IMBARCO A MEZZANOTTE

ENCOUNTER

ITALIA - 1952
Un povero diavolo tenta d'espatriare, nascondendosi nella stiva d'una nave da carico; ma scoperto, è costretto a scendere a terra. Non ha un soldo ed è digiuno da parecchi giorni. Dopo aver vagato per delle ore, tentando inutilmente di vendere una pistola, che ha con sé, entra in una latteria e s'impadronisce d'una caciola. La padrona lo sorprende: l'uomo per impedirle di gridare, la stringe alla gola e finisce col soffocarla. Scoperto, fugge per le stradette della vecchia città, cercando di sottrarsi all'inseguimento. Ben presto ha un compagno nella fuga: un ragazzo, che entrato prima di lui nella latteria, aveva rubato del latte ed ora si crede inseguito. Insieme a lui entra in una casa, che il ragazzo sa essere momentaneamente disabitata. Ma la polizia, seguendo le loro tracce, circonda la casa: gli agenti intimano all'assassino di scendere e di non opporre resistenza. I due si trovano sul tetto: quando il ragazzo sente chiamare assassino il suo compagno, si stacca da lui inorridito. Messo un piede in fallo, egli scivola verso il cornicione, cui s'aggrappa, restando sospeso nel vuoto. L'uomo potrebbe fuggire da un tetto all'altro; ma il grido disperato del ragazzo lo richiama indietro. Egli salva il ragazzo, ma colpito a morte da un agente, precipita sulla strada.

CAST

CRITICA

"(Il film) ci fornisce l'ultima conferma dell'inconsistenza del "fenomeno" Losey, che alcuni erroremente hanno sopravvalutato. Non si può parlare di involuzione: da "Il ragazzo dai cappelli verdi" (...) a questo film il piano non è mutato (...). Molte ambizioni muovevano Losey, numerosi pretesti "sociali" dovevano giustificare l'opera (...); si sente l'inutilità degli sforzi, come se la materia fosse estranea al regista (...)". (F. Di Giammatteo, "Rassegna del Film", 3/4/1952).
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