La fine del mondo

The World's End

USA - 2013
La fine del mondo
Inghilterra, 22 giugno 1990. Nella cittadina di Newton Haven, cinque ragazzi nel fiore dell'adolescenza festeggiano la fine della scuola con una maratona di bevute che dovrebbe terminare al mitico pub "The World's End". Vent'anni dopo, tutti hanno lasciato Newton Haven e sono diventati padri di famiglia o uomini in carriera; tutti tranne Gary King, il vecchio capobanda ancora legato al tempo che fu. Per riconciliare il passato e il presente, Gary decide tornare a casa con Andy, Steven, Oliver e Peter per rivivere quella mitica maratona e conquistare "il miglio dorato". Così, un venerdì pomeriggio, eccoli di nuovo tutti riuniti per la mitica sfida: cinque uomini, dodici pub e litri di birra per ogni sosta. Tuttavia, lungo il tragitto, una folle e pericolosa serie di incontri di vecchie conoscenze li renderà consapevoli che la vera battaglia è per il futuro - non solo il loro, ma quella dell'intero genere umano - e che arrivare al "The World's End" è l'ultima delle loro preoccupazioni...
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, COMMEDIA, FANTASCIENZA
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX 16 SR3, PANAVISION/35 MM/16 MM/SUPER 16, 35 MM (GONFIATO)/D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: WORKING TITLE FILMS IN ASSOCIAZIONE CON BIG TALK PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 26 Settembre 2013

TRAILER

NOTE

- EDGAR WRIGHT, SIMON PEGG E NICK FROST FIGURANO ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"Ultimo capitolo di una trilogia che comprende anche 'L'alba dei morti dementi' e 'Hot Fuzz' (frutti, come questo, del team Edgar Wright, Simon Pegg e Nick Frost), 'La fine del mondo' è una intelligente parodia dei film di invasione spaziale, come i precedenti lo erano rispettivamente dello zombi-movie e del noir. Piena di parolacce, ma anche di gag divertenti." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 26 settembre 2013)

"Sono enormi bicchieroni di birra al posto della madeleine in questo «alla ricerca del tempo perduto» ambientato nella provincia inglese contemporanea. (...) Non è un caso (...) che l'ultima delle taverne (...) si chiami La fine del mondo: c'è qualcosa di decisamente strano dietro alla facciata placida, ordinata, di Newton Haven e dei suoi irreprensibili abitanti. A partire dal fatto che i ruvidi, rumorosi, pub di gioventù oggi sembrano tutti asettici e uguali, come ricreati in un parco a tema. E poi, va bene che sono più vecchi, più grigi e più pesanti di vent'anni fa, ma perché nessuno sembra riconoscere Gary e gli altri? Dopo l'horror (...) e il poliziesco (...) il team comico inglese di Edgard Wright e Simon Pegg (scrivono insieme, con Wright che poi firma la regia) reinterpreta la fantascienza. Il risultato di questa loro terza cinefilissima collaborazione, è molto 'L'invasione degli ultracorpi', più 'Il villaggio dei dannati' con un tocco di Qua-termass riletto attraverso 'The Stepford Wives'. II tutto frullato secondo l'humor profondamente britannico, post Monthy Pyton, e l'amore per il genere grazie ai quali la coppia Wright /Pegg (a cui si uniscono nuovamente gli attori Nick Frost, Paddy Considine e Martin Freeman, più Eddie Marsan) ha conquistato la devozione del grande pubblico anche negli Stati uniti, dove l'uscita estiva di 'La fine del mondo' è stata salutata da un entusiasmo critico che nessun blockbuster della stagione è riuscito a eguagliare. Nei panni del più impenitente e patetico del gruppo, oltre che l'unico a non essersi costruito una presentabile, grigia, esistenza borghese (assicuratore, costruttore, bancario...), Pegg dà a Gary King sfumature più aggressive e sinistre dei personaggi alla Candide che aveva interpretato in 'Shaun' e 'Hott Fuzz'. (...) Come i due film precedenti, e le gesta dei Monthy Pyton (di cui Wright/Pegg e soci evocano la serialità, se non la carica mitico/distruttiva), anche 'La fine del mondo' funziona come una satira sociale. Dietro alla premessa che fa molto 'Una notte da leoni' e al sogno triste di Gary - ubriacarsi fino a non pensare più - si nascondono uno spirito sovversivo e una battaglia allegramente in corso contro la normalizzazione. Della società e del cinema." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 26 settembre 2013)

"Piacerà a chi ha già gradito due parodie collo stesso cast (regista Edward Wright, attori Simon Pegg e Nick Frost) 'L'alba dei morti dementi' e 'Hot Fuzz'. Le trovate sono spesso grossolane, ma tante e tutte sparate a mitraglietta. Un uragano di gag come da tempo non si scatenava sullo schermo." (Giorgio Carbone, 'Libero', 26 settembre 2013)

"Brillante commedia fantascientifica che sembra una versione simpatica de 'L'invasione degli ultra corpi'. Si usa un tono leggero per riflettere su una società artificiale." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 3 ottobre 2013)

"Atto finale della 'Trilogia del Cornetto' (tre film, tre gusti di gelato) dopo 'L'alba dei morti dementi' (parodia horror) e 'Hot Fuzz' (derisione dell'action poliziesco) da parte del trio Wright (regista), Pegg e Frost (protagonisti). Un altro gioiello di humour sui cliché della virilità (colui che ripropone la zingarata sembra uscito dall'inferno dei rimpianti maschili) e amicizia (Pegg e Frost litigano e fanno pace per tutto il film) con alieni dal sangue blu, donne salvatrici e un finale apocalittico da scompisciarsi anche da sobri. Il gusto questa volta è fantascienza. La garbata intelligenza aliena, la quale forse non ha intenzioni più bellicose delle nostre, parteciperà a uno scontro dialettico con i cinque eroi ormai molestamente ubriachi. Poveri alieni. Ci vorrà una gran pazienza." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 3 ottobre 2013)
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