La legge del terremoto

ITALIA - 2020
2/5
La legge del terremoto
Un viaggio visivo, storico, ma soprattutto emotivo dentro a uno dei cuori della storia fisica e psichica del nostro paese, i terremoti. Se l'Italia è un corpo, il terremoto è un colpo al cuore. Alessandro Preziosi, interprete amato delle nostre scene che cura regia e dà voce e presenza d'attore al film, è stato giovanissimo testimone del sisma in Irpinia, nel 1980. Il suo viaggio ci porta nel Belìce, colpito nel 1968, poi in Friuli, ad Assisi, l'Aquila, Amatrice. Sismi, ma anche esperienze, umanità, ricostruzioni. Insieme a straordinari documenti d'archivio (tra gli altri dell'Archivio Luce, delle Teche Rai, dei Vigili del Fuoco), testimonianze d'eccezione e toccanti (come quelle di Erri De Luca, Franceco Merlo, Giulio Sapelli, Vittorio Sgarbi, Mario Cucinella, Pierluigi Bersani, Angelo Borrelli, Grazia Francescato), passaggi e riprese in luoghi di forte valenza simbolica come il cretto di Gibellina eternato dal genio di Alberto Burri, e uno sguardo sofisticato e insieme commosso, il film disegna una mappa sorprendente di qualcosa che ci tocca da sempre, nel profondo.
  • Durata: 80'
  • Colore: B/N-C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Produzione: KHORA FILM CON RAI, CINEMA IN ASSOCIAZIONE CON ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ, IN COLLABORAZIONE CON RAI TECHE
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ

RECENSIONE

di Emanuele Rauco

È ovviamente animato da ottime intenzioni La legge del terremoto, l’esordio alla regia dell’attore Alessandro Preziosi presentato come proiezione speciale alla Festa del Cinema di Roma: l’occasione è ricordare il terremoto in Irpinia, di cui il regista è stato testimone da ragazzino. E l’occasione è ghiotta anche per approfondire lo sguardo su altri terremoti.

Infatti il film parte dal Belice (colpito da un sisma nel ’68) e arriva a guardare i molti terremoti che hanno distrutto il paese in questi 50 anni: attraverso testimonianze e immagini d’archivio, ma anche attraverso il coinvolgimento in prima persona di voce e corpo di Preziosi, il film vuole descrivere il terremoto oltre la sua dimensione catastrofica e raccontarlo anche come fenomeno umano e umanitario, culturale e sociale.

credits: Stefania Sapuppo

Un punto di vista interessante quello elaborato da Preziosi con gli sceneggiatori Carmelo Pennisi e Tommaso Mattei e che ruota intorno alla riappropriazione in senso estetico e artistico dei luoghi distrutti (come il Cretto di Burri a Gibellina), spesso a loro volta già opere d’arte, in cui il coinvolgimento in prima persona è coerente. Fino a un certo punto: poi però l’impianto televisivo, il suo andamento, lo stesso Setting delle interviste prendono il sopravvento e il film si limita a inanellare testimonianze e racconti esemplari di vite e ripartenze, cercando sempre una via emotiva, quasi sensazionalistica, che rovina ogni intenzione.

La legge del terremoto dà l’impressione di non sapere cosa raccontare, di non riuscire a mettere insieme un senso concettuale o estetico che leghi le interviste: paradigmatico il finale, totalmente fuori luogo, in cui viene chiesto a intervistati come Pierluigi Bersani o Giulio Sapelli di raccontare il loro “terremoto personale”. Un modo di privatizzare e strumentalizzare in senso privato una questione pubblica e comune che hanno rilevanza molto differente rispetto al matrimonio di un 73enne.

NOTE

- PRESENTATO ALLA XV FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2020).

- ANIMAZIONI: MICHELE BERNARDI.

- USCITA PREVISTA 23 NOVEMBRE (2020) SOSPESA PER CHIUSURE CINEMA CAUSA COVID.
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