La fiamma che non si spegne

ITALIA - 1949
La fiamma che non si spegne
Giuseppe, il minore dei tre figli di Padron Luigi Manfredi, un onesto agricoltore, si è arruolato come carabiniere. Giuseppe è fidanzato con Maria e la sposa prima di partire per la prima guerra mondiale. Il ragazzo però muore in combattimento, lasciandola la moglie e un figlio, Luigi. Il bambino cresce nella casa del nonno e mostra fin da ragazzo la tendenza a seguire la carriera paterna. La madre ne ha paura e persuade il nonno e lo zio parroco a metterlo in seminario. Ma non è possibile opporsi alla vocazione di Luigi, che finisce per arruolarsi nell'Arma. Passano gli anni: scoppia la seconda guerra mondiale. Luigi si batte valorosamente in Africa, viene rimpatriato per malattia e, promosso brigadiere, viene mandato a comandare una stazione, nelle vicinanze del suo paese. Dopo l'8 settembre, Luigi resta al suo posto, cercando di tutelare gli interessi dei connazionali. Nella zona vengono uccisi due soldati tedeschi: dieci paesani sono presi come ostaggi. Luigi si presenta al comando tedesco: si dichiara responsabile dell'uccisione e affronta la fucilazione per salvare gli ostaggi.
  • Durata: 95'
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: romanzo "Itala gens" di Franco Navarra Viggiani
  • Produzione: FRANCO NAVARRA VIGGIANI PER ORSA FILM
  • Distribuzione: ENIC

NOTE

- IN UN PRIMO TEMPO COLLABORARONO ALLA SCENEGGIATURA: FULVIO PALMIERI, SIRO ANGELI, GIORGIO CAPITANI, ALBERTO POZZETTI, MARIO PAGANI E VITTORIO COTTAFAVI.

- IL FILM E' STATO RESTAURATO NEL 2009 DA CSC - CINETECA NAZIONALE, CINETECA DEL FRIULI.

- PRESENTATO ALLA 66. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009) NELLA SEZIONE "QUESTI FANTASMI 2".

CRITICA

"Completamente negativo, in ogni senso è "La fiamma che non si spegne", sull'arma dei carabinieri, che certo meritava un omaggio più sincero e umano. Eroismi e sacrifici, patria amore e famiglia, si trovano in questo film nelle lora accezioni più false e retoriche [...]. Il regista (l'anonimo Cottafavi) e i suoi degni collaboratori cercano fra l'altro di fare un'apologia del fascismo". (Guido Aristarco, "Voce Adriatica", 3 settembre 1949).

"Dal punto di vista artistico e tecnico il film ha notevoli pregi e riesce interessante, malgrado qualche lungaggine". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 26, 1949).
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy