La scuola

ITALIA, FRANCIA - 1995
La scuola
In un istituto scolastico della periferica romana le cose vanno decisamente più che male: il soffitto della biblioteca, fatiscente è caduto e la scomparsa della professoressa Serino, ormai vicinissima alla pensione, fa pensare al peggio. I professori, tutti reazionari e per lo più impreparati, sembrano in stato di permanente fibrillazione, tra meschinità, pettegolezzi, soprattutto, a causa dell'orario delle lezioni. Il preside è una nullità, il suo vice, Sperone, troppo rigido, più preoccupato del futuro collocamento dei ragazzi sul mercato del lavoro che non della loro formazione culturale ed umana. L'unica eccezione sembrano essere Vivaldi, paziente ed idealista, molto sensibile alle difficoltà familiari e caratteriali dei suoi allievi, e la professoressa Majello, bella e dolce, al centro delle allusioni e dei pettegolezzi delle colleghe. La Majello, in crisi coniugale, è innamorata di Vivaldi, ma lui sembra non accorgersene neppure e neanche durante la gita scolastica a Verona tra i due succede qualcosa. Durante gli scrutini esplodono i conflitti: la fine della scuola si avvicina e forse i compromessi salveranno i più...
  • Altri titoli:
    School
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Tratto da: tre romanzo di Domenico Starnone: "Sottobanco", "Fuori registro" ed "Ex cattedra" (ed. Feltrinelli)
  • Produzione: VITTORIO CECCHI GORI PER CECCHI GORI GROUP, TIGER CINEMATOGRAFICA, IN COLLABORAZIONE CON LES FILMS ALAIN SARDE
  • Distribuzione: CECCHI GORI GROUP (1995) - CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO APRILE 1995.

- DAVID DI DONATELLO 1995 PER IL MIGLIOR FILM.

CRITICA

"Non c'è più la voglia - graffiando - di lasciare il segno e magari far male sul serio, ma di fronte al film di Luchetti sembra di essere tornati ai tempi della commedia all'italiana (prima della metastasi Vanzina), quando i difetti del nostro paese venivano raccontati con una bella risata. Viene anche da chiedersi che tipo di scuola sia ormai quella italiana, dove i professori sono ridotti a caricature di loro stessi (senza nessuna sostanziale distinzione tra 'progressisti' e 'reazionari'). (...) L'ultimo giorno di scuola non è l'occasione per uno 'scrutinio della propria vita' ma piuttosto il pretesto per una serie di ritratti divertenti e stereotipati, dove la satira lascia quasi subito il posto alla goliardia e allo sberleffo. Non è certo una colpa, ma piuttosto una scelta di campo, un mirare più in basso (positivamente, specie dopo il fallimento del più pretestuoso 'Arriva la bufera'), un cercare quel livello medio produttivo di cui il cinema italiano avrebbe bisogno come l'aria per respirare." (Paolo Mereghetti, 'Sette', 27 aprile 1995).

"Discreta commedia dolceamara del dotato Daniele Luchetti ('Il portaborse'), regista di punta del clan sinistrorso che fa capo a Nanni Moretti. Ottimo osservatore e buon umorista, scava nel disagio giovanile stando ben attento a non scendere troppo in profondità e lasciandosi di tanto in tanto prendere la mano dalle macchiette. Lo svagato e tenero Silvio Orlando è il migliore dei tre bravi protagonisti". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 febbraio 2001)
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