La banda Casaroli

ITALIA - 1962
Anno 1950: la cronaca nera registra, nello spazio di poche settimane, quattro rapine compiute ai danni di istituti bancari. Finalmente la polizia viene in possesso di un indizio importante: un'auto "1400" di colore grigio è stata vista fuggire dopo la rapina compiuta a Roma. A Bologna l'agente Marotta scopre che un'autorimessa della città ha noleggiato una "1400", corrispondente ai dati della macchina usata dai rapinatori, a Paolo Casaroli. Presentatosi per una indagine nell'abitazione del Casaroli, il Marotta viene ucciso dal capobanda che, preso dal panico, si dà alla fuga con Corrado il suo braccio destro, sparando su tutti quelli che tentano di opporglisi. I due salgono su un tram, terrorizzando i passeggeri e costringendo il conducente a non rispettare le fermate; poi per sfuggire al posto di blocco della polizia, si rivolgono ad un tassista, il qual e rifiuta di aiutarli e viene assassinato. Casaroli e Corrado salgono a bordo dell'auto, ma nessuno dei due riesce a guidare. Corrado, vista la impossibilità di salvarsi, si uccide mentre Casaroli, colpito più volte, viene arrestato. Anche un terzo membro della banda, Gabriele, benché non ancora sospettato, finisce suicida in un cinema.

CAST

CRITICA

"Se il film lascia un'impressione di insufficienza, di freddezza e di evasività, è perchè la sua portata resta esteriore e cronachistica [...]. Vancini [...] ha avuto invece [...] la mano felice nel contrasto tra i fatti e la cornice, sulla singolarità di una tragedia americanizzata, inquadrata nella più pacifica e refrattaria città italiana, Bologna: sia nel disegno dei personaggi, sia nell'analisi del loro rapporto, sia nell'immergere la loro vicenda nella brumosa e malinconica scenografia dell'inverno petroniano". (G. Cattivelli, "Cinema Nuovo", 160, 11-12/1962)
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