Inferno

ITALIA - 1979
Inferno
Secondo un vecchio testo di alchimia dell'italiano Varelli, in tre case maledette (una a Friburgo, una a Roma e la terza a Madrid) si celano altrettante deità degli Inferi. Si tratta delle le tre Mater: Suspirorum, Lacrimarum e Tenebrarum. La lettura del libro, ed una misteriosa esplosione sotterranea, convincono la giovane Rose Elliott che l'antica casa americana in cui è andata a vivere è abitata dalla terza madre. Della scoperta fa appena in tempo ad avvertire il fratello Mark prima di morire. Questi torna a New York, si insedia nella casa e dopo essere sfuggito a più attentati scopre finalmente la verità.
  • Altri titoli:
    Horror Infernal
    Feuertanz der Zombies
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Specifiche tecniche: TECHNOVISION, 35 MM (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Tratto da: ispirato ad una frase del libro "Suspiria de profundis" di Thomas De Quincey
  • Produzione: SALVATORE E CLAUDIO ARGENTO PER INTERSOUND
  • Distribuzione: FOX/BALSAM (1980) - DOMOVIDEO, 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT, DE AGOSTINI
  • Vietato 14

NOTE

- SECONDO CAPITOLO DELLA 'TRILOGIA DELLE TRE MADRI: MATER SUSPIRIORUM, MATER LACHRIMARUM E MATER TENEBRARUM'. GLI ALTRI FILM DELLA SERIE SONO "SUSPIRIA" (1976) E "LA TERZA MADRE" (2007).

- LA VERSIONE RESTAURATA E' PRESENTATA COME EVENTO SPECIALE ALLA II^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2007) NELLA SEZIONE 'PREMIÈRE/LA NOTTE D'ARGENTO'.

CRITICA

"Non ci sarebbe granché da dire - a ciascuno i suoi gusti - se non fosse che l'accumulazione di effetti spaventevoli, al di là di ogni giustificazione drammaturgia, anziché portare il livello dello spettacolo a un alto grado di tensione drammatica, lo svuota progressivamente di interesse." (Gianni Rondolino, 'Catalogo Bolaffi del Cinema Italiano', 7, 1980)

"E' un film dell'orrore, in cui non contano tanto l'intreccio e la conclusione, quanto le singole sequenze, tutte immaginate e costruite come numeri di un folle baraccone degli spaventi, pezzi di un campionario del macabro, esibizioni da fiera dei pugni nello stomaco. La fantasia e il mestiere del regista sono indubbi, né da meno sono quelli dei suoi collaboratori: scenografo, fotografo, autore della colonna musicale. Con tutto ciò, il film finisce con il mancare proprio del suo unico scopo, che è quello di far paura."('Segnalazioni cinematografiche', vol. 89, 1980)
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