Italo

ITALIA - 2014
Italo
Italo, il nuovo arrivato a Scicli (in provincia di Ragusa), è un cane color miele. In breve diventerà il beniamino di tutta la comunità, comportandosi come un cittadino modello. Italo infatti va a messa, partecipa a matrimoni e funerali, accompagna i turisti in giro per la città e salva persino una ragazza da un'aggressione. Stringe soprattutto amicizia con Meno, un bambino solitario. Tratto da una storia vera.
  • Altri titoli:
    Italo Barocco
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: ROBERTA TROVATO PER ARÀ
  • Distribuzione: NOTORIUS PICTURES (2015)
  • Data uscita 15 Gennaio 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Nata nel  1979, Alessia Scarso si è diplomata in montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia e ha poi diretto numerosi  spot e documentari  istituzionali. Per questo esordio nel  lungometraggio prende spunto da un episodio accaduto il 15 marzo 2009. Riferiscono le cronache che nelle campagne di Scicli, in provincia di Ragusa, un branco di cani randagi ha attaccato un bambino, uccidendolo.  L'immediata reazione si concretizza nel divieto di circolazione per gli animali. Ma, nello stesso periodo arriva un randagio che conquista l'affetto della comunità locale fino a diventarne un beniamino. Il cambio è nell'amicizia tra  Italo (così viene chiamato il cane) e Carmelo, detto Meno, bambino solitario e taciturno, figlio del sindaco.  Un rapporto padre/figlio reso difficile dall'assenza della mamma, morta tempo prima. Un dialogo scarno e aspro alimenta incomprensioni tra l'uomo e l'adolescente. Quando il legame tra Meno e Italo diventa importante, anche il padre accetta di accoglierlo in casa : trascurando alcuni doveri legati alla campagna elettorale in corso in città, e riuscendo a tenere sotto traccia il tenue legame profilatosi con Laura, la maestra preoccupata per il modo di fare scorbutico di Meno.
Il dato più evidente di questa opera prima risiede proprio nello spiazzamento narrativo: si parte da un dato autentico e si finisce dentro una favola, dolce e tenera.  L'esordiente Scarso fa vedere di aver imparato bene la lezione: inquadratura nitida,  stile pulito, tentazione di arricchire il racconto ora con sequenze di montaggio rapido ora con ralenti di inattesa e un po' facile suggestione. Sono scelte che indicano una indubbia fantasia descrittiva  frenata però dalla costante fragilità del copione, segnato dal mancato amalgama tra il taglio fiabesco, l'affacciarsi di spunti sentimentali, la timida descrizione del quadretto sociale del paese (i tre pensionati sulla panchina…). Il risultato è un film dalla impalpabile simpatia, affidato alle presenze giuste e misurate di Marco Bocci (il padre sindaco), Elena Radonicich (la maestra),  Barbara Tabita (la candidata alle elezioni) e un gruppetto di validi caratteristi siciliani.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBACT E CON IL SOSTEGNO DI REGIONE SICILIA.

CRITICA

"Una nuovo «attore» si afferma nell'infinita galleria dei cani-star, si chiama Tomak, e interpreta (nel film omonimo) il ruolo di Italo, randagio color miele, scomparso nel 2011 dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Scicli, paese siciliano del ragusano (patrimonio Unesco dal 2002) dove aveva deciso di stabilirsi e soprattutto di prestare la propria opera. (...) Vicenda esemplare, ambientazione attraente, luci e colori della Sicilia barocca, incorniciano, ancora una volta, il tema, carissimo al cinema, dell'intesa tra uomo e animale, uomo e cane in particolare." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 15 gennaio 2015)

"Con le migliori intenzioni, 'Italo' dell'esordiente Alessia Scarso (anche montatrice) voleva essere una favola di paese ispirata a un fatto di cronaca realmente accaduto. Peccato che il cane Tomak non sia un bravo attore (in confronto a lui il pastore tedesco Achi per il 'Rex' dei Manetti Bros è Marlon Brando) e che la storia d'amore tra il sindaco vedovo di Marco Bocci e la maestrina del Nord Elena Radonicich suoni finta e stucchevole. E' una produzione simpatica e la storia è edificante. Sognavamo un film italiano con cane star alla 'Beethoven', 'Io e Marley' o 'Belle e Sebastien'. Ma purtroppo Italo non abbaglia e non morde." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 15 gennaio 2015)

"Tra folklore siciliano e strapaesano, romanticismo a buonissimo mercato e altri sentimenti pastorizzati, la commedia è, soprattutto, uno star vehicle per il Marco Bocci di 'Squadra Antimafia', inedito protagonista al cinema (...) Consigliato, dunque, a chi per Bocci stravede e, ancor più, a chi tra cinofilia e cinefilia non ha mai nutrito dubbi." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 15 gennaio 2015)

"La storiella (...) è fragile ma simpatica. (...) Quasi una favola, raccontata con garbo, pur tra qualche eccesso umoristico." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 15 gennaio 2015)
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