Kingsman: Secret Service

Kingsman: The Secret Service

GRAN BRETAGNA, USA - 2014
3,5/5
Kingsman: Secret Service
Quando il geniale tecnico Richard Valentine provoca una minaccia globale, un'organizzazione di spionaggio super-segreta decide di reclutare Eggsy, un ragazzo di strada promettente quanto arrogante, e di inserirlo nell'ultra-competitivo programma di formazione dell'agenzia sotto la guida di Harry Hart, una spia di lungo corso, elegantissimo e dotato di gadget all'avanguardia...
  • Durata: 129'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Specifiche tecniche: HAWK SCOPE
  • Tratto da: fumetto omonimo di Mark Millar (testi) e Dave Gibbons (disegni)
  • Produzione: ADAM BOHLING, DAVID REID, MATTHEW VAUGHN PER MARV FILMS, TWENTIETH CENTURY FOX FILM CORPORATION
  • Distribuzione: TWENTIETH CENTURY FOX ITALY (2015)
  • Data uscita 25 Febbraio 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandro De Simone
Chi non ha voluto essere almeno per dieci minuti James Bond? Adesso si può anche scegliere, tra l’agente 007 e un Kingsman, agenti segreti stilosi e altrettanto letali.

Tratto ancora da una graphic novel di Mark Millar, come Kick-Ass, il nuovo film di Matthew Vaughn conferma la facilità con cui il regista inglese tratta la cultura pop, infarcendola di una piacevole nota sovversiva. Kingsman: Secret Service è un film gradevolmente scorretto, come lo erano gli agenti segreti che si contrapponevano cinematograficamente all’eroe di Ian Fleming a cavalli degli anni ’60-‘70.
Da Derek Flint a Harry Palmer (omaggiato con la presenza di Michael Caine), fino ovviamente ad Austin Powers, la lista è lunga, così come le ispirazioni che fanno di Kingsman un gioco gustosissimo.

Colin Firth e Taron Egerton sono lo Jedi e il suo giovane Padawan, giustificati dal cameo di Mark Hamill, che fanno dello stile la loro arma letale, condita da un’irriverenza sfacciata nei confronti dell’ordine costituito.
Kingsman è intrattenimento intelligente e divertente, ben scritto e con un ottimo cast, su cui spicca un Colin Firth monumentale, il Darcy che ti prende al cuore. E te lo strappa a mani nude.

CRITICA

"Molto divertente la nuova ironica spy story di Vaughn (...). Violenza da cartoon e la massima che i modi definiscono l'uomo: parodia di tutte le spie in circolazione da Sherlock Holmes a James Bond: un giocattolone d'evasione ispirato da una graphic novel, un po' troppo lungo (129') ma molto spiritoso quando entra in campo il cattivo Samuel L. Jackson (...) promette sfracelli nel finale a orologeria proprio come 007." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 febbraio 2015)

"(...) ci ha fatto orrore per il ghignante menefreghismo con cui spreca due o tre idee che potevano essere divertenti. La prima era fare una parodia politicamente scorrettissima dei film di James Bond. (...) La seconda era sfottere il tradizionale classismo british (...). Terza idea, o forse è la prima: mettere al centro di questo film cinico e sguaiato un simbolo di probità ed eleganza british come Colin Firth, che sostiene complicate lotte acrobatiche senza batter ciglio. Si sorride 2 minuti, poi basta. Ci sono poi dialoghi cinèfili sui cari vecchi film di spionaggio, battutacce erotiche imprevedibili, curiosi effetti speciali (teste che esplodono con nuvole psichedeliche). Se il buon cinema può ricordare la boxe, questo non è nemmeno wrestling." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 26 febbraio 2015)

"Il problema di Vaughn è la tendenza a esagerare. Indubbiamente il cineasta conosce i gusti del suo pubblico e non vuole correre il rischio di annoiarlo, ma ottiene l'effetto contrario: il film è troppo lungo e la sazietà, alla fine, sfiora l'indigestione. Colin Firth è in una parte che gli sta a pennello: quella dal gentleman british, però insaporita da un'inedita dose di cinismo e crudeltà." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 26 febbraio 2015)

