Los Angeles, per aiutare la cognata Hèlene e la nipote Nicole, in seri guai economici: costei lo respinge rimproverandogli di aver prima condotto il fratello sulla via della droga e poi di non essere arrivato in tempo a salvarlo dal baratro. Allora Léon fa aprire da Cynthia, che lo ospita e alle cui avance egli si sottrae, un conto bancario dove versa i proventi degli incontri, che poi fa recapitare alla cognata da Joshua, che si finge liquidatore di un'immaginaria assicurazione stipulata dal marito. Mentre Léon si riappacifica con la cognata, la Legione Straniera ha incaricato due militari di ritrovarlo e riportarlo in Francia per processarlo per la diserzione, ed in una colluttazione con loro egli riporta la frattura di una costola, alla vigilia di un incontro con Attila, un avversario particolarmente temibile ed aggressivo. Cynthia che, respinta a suo tempo da Léon, vuole vendicarsi, promette ai due legionari che lo consegnerà a loro dopo che l'avversario lo avrà massacrato. Dopo una drammatica gara Léon riesce a sopraffare il rivale e Cynthia, che ha scommesso contro, perde un'ingente somma. I due legionari, commossi, lasciano libero Léon.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Tratto da: BASATO SU UNA SCENEGGIATURA DI S.N. WARREN
  • Produzione: ASH R. SHAH - ERIC KARSON
  • Distribuzione: ARTISTI ASSOCIATI INTERNATIONAL - PENTAVIDEO (PEPITE)

NOTE

REVISIONATO MAGGIO 1992.

CRITICA

"Convulso filmaccio tutta azione, che se non aggiunge un grammo alla incomprensibile popolarità dell'agitato culturista belga Jean-Claude Van Damme, gli aumenta considerevolmente il già consistente conto in banca. I bestiali combattimenti sul ring mettono davvero i brividi, mai però quanto la recitazione dei bovini protagonisti". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 5 ottobre 2000)
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