La maledizione dello scorpione di giada

The Curse of the Jade Scorpion

USA, GERMANIA - 2001
La maledizione dello scorpione di giada
TRAMA BREVE
A New York negli anni '40 - tempi di jazz e di gangster - CW Briggs è un investigatore di una compagnia di assicurazioni che non perde occasione per raccontare alla nuova collaboratrice, Betty Ann Fitzgerald, la sua bravura. Il problema è che, per colpa dell'influsso malefico dello Scorpione di Giada, CW è costretto a compiere, sotto ipnosi, furti sui quali è lui stesso a dover investigare.

TRAMA LUNGA
New York, anni '40. C.W.Briggs fa l'investigatore in una compagnia di assicurazioni e in questo ruolo ritiene di essere uno dei migliori. Nell'ufficio è stata da poco assunta Betty Ann, incaricata di mettere mano alla ristrutturazione di servizi e compiti. Betty è l'amante segreta di Chris, il capo ufficio, e i due parlano spesso per frasi cifrate. Betty e Briggs entrano ben presto in conflitto: Briggs vede minacciata la propria autonomia operativa quando capisce che alcuni casi potrebbero essere affidati ad agenzie esterne. I due cercano di parlare e di spiegarsi. Una sera in un locale, il mago che si esibisce li chiama e li ipnotizza. Sembra finita lì, ma durante la notte il mago telefona a Briggs e gli ordina di andare a rubare gioielli in una villa. Il furto si compie, e il giorno dopo Briggs, che non ricorda niente, comincia le indagini. Tempo dopo, mentre è in compagnia della bella Laura, Briggs viene chiamato di nuovo e ne segue un altro furto. Nella sua 'fase' cosciente Briggs sospetta di Betty, e tra i due volano le accuse. Troppi indizi però convergono su di lui che viene arrestato. Riuscito a scappare, Briggs va a casa di Betty e resta a dormire lì. Nella notte, telefona il mago ma stavolta per la ragazza: anche Betty va a rubare. Tornato di nascosto in ufficio, Briggs si confida con i colleghi, mette insieme alcuni episodi e ricostruisce la verità. Liberato dallo stato di trance, Briggs fa arrestare il mago. Quando tutto è risolto, Briggs in ufficio vede Betty pronta a partire per una vacanza con Chris. Allora dichiara di essere innamorato di lei. Betty sembra in trance, dice di ricambiare l'amore, e insieme si allontanano.
  • Altri titoli:
    Woody Allen Fall Project 2000
    Im Bann des Jade Skorpions
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, GIALLO, POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, TECHNICOLOR
  • Produzione: DREAMWORKS SKG, JACK ROLLINS & CHARLES H. JOFFE PRODUCTIONS, GRAVIER PRODUCTIONS, PERIDO PRODUCTIONS, VCL COMMUNICATIONS GMBH
  • Distribuzione: MEDUSA DISTRIBUZIONE
  • Data uscita 28 Settembre 2001

TRAILER

NOTE

- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 58^ MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2001).

CRITICA

"Se Woody non si divertisse davvero non sarebbero così esilaranti i dialoghi, parafrasi comica di quelli, maliziosi, con cui Bogart e Lauren Bacall si davano la replica nei film in bianco e nero del tempo che fu. Piacevole anche la ricostruzione degli anni '40, col giusto impasto di colore e i particolari che immergono le immagini in un'atmosfera rétro. Certo, l'operazione sul cinema del passato compiuta ai tempi di 'Zelig' era un'altra cosa. Però 'La maledizione dello scorpione di giada' è intelligente e divertente. Negarlo solo perché viene dopo un capolavoro, sarebbe un'ingiustizia bella e buona". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 2 settembre 2001).

"Questo 'Scorpione' è una commedia all'antica americana, incorniciata dalla citazione ellingtoniana di 'Sophisticated Lady', con un Woody poliziotto alle assicurazioni che un ipnotizzatore trasforma in ladro di gioielli' (...) Siamo nel '40 e le ambientazioni del fedele Santo Loquasto si rifanno ai film d'epoca con Humphrey Bogart: c'è anche Dan Aykroyd margniffone furbastro e Charlize Theron ereditiera viziata. I dialoghi sono un rimpallo di battute irresistibili e a un certo punto, nel cuore della Chinatown, scoppiano i fuochi d'artificio. Una delizia". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 2 settembre 2001)

"Woody Allen parte fortissimo. E', la sua, un'esplosione di battute e tutte sarebbero da trascrivere. E non sbaglia, l'attore regista, una scena. E' vero che ogni cosa qui è finta e ci riporta al cinema di una volta. Ma le vecchie convenzioni, quando sono affrontate da un autore di talento, funzionano sempre". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 2 settembre 2001)

"Non aggiungerà nulla all'autore di 'Radio Days' e al suo gusto per il pastiche, per gli espedienti più visti (...) ma regala sfumature nuove ai botta e risposta uomo/donna che fecero grandi le commedie anni '40. E accumula con la consueta inarrivabile grazie tante di quelle scene e battute da antologia da riconciliare col cinema, con l'affabulazione, con quell'arte dell'illusione oggi così necessaria anche se nessuno, ormai, sembra saperla praticare con la sua levità". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 2 settembre 2001)

"Si ride dal principio alla fine nell'ultimo, divertentissimo film di e con Woody Allen. Passato e presente. Il passato sono gli Anni Quaranta, evocati in modo perfetto non soltanto dai costumi o dalle scenografie impeccabili, ma dai tic del cinema d'epoca o dei romanzi di Hammett, James Cain, Raymond Chandler. Il presente sta nella smania perenne di ristrutturare, rimodernare, aggiornare, cambiare, parcellizzare: ma 'se una cosa non è rotta, perché aggiustarla?', dice Allen, grande investigatore d'una società di assicurazioni mutato in ladro di gioielli da un ipnotizzatore col turbante". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 28 settembre 2001)
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