IL SENSO DI SMILLA PER LA NEVE

SMILLA'S SENSE OF SNOW

GERMANIA - 1997
IL SENSO DI SMILLA PER LA NEVE
Nata in Groenlandia, la giovane Smilla Jasperson, attiva e indipendente, oggi vive e lavora a Copenaghen, sentendosi ancora molto legata alla propria cultura d'origine. Un giorno, sul tetto del palazzo dove abita, viene trovato morto a faccia in già sulla neve Isaiah, un bambino di sei anni, figlio di un'alcoolizzata groenlandese rimasta vedova, che era da tempo l'unico vero amico di Smilla. La polizia liquida subito il caso come un semplice incidente, ma Smilla, osservando le tracce sulla neve del bambino, capisce che sono state lasciate sotto l'effetto della paura e non del gioco. Comincia allora ad indagare personalmente e subito scopre che Juliane, la madre groenlandese di Isaiah, in seguito alla morte del marito avvenuta per una misteriosa esplosione durante un viaggio esplorativo in Groenlandia, riceve una pensione di vedova stranamente alta da parte dei datori di lavoro del marito, che fanno capo ad una potente società. Superando anche l'ostilità del padre Moritz, affermato medico, e grazie all'aiuto di un giovane che vive nel suo palazzo e ne diventa poi l'amante, Smilla ricostruisce vicende di una missione segreta di trenta anni prima e, imbarcatasi di nascosto su una nave laboratorio, torna su quei luoghi tra i ghiacci. Qui i malefici intrecci tra ricerca scientifica, potere economico e burocrazia statale vengono alla luce e Smilla ha la conferma che Isaiah era stato ucciso.
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI
  • Tratto da: TRATTO DAL ROMANZO 'FROKEN SMILLAS FORNEMMELSE FOR SNE' DI PETER HOEG
  • Produzione: BERND EICHINGER, MARTIN MOSKOWICZ
  • Distribuzione: MEDUSA FILM (1997) - MEDUSA VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MARZO 1997

CRITICA

Abbandonando l'io narrante del libro, il film perde il contrappunto dell'aspra, combattiva reattività della protagonista a ciò che le succede. Tuttavia in un contesto di fuggevoli apparizioni di interpreti di rilievo come il "cattivo" Richard Harris o Vanessa Redgrave, l'emergente Julia Ormond si disimpegna con rispettabile professionalità. E Gabriel Byrne figura bene nel difficile personaggio del Meccanico. (La Stampa, Alessandra Levantesi, 23/3/97)
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