Juha

FINLANDIA - 1999
Juha
Juha e sua moglie Marja vivono tranquilli in una fattoria. Lei è rimasta orfana da bambina ed è stata tirata su da Juha. Ogni giorno vanno al mercato, dove trascorrono giornate di lavoro e di divertimento. La sera Marja dà da mangiare alle pecore, prepara la cena, poi si infilano insieme nel letto e si abbracciano felici. Un giorno arriva improvvisamente Shemeikka, un uomo proveniente dalla città: ha bisogno di aiuto perché gli si è rotta l'automobile. Mentre Juha cerca di ripararla, Shemeikka è attratto da Marja. L'uomo cerca di convincerla a lasciare il marito e a scappare con lui. Marja resiste ma, dopo la partenza dell'ospite, comincia a passare molto tempo a truccarsi e in cucina usa il più rapido microonde, invece degli abituali fornelli. Inaspettatamente Shemeikka ritorna, e questa volta Marja non resiste e fugge con lui. Dopo averla sedotta, Shemeikka porta la ragazza in città e subito dopo la sistema in un bordello. Marja cerca di ribellarsi, ma ogni tentativo è inutile. Nel frattempo al villaggio Juha, oggetto di scherno da parte dei compaesani, decide di vendicarsi. Armatosi di una scure affilata, fa irruzione nel bordello, dove c'è Marja che da poco ha avuto un bambino. Juha colpisce a morte Shemeikka, che ha però fatto a tempo a sparargli al petto. Marja riesce a fuggire col bambino, e anche Juha si allontana, preferendo andare a morire di nascosto in una grande discarica.
  • Durata: 78'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1.85 : 1)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Juhani Aho
  • Produzione: AKI KAURISMÄKI PER SPUTNIK OY
  • Distribuzione: KEY FILMS (1999) - LUCKY RED HOME VIDEO - DNC VISUAL MIND

NOTE

- IL FILM E' SENZA DIALOGHI. IL REGISTA HA INSERITO I CARTELLI DELLE DIDASCALIE.

- PREMIO C.I.C.A.E. - MENZIONE D'ONORE AL FESTIVAL DI BERLINO 1999.

CRITICA

"Che il risultato sia un po' inferiore alle premesse, un po' ingessato nella sua stessa struttura, non toglie molto alla seducente stranezza di questo esperimento, con cui Kaurismäki si conferma uno dei più originali talenti del cinema di questi anni: un esempio di follia contrassegnata da molto metodo". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 24 ottobre 1999)
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