La Sapienza

ITALIA, FRANCIA - 2014
La Sapienza
Alexandre, un affermato architetto parigino, decide di partire alla volta dell'Italia per riprendere il manoscritto sul Borromini che aveva interrotto anni prima. Arriva quindi a Stresa insieme alla moglie Alienor; qui, la coppia incontra accidentalmente Goffredo e Lavinia, due fratelli del posto: il primo prossimo agli studi di architettura, la seconda afflitta da una malattia di origine nervosa. Complici un istinto materno celato tempo addietro e il rapporto con il marito che sembra ormai privo di passione, Alienor decide di rimanere a Stresa con Lavinia e di aiutarla a sconfiggere il suo problema, suggerendo al marito di continuare il cammino verso Torino e Roma accompagnato da Goffredo. E' così che Alexandre, ispirato dalle meraviglie del nostro paese e guidato dall'entusiasmo di Goffredo, potrà riscoprire la gioia per la vita e l'originaria passione per il suo lavoro; Alienor avrà invece modo di riflettere sui suoi veri desideri rinfrancata da un marito ritrovato.
Il titolo del film richiama uno dei progetti più straordinari realizzati dal Borromini: la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza a Roma.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: HD
  • Produzione: MARTINE DE CLERMONT-TONNERRE E ALESSANDRO BORRELLI PER LA SARRAZ PICTURES, MACT PRODUCTIONS, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: LA SARRAZ PICTURES
  • Data uscita 24 Novembre 2014

NOTE

- FILM D'INTERESSE CULTURALE; REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBAC-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA; CON LA PARTECIPAZIONE DEL CENTRE NATIONAL DU CINÉMA ET DE L'IMAGE ANIMÉE, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA E CON IL SOSTEGNO DI FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE, ROMA LAZIO FILM COMMISSION E REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO.

- IN CONCORSO AL 67. FESTIVAL DI LOCARNO (2014).

- PRESENTATO AL 32° TORINO FILM FESTIVAL (2014) NELLA SEZIONE 'ONDE'.

CRITICA

"Sfida geniale e non semplice quella di Eugène Green, che fa della sperimentazione un'arma da taglio intellettuale, che vuol dimostrare che esiste una correlazione tra le nevrosi e i sentimenti e le opere del Borromini. (...) Guardando in macchina, gli attori, tutti bravissimi (si riconosce Fabrizio Rongione, dei Dardenne) ci invitano a pensare a come quanto e perché si somigliano cinema e architettura e come entrambi siano parte di una più vasta storia umana ancora da raccontare." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 novembre 2014)
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