Indiana Jones e il tempio maledetto

Indiana Jones and the Temple of Doom

USA - 1984
Nel 1935 l'archeologo Indiana Jones, in Cina, recupera per un potente di Shangai un prezioso cimelio. Ma il potente fa di tutto per farlo fuori e Indiana è costretto a fuggire su di un piccolo aereo insieme ad una cantante di cabaret - Willie - e ad un ragazzino cinese che gli fa da guida, Shorty. Abbandonato dai piloti, l'aereo precipita sulle montagne tibetane ai confini con l'India e Indiana Jones e gli altri si salvano miracolosamente planando su un ghiacciaio a bordo di un canotto pneumatico. I tre arrivano in un povero villaggio che sta morendo, dopo che i "thugs", i crudeli seguaci della dea Kalì, hanno portato via sia una miracolosa pietra che proteggeva tutto e tutti, e tutti i bambini. Indiana e i suoi compagni partono su tre elefanti verso la città di Pencot, dove regna un maraja bambino ricchissimo, attorniato da ministri e sacerdoti potenti, quanto cattivi. Scoprono l'esistenza del sotterraneo tempio del Male, con il simulacro orribile della sanguinaria dea: è là che scintilla la magica pietra, fra teschi, sacrifici umani e fiamme permanenti. Dopo innumerevoli avventure e dopo aver corso rischi inauditi, tra trabocchetti ed animali mostruosi e repellenti, Indiana Jones scopre che nelle immense caverne vengono fatti lavorare come schiavi i bambini razziati al villaggio. Ma intanto Willie è catturata e i suoi amici pure; il fanciullo è reso schiavo, la donna sta per essere offerta in sacrificio a Kalì e Jones, abbeverato di sangue e stordito, sembra ormai passivo e dominato da forze occulte. Ma ci pensa il piccolo Shorty a richiamarlo alla realtà. Ripresa coscienza, Jones fa fuori soldati e sacerdoti e libera la ragazza dalla sua orrenda graticola, già lambita dalle fiamme, non senza essersi impossessato della famosa pietra, che egli intende riconsegnare ai capi del villaggio. In una fuga spericolata nelle caverne, lottando contro le guardie reali e dopo una vertiginosa corsa su di un vagoncino della decauville sotterranea, i nostri eroi sbucano finalmente all'aperto ... sui fianchi di una spaventosa muraglia rocciosa. Ancora lotte mozzafiato; finalmente i cattivi muoiono nelle fauci dei coccodrilli del fiume sottostante. Indiana e gli altri arrivano al villaggio e, mentre consegnano la magica pietra della luce e della pace, arrivano felici ed urlanti anche i bambini, che Jones aveva liberati.

CAST

NOTE

- OSCAR 1984 PER MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI.

CRITICA

"Meno bello, quanto a stile, compattezza e finezze, de 'I predatori dell'arca perduta', il film è una congerie incredibile, una turgida sciorinatura di fatti, avventure e mostruosità, non di rado anche gratuite ed ostentate, sulla falsariga del già visto; un'orgia permanente di cose più colorite. La musica è sempre gonfia, fastidiosamente di maniera ed ingombra di materiale scartato dal pentagramma di tanti vecchi amici a tutti ben noti". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 98, 1985)

"Per quanto nella prima metà il film sia inferiore alle aspettative, nella seconda parte offre trovate spettacolari e ironiche". ('Teletutto')

"Una grande sequenza iniziale, poi un po' meno spirito e fantasia de 'I predatori dell'arca perduta'. Ma il regista è Spielberg: S come spettacolo e si vede". (Francesco Mininni, 'Magazine italiano Tv').

"Secondo episodio di Indiana Jones dopo 'I predatori dell'arca perduta', è una specie di collage di citazioni del cinema avventuroso di serie B anni '30 e '40 che diventa di serie A, a suon di dollari. Due o tre sequenze mozzafiato". (Laura e Morando Morandini, "Telesette")
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