"Già dimostratosi capace produttore, Matthew Vaughan aveva dato prova con 'Kick-Ass' e 'X-Men - L'inizio' di poter esser anche un buon regista. Ma, nonostante giochi nello stesso registro avventuroso-fumettistico delle precedenti pellicole, 'Kingsman' risulta al di sotto delle aspettative. Sarà che copione e personaggi sono stati creati da Vaughan (in collaborazione con Mark Millar) ispirandosi a troppi modelli, da James Bond a Jack Bauer, da Harry Palmer a Jason Bourne; fatto sta che si ha la sensazione di una pellicola pasticciata sia dal punto di vista dello stile che del racconto." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 26 febbraio 2015)

"Gli abiti di Savile Row, le penne avvelenate, l'ombrello anti-proiettili, l'aplomb britannico di Colin Firth e Michael Caine, una dark lady bellissima con lame micidiali al posto dei piedi, e il solito complotto per distruggere il mondo....Gli ingredienti parlano di James Bond, ma dietro alla macchina da presa (...) è il regista di 'Kick-Ass' ed ex produttore di Guy Richie. Quindi, i piatti dorati del cattivo nascondono McDonald e patatine fritte, le teste di numerosi capi di stato esplodono come fuochi artificiali e l'eroe della storia è un ragazzo povero cresciuto con mamma single. Un po' come aveva fatto con 'Kick-Ass' e con 'X-Men: First Class', l'inglese Matthew Vaughn àncora la sua nuova action comedy a una storia di formazione. (...) Ricchi e poveri, cultura alta e cultura bassa, il classicissimo spionistico britannico e la sua presa in giro, la violenza sul serio e quella fatta per gioco... come già nei suoi lavori precedenti ed evocando un po' anche le revisioni di genere del suo conterraneo Edgar Wright, Vaughn lavora sulle opposizioni. (...) Nessuno particolarmente originale, ma tutti usati con intelligenza e humor, e senza mai perdere di vista una certa affettività dei personaggi. (...) l'omaggio finale a 'Scanners' con le teste che saltano in aria in sprazzi di luce e colore è realmente notevole." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 26 febbraio 2015)

"Piacerà crediamo, a un vasto pubblico di spettatori domenicali. Per la verità, sulla carta non ce lo aspettavamo tanto vasto. Regista infatti è (...) uno specialista in bambocciate d'azione, in trasposizioni da fumetti superomistici. Tutti generi (meglio sottogeneri) che una volta li puoi anche gradire, ma nei sequels sbroccano. Il fatto poi che la bambocciata fosse inserita in una trama «adulta» in uno spionistico alla James Bond, non ci rassicurava, anzi. Chissà che pasticcio di stili verrà fuori. E invece pastrocchio non è. E il fatto che Vaughn sia riuscito a cucinare la pietanza senza mettere alla prova gli stomaci degli spettatori (anzi, è tutto molto commestibile, a ogni livello) ti fa pensare che sia un ottimo cuoco del cinema d'intrattenimento, uno che ogni sequenza te la sa giocare nel modo giusto. (...) allestito come una vecchia storia di 007 (...) Colin Firth giostra il suo Galahad come un Bond magari un po' invecchiato, magari più preoccupato di problemi organizzativi, però sempre in grado di compiere exploit inimmaginabili (...). E la presenza di Michael Caine, come decrepito capo del Kingsman è un altro chiaro rimando alla spy story del tempo antico. Ma il pepe alla faccenda lo dà Tagon Egerton, ovvero Eggsy. Che non ti guasta la digestione anzi. Il fatto che sia coatto all'inizio e lo rimanga fino alla fine (nonostante il terribile training) è la continua fonte di divertimento. E una bella ruffianata per l'inconscio dello spettatore (volendo tutti possono diventare James Bond)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 26 febbraio 2015)

"Il leitmotiv del film sviluppa situazioni simpatiche, con l'apice in una scena tarantiniana dentro una chiesa. Film godibile che, forse, pecca nel voler far divertire a tutti i costi." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 26 febbraio 2015)
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