La paura

ITALIA, GERMANIA - 1954
La paura
Irene Wagner lavora con suo marito Alberto in un laboratorio chimico-farmaceutico. All'apparenza sono una coppia serena, ma in realtà Irene è tormentata da un forte senso di colpa nei confronti di suo marito, dal momento che ha da tempo un amante, Enrico. Una sera, viene fermata da una sconosciuta, Giovanna Schultze, che le racconta di essere stata l'amante di Enrico e di essere a conoscenza del loro segreto. In cambio del suo silenzio, Giovanna le chiede 5000 marchi. Irene acconsente e accetta di incontrare Giovanna a teatro ma, tornata a casa, si accorge di non avere più al dito il suo anello e deve fare fronte alle pressanti domande di Alberto. Quando le si prospetta dinanzi agli occhi la terribile realtà, cioè che in realtà Giovanna è una complice di Alberto, che è da tempo a conoscenza della sua relazione con Enrico, la vita per lei sembra non avere più senso...
  • Altri titoli:
    Incubo
    Non credo più all'amore
    Die Angst
  • Durata: 84'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO, PSICOLOGICO
  • Tratto da: racconto "Die Angst" di Stefan Zweig
  • Produzione: ANIENE FILM (ROMA), ARISTON FILM (MONACO)
  • Distribuzione: MINERVA FILM - CDE HOME VIDEO, M&R
  • Riedizione 1958, con il titolo "Non credo più all'amore"
  • Vietato 14

CRITICA

"Il dramma psicologico non è condotto in modo da suscitare una profonda impressione: gli nuocciono certe lentezze narrative e l'atmosfera da romanzo giallo. Sembra che il regista abbia fatto soprattutto assegnamento sulla notevole forza espressiva della protagonista e sulla sua interpretazione. Buoni il commento musicale e la fotografia." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 37, 1955)

"(...) La trama è esile ma su di essa il regista costruisce una serie di situazioni-chiave che ci permettono di cogliere il vero dramma della donna, nei suoi aspetti più intimi. Lo stile stesso del racconto, frammentario, è condotto in maniera moderna, con pause e improvvise impennate, invita alla riflessione, distoglie l'attenzione dal significato lettterale del racconto per rivolgerla sui significati più riposti nascosti quasi tra le pieghe del testo, ma illuminanti per un più ampio giudizio su fatti e personaggi". (Gianni Rondolino, "Catalogo Bolaffi del Cinema Italiano - 1945/1955")
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