IL TAGLIAERBE 2: THE CYBERSPACE

LAWNMOWER MAN 2: BEYOND THE CYBERSPACE

USA - 1995
Dopo l'esplosione del laboratorio di ricerca sulla realtà virtuale, lo sperimentatore Giobbe viene ritrovato in fin di vita con il corpo orribilmente sfigurato e senza gambe. Per questo il dottor Cori Platt è incaricata di ricostruire quel corpo straziato. Con la realtà virtuale e i suoi prodigi, Cori ricostruisce anche la mente dell'infelice e questo è necessario a Jonathan Walker, che ambisce ad attivare un computer ultraintelligente (Chiron chip), concepito dal talento del dottor Benjamin Trace. Lo scopo è di coordinare e dominare la intera rete telematica mondiale. Ma Trace si è impaurito: nelle mani di qualche malvagio, la scoperta può diventare una "bomba" pericolosissima ed egli si ritira dall'impresa. Anni dopo, Walker constata i progressi di Chiron chip. L'unico ostacolo per Giobbe è quello della decodificazione del codice protettivo, il cui nome è "Egitto", che è stato installato da Trace in un circuito importante ma segreto. Per evitare che la realtà virtuale diventi dominio e monopolio di una sola persona, quattro giovani capeggiati da Peter, sprovveduti ma coraggiosi, cercano e ritrovano Trace e lo convincono a ritornare in attività nell'interesse della umanità indifesa. Per Trace si tratta di una sfida ardua: deve scontrarsi con i dubbi insorti a suo tempo nelle proprie ricerche, nonché con la giovane Cori, suo amore degli anni trascorsi, la quale però ora appare pentita. I quattro ragazzi però aiutano validamente Trace e così pure Cori. La lotta è durissima, ma il progetto basato sul Chiron chip con il mostruoso, criminale disegno di potere mondiale è destinato a fallire.
  • Altri titoli:
    LAWNMOWER MAN 2: JOBE'S WAR
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI
  • Produzione: EDWARD SIMONS E KEITH FOX
  • Distribuzione: LIFE INTERNATIONAL (1996)

NOTE

- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1995

CRITICA

Il film è inesistente, una costosa serie di rumori bip bip, diretti da un regista deb, Farhad Mann, che si è finora messo in luce negli spot e nella Tv. I temi ideologici vengono sottovalutati o trattati da fumetto e il pericolo che il mondo virtuale possa (o potrà) registrare emozioni e sensazioni altrui con sensori nervosi non ha un briciolo del fascino che, sullo stesso tema, sprigiona lo straordinario e imminente Strange days della Bigelow. Attori (Patrick Bergin, Matt Frewer, Austin O'Brien, uno vale l'altro) in look fantasy, ordini e risposte declamati, schermi che s'illuminano delle risposte del computer, che è la voce narrante. La battuta da portare a casa: "Se non ci riesci, amore, riemergi". (Corriere della Sera, Maurizio Porro, 22/2/96) Modellini artigianali, effetti speciali mediocri, tunnel di virtualità elaborati al computer: il film dell'esordiente Farhad Mann è disarmante nella sua inconsistenza, imbarazzante per il semplicismo della sceneggiatura. Non resta che aspettare Strange days, il film di Katheryne Bigelow (in uscita) che, invece, sull'argomento, sprigiona creatività e apocalisse da tutti i pori. (Il Messaggero, Fabio Bo, 28/2/96)
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