Lavagne

Takhté siah

ITALIA, IRAN, GIAPPONE - 2000
Lavagne
Un gruppo di maestri, tutti uomini, si incammina per i sentieri della regione montuosa tra Iran e Kurdistan trasportando sulle loro spalle grandi lavagne e ricercando potenziali scolari. Uno di loro, Reeboir, s'imbatte in alcuni adolescenti che trasportano merce di contrabbando e tenta, senza successo, di distoglierli dalla loro attività. Anche Said, un altro maestro, viaggia da solo e ben presto arriva in un villaggio in apparenza deserto. Scacciato da tutti, su una strada incontra un gruppo di profughi anch'essi disinteressati al suo lavoro. Tutti tranne uno, che sente di non poter morire prima di aver visto sposata sua figlia. Said ha soltanto la sua lavagna da offrire in cambio della sua mano.
  • Altri titoli:
    Blackboards
    Le tableau noir
    Die schwarze Tafel
    La pizarra
    The Blackboard
    Schwarze Tafeln
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX, 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: MOHSEN MAKHMALBAF, MARCO MÜLLER PER MAKHMALBAF PRODUCTIONS, FABRICA CINEMA, IN ASSOCIAZIONE CON RAI CINEMA, IN COLLABORAZIONE CON T-MARK
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE

NOTE

- PREMIO DELLA GIURIA AL 53. FESTIVAL DI CANNES (2000).

CRITICA

" 'Lavagne' è fresco e nitido, simpatico e animato da un fervore secolarizzante che diventa un atto di fede nella cultura. Un poemetto che respira a pieni polmoni l'aria delle vette e ci fa sperare per l'avvenire dell'Iran e (perché no?) del mondo intero". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 2 settembre 2000).

"Rispetto al precedente e più intimo 'La mela', 'Lavagne' dimostra una più profonda maturità artistica. Affascinante e inconsueto dal punto di vista visivo, il film abbina con intelligenza stile documentaristico e simbolismi". ('Variety').

"Sono film come questi che ci riportano alle emozioni anche visive, riconsegnandoci alla bellezza commovente dei luoghi irraggiungibili, dei sentimenti primari, delle vite precarie e ingiuste di quei milioni di persone che si affacciano nelle nostre terre del benessere, in cerca di giustizia e di speranza, ci appaiono nemici e invasori". (Natalia Aspesi, 'D - Donne', 5 settembre 2000).
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