Jude

GRAN BRETAGNA - 1996
Jude
Nell'Inghilterra del tardo Ottocento, lo scalpellino Jude Fawley sogna di andare a studiare all'Università. Il suo sogno si scontrerà con la dura realtà della vita di tutti i giorni e con il peso delle costrizioni e dei doveri. E' costretto a sposare Arabella, che gli fa crede di essere incinta, ma il matrimonio fallisce molto presto. Jude si trasferisce allora a Christminster, dove intende realizzare il sogno di accedere all'Università, ma qui incontra sua cugina Sue, se ne innamora e i due cominciano a convivere.
  • Durata: 123'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI
  • Tratto da: romanzo omonimo "Jude l'oscuro" di Thomas Hardy
  • Produzione: POLYGRAM FILMED ENTERTAINMENT - BBC - REVOLUTION FILMS
  • Distribuzione: MIKADO FILM - RCS FILMS & TV

NOTE

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996

CRITICA

"La riuscita del film, la sua forza melodrammatica, è soprattutto nel taglio moderno e senza fronzoli del racconto, diviso in veloci occhiate e rapidi sospiri, come raccordi di un disegno ignoto delle onde del Destino distanziandosi in questo dalla verbosa moda dei titoli di ragione e sentimenti 'made in Jane Austen'. C'è nel film, che si amplia nella fotografia di Eduardo Serra, un taglio contemporaneo dei sentimenti, un modo immediato di evidenziare amori, tentazioni e contrasti, pubblici e privati. Rispetto ai modelli filmici tradizionali, 'Jude' rappresenta un po' quello che fu, stilisticamente, la nouvelle vague, la voglia di raccontare tutto e subito. E grazie anche alle perfette performances incrociate di Kate Winslet ('Ragione e sentimento') e Christopher Eccleston ('Piccoli omicidi tra amici'), rivive per noi l'amore infelice e quasi incestuoso tra lo studioso e sfortunato Jude e sua cugina Sue. (...) Decorato con la bella natura inglese, lungo ma non prolisso, lavorato a piccolo punto psicologico ma senza manierismi di facciata, 'Jude' è drammaticamente piacevole, ricorda Truffaut nel tentativo platonico di un amore a tre e per la comune matrice letteraria, 'Tess' di Polanski. Convincendoci ancora una volta che i migliori sono sempre i semplici, la gente ordinaria destinata a vivere cose straordinarie". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 9 novembre 1996)

"Nel film di Winterbottom (esordiente con 'Butterfly Kiss' due anni fa) si aspetta un'ora prima che la vita di Jude si presenti nelle sue contraddizioni, nella sua 'dose' esperienziale. Non è sviluppato il cuore della motivazione intellettuale che spinge Jude verso l'arte e la cultura, se non per manieristiche scene di apprendimento ad alta voce dei classici latini e greci e per un'esibizione in osteria: in piedi, sul tavolo, come i collegiali di 'L'attimo fuggente', recita il Padre Nostro in latino. Per fortuna, la prova eroica finisce con una staffilata: 'Ignoranti, non sapete neanche se ho declamato il testo esatto'. Funziona anche per il pubblico". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 14 novembre 1996)

"'Jude', così come l'hanno ridotto per lo schermo lo sceneggiatore Hossein Amini e il regista Michael Winterbottom, ha avuto in America e in Inghilterra un imprevedibile successo di pubblico. E meritatamente, perché Winterbottom, al suo terzo film dimostra di saper guardare a personaggi e a situazioni di un secolo fa con la stessa capacità di metterne in luce le ragioni e i sentimenti, restando fedele a se stesso e a un modo di raccontare asciutto e forte. (...) Crudele, e a tratti persino intollerabile 'Jude' ha in Christopher Eccleston e Kate Winslet due interpreti molto bravi che sembrano tuttavia raggelati dalla vicenda e interpretano, più di quanto non ci facciano sentire, il loro amore, così ovviamente condannato al disastro sin dalle premesse da non lasciare quasi spazio a un vero sviluppo drammatico. Ma c 'è dello stile, in Winterbottom, nella secchezza con cui procede verso l'epilogo che si è scelto: e mai l'Ottocento al cinema è stato così poco romantico". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 4 novembre 1996)
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