La furia dei Titani

Wrath of the Titans

USA - 2012
Perseo, semidio figlio di Zeus, vive come pescatore in un tranquillo villaggio, dieci anni dopo aver eroicamente sconfitto il mostruoso Kraken. Nel frattempo, il mondo è in pericolo: i Titani aumentano sempre più la loro forza a danno degli Dei. Il loro leader, Crono è il padre di Zeus, Ade e Poseidone, tre fratelli che lo avevano spodestato molto tempo addietro, lasciandolo marcire negli abissi del Tartaro. Ora è giunta l'ora della vendetta per Crono. Il suo obiettivo è quello di catturare Zeus, con l'aiuto dei traditori Ade e Ares, figlio divino di Zeus. Perseo è chiamato, quindi, a iniziare un'altra eroica avventura che ha come posta in palio il destino dell'umanità.

CAST

CRITICA

"«Sei ringiovanito di 10.000 anni!» urla Ade, Ralph Fiennes, al fratello Zeus, Liam Neeson, dopo un travaso di forza divina che lo rende arzillo come Berlusconi ai tempi del bunga bunga. Solo nei peplum si possono sentire questi dialoghi. Purtroppo, però, non siamo in un vecchio peplum italiano con Ercole e Maciste all'inferno diretti da Mario Bava o da Riccardo Freda. Siamo in un peplum americano di oggi, 'La furia dei Titani' diretto da Jonathan Liebesman, sequel di 'Scontro fra Titani', cioè in un giocattolone da centinaia di milioni di dollari con trucchi pazzeschi che i nostri vecchi produttori, da Emimmo Salvi a Emo Bistolfi, non si sarebbero mai sognati di avere, con un cast che va dal Sam Worthington di 'Avatar' come Perseo all'Edgar Ramires di 'Carlos' di Olivier Assayas come il fratello cattivo Ares, cioè Marte, da Bill Nighy ai già citati Fiennes e Neeson fino alla bella Rosamund Pike come regina dei greci Andromeda. I risultati però, come è ovvio, sono decisamente meno romantici di quelli dei vecchi peplum, malgrado i trucchi, il 3D, gli sceneggiatori laureati all'Ucla e il cast stellare. La macchina funziona, funzionano i grandi effetti in 3D, soprattutto nella grande sequenza del labirinto, ma alla fine la cosa più divertente sono i giganti monocoli ripresi dal Polifemo del vecchio Ulisse di Mario Camerini, che sembrano i pupazzi king size di Ron Mueck. Perché nel peplum conta più l'ispirazione, la scrittura e perfino l'ingenuità che la tecnica. (...) Certo, il Perseo di Sam Worthington non è un vero eroe da peplum, troppo marine, ma Fiennes e Neeson sono credibili e Andromeda è carina quanto basta. La regia, poi, è decisamente superiore a quella del primo film e alla fine il film si segue volentieri anche se hai più di dodici anni e hai finito i popcorn. Certo quella scritta che i personaggi, cioè Perseo, Zeus e divinità varie, sono stati inventati da Beverly Cross, soggettista del film del 1980, è un po' discutibile." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 30 marzo 2012)

"Piacerà a un maggior numero di spettatori (e di critici, sissignori) del suo predecessore. 'Scontro di Titani' (avevano ragione molti colleghi) era francamente brutto (l'ho riconstatato l'altra sera in tv). Brutto anche tecnicamente. Il 3D era maldestramente appiccicato. Nella battaglia finale con il Kraken, poi, gli FX sembravano dell'età della pietra (il mostro incombeva in trasparente come il King Kong del 1931). Due anni però non sono passati invano. Il pensiero umano ha fatto pochi progressi, ma la tecnica ha continuato a volare. Nella sua parte dialogata, certo, nelle pause di presentazione dei personaggi il film è rimasto ridicolo, puerile come l'antecedente. Quando la scena è occupata da Liam Neeson (Zeus) e da Ralph Fiennes (Hades) cala il buio sulla spettatore maggiorenne vaccinato (i due grandi sono marchettari ai limiti dell'indecenza). Ma poi parte l'azione e il divertimento è continuo, ininterrotto. I mostri sono tanti e ingegnosamente costruiti. E soprattutto proiettati sullo schermo a ritmi frenetici (Perseo non fa in tempo a neutralizzarne uno che gliene arriva un altro tra capo e collo). E il 3D stavolta non è collocato pretestuosamente, ma arriva ad hoc, a scandire l'azione. Il regista Jonathan Liebesman è quello di 'World Invasion' film a suo tempo bollato come patriottardo e reazionario. Bene, che vi devo dire, è un reazionario che conosce il mestiere." (Giorgio Carbone, 'Libero', 30 marzo 2012)

"Dallo 'Scontro fra Titani' (2010) a 'La furia dei Titani' la differenza si conta in un Nobel per la pace, quello di Obama a fine 2009, quando il primo film era già concluso. Servito su un piatto d'argento (placato) ecco il sequel tridimensionale dal pacifismo estremo, ove a lasciarci la pelle è addirittura il dio Ares, perché per uno che protegge la guerra non c'è posto nell'America democratica del Yes, we can. Il già eroico semidio Perseo figlio di Zeus diventa così lìder maximo di un'umanità sempre più meticcia e meno devota a qualunque forma di divinità precostituita (...) ad eccezione di un sacro vincolo, quello paterno (...). Ed è per questo tra fratelli coltelli (Zeus e Ade, Perseo e Ares) a spuntarla è la magnanimità prole(taria) che va diritta al cuore, spezzando persino la Furia di Chronos, impetuoso e dunque volgare. Fa capolino, sullo sfondo politically correct, una Grecia già in stato emergenziale. Divertissement mitologico adatto anche ai più piccoli." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 29 marzo 2012)

"'La furia dei titani' è simile al precedente 'Scontro tra titani': più fantasy che mitologico, cupo, violento, in un 3D deludente e poco decifrabile. I capelli di Perseo cambiano: non più tagliati quasi a zero come un improbabile marine (la star di 'Avatar' Worthington detestò il taglio del film precedente) ma lunghi e riccioluti come un giovane di oggi. Zeus è un padre che Perseo non vorrebbe avere (violentò la mamma del ragazzo). Ma il figlio, forse, saprà perdonare." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 6 aprile 2012)
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