LA MOSCA

THE FLY

USA - 1986
In un laboratorio isolato e antiquato, completamente immerso nel proprio impegno di scienziato, il fisico Brundle attende ad una scoperta sensazionale: quella del teletrasporto della materia da un "telepod" (o teleguscio) all'altro. Intervistato un giorno ad un ricevimento di scienziati da Veronica Quaife (una giornalista che agisce per conto di Borans, suo ex-amante e direttore della Mono Publishing), Brundle conduce la donna nel suo ambiente di lavoro ed essa assiste stupefatta alla disintegrazione di una sua calza, immessa nel primo dei telegusci, per riaverla perfettamente ricostruita nel "telepod" numero due. Ma Brundle, ormai cosciente del valore della sua scoperta, decide ad un certo momento di tentare l'esperimento su se stesso. Per il che si introduce nel contenitore, uscendo poi, apparentemente integro, dal portello fumigante del secondo. Purtroppo, al momento della chiusura del portello numero uno (lo si vedrà nel filmato), una mosca che ronzava nel laboratorio è entrata nel "telepod", subendo anch'essa una mutazione, tanto imprevista quanto inevitabile. Ora le molecole ed il codice genetico dello scienziato vengono a mescolarsi con quelli dell'insetto e Brundle assiste impotente al proprio progressivo cambiamento fisico e anche psichico, fino a diventare un mostro mutante, grottesco e ripugnante ad un tempo, dotato di una incontenibile forza e di istinti incontrollabili. Veronica è la prima ad accorgersi dello straordinario fenomeno: sul corpo infatti di Brundle spuntano i primi peli (e non sono sicuramente umani). Poi l'infelice comincia a nutrirsi solo di dolci e zuccheri, secernendo bave giallastre e, giorno dopo giorno, sempre più assumendo connotati animaleschi. Mentre Veronica si accorge sconvolta di essere incinta e dichiara sia a Brundle sia a Borans la propria intenzione di voler abortire, questi decide alla fine di intervenire, onde porre termine alla terrificante situazione: lotta con lo scienziato, ridotto ormai ad un essere da cui cadono i brandelli di carne umana, mentre ben altre nervature prendono forma, risultando nello scontro ferito e atrocemente mutilato. Sulla strisciante e gigantesca bestia, ancora tuttavia in grado di pensare e soffrire e che con lo sguardo implora Veronica di darle la morte, la donna spara una fucilata liberatoria di ogni incubo e sofferenza, piangendo su quel ripugnante ammasso di carne, in cui la mutazione non è neppure terminata del tutto e che pure, vincendo l'orrore, essa ha amato.

CAST

NOTE

OSCAR PER IL MIGLIOR TRUCCO (1986).

CRITICA

"La discutibilità del film scaturisce più dal comprensibile raccapriccio originato dalle immagini, che non dalla tesi di per sè, il cui significato sul piano intellettuale ed etico sembra assai chiaro. (Segnalazioni Cinematografiche) Remake di "L'esperimento del dottor k" del 1958 di Neumann: ha momenti di agghiacciante tensione, nonostante i risvolti romantici. E' soprattutto un horror che sta in piedi grazie allo straordinario Jeff Goldblum. (Laura e Morando Morandini, Telesette) Rifacimento molto libero del classico di Kurt Neumann "L'esperimento del dottor K". Lo stile eccessivo di Cronenberg è inconfondibile: grandi effetti speciali e ossessione fisica oltre le soglie del disgusto. Per alcuni "cult movie" , per altri una schifezza. Comunque, un film che fa discutere." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)
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