La baia di Napoli

It Started in Naples

USA - 1960
La baia di Napoli
Hamilton, un avvocato americano, arriva a Napoli per sistemare alcune questioni legali rimaste in sospeso a causa dell'improvvisa morte di un suo fratello. Qui scopre che, nell'incidente automobilistico che costò la vita a suo fratello, è morta anche la donna con la quale conviveva da tempo. La coppia ha lasciato un figlio di otto anni, Nando, che vive con la giovane zia Lucia, una ragazza esuberante e fervida di invenzioni e di fantasia. Nando non conduce una vita adeguata a un ragazzo della sua età. Non va a scuola e passa le sue giornate in occupazioni non tutte lodevoli. Hamilton decide allora di prolungare il proprio soggiorno per tentare di raddrizzare il ragazzo e abituarlo a una nuova concezione di vita. Ma l'impresa si dimostra ardua, per quanto Hamilton tenti tutti i mezzi, compresi quelli legali, per sottrarre Nando al suo ambiente. Impegnato nella disputa, l'avvocato va però pian piano ammorbidendosi, i suoi rigidi preconcetti si sgretolano per lasciar posto a una maggior comprensione, in cui ha il suo peso il fascino dell'esistenza povera ma sorridente e bonaria degli abitanti, la dolcezza della natura e le grazie di Lucia. Così, sul punto di partire sconfitto, Hamilton comprende che non potrebbe più sopportare la vita che l'attende in America e, seguendo l'esempio del fratello, decide di rimanersene a Napoli, accanto a Lucia e a Nando.
  • Altri titoli:
    C'est arrivé à Naples
    Es begann in Neapel
    Capri
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION, 35 MM (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Produzione: JACK ROSE PER THE SHAVELSON-ROSE PRODUCTION
  • Distribuzione: PARAMOUNT (1961)

NOTE

- COREOGRAFIE: LEOPOLDO SAVONA (ACCREDITATO COME LEO COLEMAN).

- CANDIDATO ALL'OSCAR 1961 PER LA MIGLIOR SCENOGRAFIA.

CRITICA

"Il film accomuna i consueti elementi folkloristici con una trama alquanto convenzionale, in cui il conflitto fondamentale tra diverse mentalità, abitudini e concezioni di vita, si stempera subito in comode e non sempre giustificate soluzioni sentimentali." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 49, 1961)

"L'americano Melville Shavelson vede la solita Italia da cartolina illustrata, condita con mandolini, pizze e cieli blu in una commediola che comunque scivola via senza intoppi. Il sorridente Clark Gable è di una simpatia contagiosa: qui è al suo penultimo film, morirà pochi mesi dopo a cinquantanove anni sul set. Sorprendente l'affiatamento con una radiosa Sophia Loren che gioca in casa, come del resto Vittorio De Sica, insuperabile spalla." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 22 maggio 2003)
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