La ciociara

ITALIA, FRANCIA - 1960
La ciociara
La guerra, che non risparmia a Roma i bombardamenti, induce Cesira, una giovane vedova, proprietaria d'un modesto negozio d'alimentari, a cercare rifugio tra i monti della Ciociaria dov'è nata. Sua costante preoccupazione è che alla figlioletta tredicenne, Rosetta, siano risparmiati per quanto possibile le angosce e le sofferenze che la guerra infligge anche ai civili. Ad accogliere le due donne sono amici, parenti e la serenità di luoghi che sembrano tagliati fuori dalla tragicità di quelle ore. Ma il fronte, in movimento continuo lungo la penisola, si avvicina inesorabile. La prima vittima di quella piccola comunità è Michele, timido innamorato di Cesira costretto da un gruppo di soldati tedeschi a far loro da guida sui monti. All'arrivo degi alleati, nell'euforia generale, Cesira, convinta che la guerra sia finita, decide di tornare a Roma insieme a Rosetta. Le due si incamminano a piedi ma, in una chiesa diroccata in cui si fermano a riposare, vengono aggredite e violentate da un gruppo di soldati marocchini. Rosetta si chiude in un agghiacciante silenzio, dando così l'addio alla spensieratezza dell'adolescenza.
  • Altri titoli:
    Paysanne aux pieds nus
    Two Women
  • Durata: 110'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO, GUERRA
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION
  • Tratto da: romanzo omonimo di Alberto Moravia
  • Produzione: CARLO PONTI PER COMPAGNIA CINEMATOGRAFICA CHAMPION (ROMA), LES FILMS MARCEAU COCINOR, SOCIETE' GENERALE DE CINEMATOGRAPHIE (PARIGI)
  • Distribuzione: TITANUS - CREAZIONI VIDEO, MONDADORI VIDEO, DE AGOSTINI (IL GRANDE CINEMA)
  • Riedizione restaurato nel luglio 2002

NOTE

- ESTERNI GIRATI A SARACINESCO (ROMA).

- PREMI TRIBUTATI A SOPHIA LOREN: OSCAR 1961 COME MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA; NASTRO D'ARGENTO E PREMIO AL XIV FESTIVAL DI CANNES COME MIGLIOR ATTRICE, DAVID DI DONATELLO COME MIGLIOR ATTRICE, PREMIO DEI CRITICI DI NEW YORK.

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1994.

- RESTAURO DEL FILM REALIZZATO NEL 2002 DA SCUOLA NAZIONALE DI CINEMA E GRUPPO MEDIASET.

CRITICA

"Il racconto moraviano è stato mondato, mediante alcuni potenti colpi d'ascia, prima, e poi con un minuto e incisivo lavoro di pomice, di tutte le ramificazioni più o meno contorte e frastagliate che lo popolano. (...) E' un film che ripropone tutta la tematica (...) del neorealismo e sotto questo profilo si tratta di un'opera che costituirà oggetto di appassionate e proficue discussioni." (Antonello Trombadori, "Vie Nuove", 24 dicembre 1960.

"Tratto da un romanzo di Moravia, il film ha il merito di avere saputo ridurre a dimensioni più umane i personaggi, addolcendo molte delle asperità polemiche o descrittive dell'opera ispiratrice. L'interpretazione della protagonista è aderente al proprio personaggio, psicologicamente bene strutturato. Attenta ed abile la regia". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 49, 1961).
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