Le sette sfide

ITALIA, JUGOSLAVIA - 1961
Le sette sfide
Alla presenza del Khan scoppia una disputa tra Ivan capo dei Circassi, e Mok, capo dei Kirghisi. Il Khan decide di porre termine a questa rivalità: i due si misureranno in una serie di sette sfide, e colui che ne uscirà vincitore otterrà la supremazia sul rivale. Il prode Ivan riesce a superare tutte le prove e all'ultima sta per uccidere Mok, quando viene trafitto a tradimento da una freccia. Mentre si accascia per il dolore Amok gli brucia il volto con una torcia. Dopodiché scaglia la sua tribù contro quella di Ivan e riesce a metterla in fuga. Il Khan tenta di domare la rivolta ma le sue guardie vengono travolte ed egli stesso viene ucciso da Amok, assetato di potere. Il fratello di Ivan, Kir, è preso prigioniero dagli uomini di Amok e rinchiuso nelle carceri del palazzo dove è relegata anche la bella Suani, figlia del Khan. Amok, autoproclamatosi Khan, per consolidare il trono, tenta di convincere Suani a divenire sua moglie. Ma Suani coraggiosamente rifiuta e riesce a far fuggire Kir con il quale è fidanzata. Frattanto Ivan si è nascosto sulle montagne e viene curato da Tamara, una schiava che lo ama. Tutte le tribù sperano in Ivan e lo proclamano loro capo nella lotta contro il tiranno. Amok, che sente serpeggiare la rivolta, trova il nascondiglio di Ivan, però, evitando di misurarsi con lui, gli toglie Tamara, che poi uccide Ivan, accecato dal desiderio di vendetta, si precipita con i suoi uomini all'inseguimento di Amok, lo raggiunge nel palazzo e qui, dopo un violento duello, lo uccide. Solo, disperato, ferito, morrà anch'egli, non senza aver prima affidato al fratello Kir la prestigiosa eredità del comando di tutte le tribù. Suani, non più prigioniera, potrà tornare sul trono, al fianco di Kir.
  • Altri titoli:
    The Seven Revenges
    Ivan le conquérant
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: TOTALSCOPE EASTMANCOLOR, 35MM (1:2.35)
  • Produzione: EMIMMO SALVI PER ADELPHIA FILM, DUBRAVA FILM (ZAGABRIA)
  • Distribuzione: CINO DEL DUCA

CRITICA

"[...] La parte migliore [...] è la prima dedicata ai duelli, interessanti, violenti e ingegnosi: la seconda appartiene alla narrativa d'appendice del genere, imperniata com'è su di una vendetta lenta a maturarsi ma inevitabile. [...] L'estro inventivo di Zeglio non oltrepassa certi limiti". (G. Ciaccio, "Rivista del Cinematografo", luglio 1961).

"E' uno dei tanti film del genere pseudo storico, che presenta una vicenda piuttosto elementare, in un ipotetico ambiente barbaro. Numerose scene di massa, ricche di movimento, non sono del tutto sufficienti a rendere qualitativamente buona la pellicola." ('Segnalazioni cinematografiche', vol.49, 1961)
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