La Via Lattea

La Voie Lactée

FRANCIA - 1969
La Via Lattea
Due vagabondi, Jean e Pierre, si recano a piedi dalla Francia alla Spagna, diretti al Santuario di San Giacomo di Compostella col proposito di far quattrini. Ancora alle porte di Parigi incontrano un arcigno ed enigmatico individuo che ad uno fa la carità, all'altro no. Successivamente si imbattono in un bambino, poi, sul luogo di un incidente stradale, in un diabolico personaggio che si presenta in veste di gentile adolescente. Il viaggio prosegue e, con un continuo alternarsi di passato e presente (siano Jean e Pierre testimoni o no di quel che accade) si assiste ad una serie di disparati avvenimenti: in una radura tra gli alberi l'eretico Prisciliano ammaestra i suoi fedeli sull'unica possibilità di affrancare l'anima "mortificando" il corpo attraverso i piaceri della carne; tra un giansenista e un gesuita si svolge un duello a proposito della Grazia e della Predestinazione; il marchese De Sade tenta di spiegare ad una sua vittima che Dio non esiste; polemizzando con due giovani a proposito dell'Unità e Trinità di Dio un Vescovo medioevale condanna al rogo il cadavere di un suo predecessore; ad un incredulo cacciatore, colpevole di un atto sacrilego, appare, dolcissima, la Madonna, che gli consegna un rosario; mentre nel giardino di un collegio un gruppo di bambine recita anatemi, Jean immagina che un plotone di anarchici fucili il Papa; Gesù ridà la vista a due ciechi: ma per poco, poichè essi tornano subito dopo a tastare il terreno col bastone. Alle porte di Santiago, i due viandanti incontrano una prostituta che li disillude, spiegando che il pellegrinaggio a San Giacomo è tutta un'invenzione: il loro viaggio è finito.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35MM (1:1.66)
  • Produzione: SERGE SILBERMAN PER GRENWICH FILMS (PARIGI) E FRAIA FILM DI ANNA ED ENZO MUZII (ROMA)
  • Distribuzione: MEDUSA

CRITICA

"Nello pseudo peregrinare dei due protagonisti l'autore sembra voglia presentare il cammino dell'umanità cristiana nel mondo e nei secoli. Ma è un cammino segnato da delusioni: il Cristianesimo non è stato e non è messaggio di amore per l'umanità, ma fonte di discordie, eresie, guerre di religione e quindi superstizione, fiaba, fanatismo, suggestione, comodo strumento di oppressione fisica e morale. Anche l'ultima meta si rivela una delusione; risolta solo dalla prostituta disponibile sul ciglio della strada. Tutto questo è presentato in un voluto e paradossale miscuglio di dramma e di grottesco, di citazioni profetiche e di disquisizioni teologiche, di episodi evangelici, di fatti allegorici o fantastiche ricostruzioni di avvenimenti storici." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 66, 1969)
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