La settima stanza

Siódmy pokój

ITALIA, POLONIA, FRANCIA, UNGHERIA - 1995
La settima stanza
A Breslavia nel 1922, la brillante allieva del filosofo Husserl, la docente di filosofia Edith Stein, appena battezzata con il nome di Theresia Hedwig, deve affrontare le rimostranze della madre Auguste, che l'accusa di aver tradito la religione ebraica. Agli inizi degli anni '30, durante una conferenza a Munster, viene attaccata dal professore Franz Heller, ex collega di studi e innamorato respinto, che l'accusa di opportunismo. Intanto il nazismo dilaga ed Edith viene sospesa dall'insegnamento. Heller, entrato nelle file naziste, la consiglia di espatriare. Le sorelle Elsa ed Erna con le famiglie sono in procinto di emigrare negli Stati Uniti: a sorpresa, Edith annuncia la decisione di farsi carmelitana. La famiglia è costernata: la madre la scaccia. Dopo un duro noviziato, durante il quale consiglia alla compagna Greta di seguire la sua vocazione alla maternità, Edith prende i voti ai quali assiste anche Hans, suo vecchio innamorato. Poi la sorella Rosa porta brutte notizie della madre, che muore senza vederla. Le elezioni sono un pretesto per Franz per rivedere Edith, millantare i successi del nazismo e rinnovarle l'invito ad espatriare. Dopo la tragica "Notte dei cristalli", nel 1938 Edith e Rosa si trasferiscono in Olanda, ma l'espansione nazista fa sì che le due donne vengano arrestate e caricate su un vagone, dove si prodigano per consolare i bambini deportati. Poi un ultimo incontro con Franz che l'accusa di superbia ed a cui Edith chiede perdono, sentendosi vicina alla morte (che la coglierà nel campo di concentramento di Auschwitz, dove si offre al posto di una bambina evitandole la camera a gas).
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO A COLORI 35 MM
  • Produzione: MORGAN FILM (ITALIA), EUROFILM (FRANCIA), FILM STUDIO TOR (POLONIA), BUDAPEST FILM STUDIO (UNGHERIA)
  • Distribuzione: MORGAN FILM (1996) - SAN PAOLO AUDIOVISIVI

NOTE

- PREMIO OCIC A VENEZIA 1995. PREMIO SPECIALE PER IL CENTENARIO "SERGIO TRASATTI - LA NAVICELLA CINEMA" 1995.

- REVISIONE MINISTERO MAGGIO 1996

CRITICA

"(...) Del film si fanno apprezzare la scelta significativa di alcuni momenti che hanno marcato la vita e la personalità della Stein, evidenziandone le doti umane di profonda ricchezza culturale (l'esperienza universitaria), di fermezza e tenacia nel perseguire un luminoso itinerario ascetico e mistico (l'esperienza religiosa nel Carmelo), e la profonda umanità (il viaggio con i bambini deportati sul treno della morte). Le scelte narrative sono rese ancora più felici da una fotografia luminosa e limpida, curata dal bravo Piotr Sobocinski e da un uso molto funzionale ed espressivo della cinepresa che collega con efficacia eventi e persone. Eccellente e ben diretto anche il gruppo di interpreti, tra i quali si fanno particolarmente apprezzare Maia Morgenstein, una Edith dalle intense vibrazioni, e Jan Novicki nel ruolo del duro Heller ." (Ettore Segneri,
'Rivista del Cinematografo')
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