LE TIGRI DI MONPRACEM

ITALIA - 1970
Durante la dominazione britannica nel Borneo, il principe Sandokan, colpevole di avere difeso la propria sorella dall'aggressione del capitano inglese Rosenthal, viene condannato ai lavori forzati. Nella miniera di sale in cui è confinato conosce un portoghese, Yanez, che diventa suo amico. Scoppiata una rivolta che restituisce la libertà a tutti i prigionieri, Sandokan si rifugia, con Yanez e con i fidi Tremalnaik e Kammamuri, nella giungla dove lo raggiunge la notizia che la sua famiglia è stata sterminata dal maragià Varauni, che ha agito d'accordo con il capitano Rosenthal. Deciso a vendicarsi Sandokan recluta alcuni uomini fedeli alla sua causa, che è ormai quella della liberazione del Borneo dagli inglesi. Intanto, con i poteri di ispettore è giunto dall'Inghilterra lord Guillong, accompagnato dalla nipote Marianna. Per scambiarla con il maragià Varauni, il principe rapisce la giovane alla quale tuttavia, fallito lo scopo, restituisce ben presto la libertà anche perché si è innamorato di lei. Diventato così potente da spadroneggiare sui mari - la sua base è ora l'isola di Mompracem - Sandokan riesce ad ottenere nella sua lotta l'appoggio di tutte le popolazioni malesi, principalmente i Daiachi. Nel frattempo, in seguito ad un processo contro Rosenthal intentatogli da lord Guillong e conclusosi con la sua assoluzione, il nobile inglese e Marianna sono stati messi agli arresti in una villa. Penetratovi, Sandokan uccide Rosenthal e libera Marianna che decide di seguirlo. Ordinato l'attacco a forte William, rifugio del governatore britannico, il principe e i suoi seguaci infliggono una severa sconfitta agli inglesi.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: TECHNISCOPE; TECHNICOLOR
  • Tratto da: ROMANZO DI EMILIO SALGARI
  • Produzione: FILMES CINEMATOGRAFICA (ROMA) COPERCINES (MADRID)
  • Distribuzione: TITANUS - CREAZIONI HOME VIDEO

CRITICA

Il disinvolto mestiere del regista ha saputo imprimere alla vicenda un accattivante dinamismo che la rende complessivamente godibile (Segnalazioni Cinematografiche 70)
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