IL SICILIANO

THE SICILIAN

USA - 1987
IL SICILIANO
In Sicilia nel '40, trasportando in una bara grano rubato per sfamare i poveri, Salvatore Giuliano e Aspasio Pisciotta incappano nei carabinieri: Salvatore spara, ne uccide uno e fugge, inseguito, insieme a Pisciotta. Nella fuga rubano i cavalli dell'americana Camilla, duchessa di Crotone. Ma Salvatore è mortalmente ferito e si rifugia in fin di vita in un convento di frati. Dopo molti giorni Giuliano si riprende, contro ogni logica, e ritorna al suo sogno di dare la terra ai contadini, così come vorrebbe anche il comunista Silvio Ferra, fratello della sua ragazza, Giovanna, e di annettere infine la Sicilia agli Stati Uniti d'America. Salvatore Giuliano si avventura così in ogni sorta di imprese micidiali "in nome di Dio e della Sicilia", in aperta rivolta contro quelli che egli ritiene i tre poteri che impediscono la realizzazione dei suo sogno: mafia, aristocrazia e chiesa. Ammirato per le prodezze del bandito, il boss mafioso don Masino Croce cerca dapprima di prenderlo sotto la sua protezione, ma in seguito si serve del professore universitario Ettore Adonis e della duchessa americana, ormai infatuata dell'avvenente bandito, per sfruttarne la popolarità per i propri fini anticomunisti di stampo mafioso. L'occasione gli è offerta dalla festa del 1º maggio 1947, durante la quale mafiosi infiltrati nella banda di Giuliano - che si è frattanto asserragliato in montagna - provocano la strage di Portella delle Ginestre, contro le intenzioni di lui. Il fatto segna la sorte del bandito, il quale, rimasto isolato, viene assassinato in un battello - stranamente battente bandiera americana - per mandato di don Masino, proprio dall'inseparabile Pisciotta, e, in seguito, crivellato di colpi in una piazza, per simulare uno scontro a fuoco con la polizia.
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: SCOPE
  • Tratto da: TRATTO DAL ROMANZO OMONIMO DI MARIO PUZO
  • Produzione: SIDNEY BECKERMAN
  • Distribuzione: FILMAURO (1987) - RICORDI VIDEO, PANARECORD

CRITICA

Che Lambert non fosse adatto a vestire i panni di Salvatore Giuliano era immaginabile, ma non è il solo difetto di questa versione della vita del celebre personaggio. Cimino è un grande regista. Qui non lo dimostra. (Laura e Morando Morandini, Telesette)
Il ricordo del film di Rosi è troppo forte: qui siamo dalle parte del western con una sommaria ricostruzione dei fatti. Lambert è davvero poco credibile nei panni di Giuliano. Cimino continua a scendere i gradini dell'insuccesso. (Francesco Mininni, Magazine Italiano tv)
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