Il sapore del successo

Burnt

USA - 2015
2,5/5
Il sapore del successo
Lo chef Adam Jones ha distrutto la sua brillante carriera a causa della droga e del suo carattere scorbutico e presuntuoso. Ora Adam si è disintossicato e ha deciso di riscattarsi. L'occasione è un ristorante di Londra che aspira a ricevere le tre stelle Michelin. Adam riunisce la sua vecchia squadra e insieme al gruppo cercherà di organizzare il miglior ristorante di sempre. Il passato, però, è sempre in agguato...
  • Altri titoli:
    Adam Jones
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: STACEY SHER, ERWIN STOFF, JOHN WELLS PER 3 ARTS ENTERTAINMENT, DOUBLE FEATURE FILMS
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 26 Novembre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Margherita Bordino
Adam Jones è bello e arrogante. È uno chef bravo, tanto bravo, e sa di esserlo. Ha chiuso con il passato movimentato tra alcol, droga e donne, e da due anni è alla ricerca della “ricetta” per tornare al successo gastronomico. Da Parigi a New Orleans fino a Londra per dimostrare a se stesso di avere ancora talento culinario, tutto merito del maestro Jean – Luc, “colui che era stato il mio mentore e mi disse che era stato Dio a creare le ostriche con il miele”. Adam non ha nulla da perdere, ha solo da riconquistare le stima degli amici di un tempo… e il nuovo ristorante è un’importante sfida. Conquisterà le tanto ambite tre stelle Michelin?

“Hai visto il film I sette samurai? Io voglio così i miei chef”, recita il personaggio di Adam in Il sapore del successo diretto da John Wells (Una casa alla fine del mondo, I segreti di Osage County). A interpretare il cuoco bello e dannato è il Phil Wenneck di Una notte da leoni, Bradley Cooper.

Adam ha un solo obiettivo da raggiungere, il successo, ma prima di tutto deve “salvare” se stesso. Formata la squadra “da cucina” è tutto pronto per la serata inaugurale, ma nulla va nel verso giusto. Tra un filetto al pepe rosa e uno sgombro con le zucchine, la cucina del ristorante diventa un luogo tragico, quasi claustrofobico. Adam vuole di più, vuole la perfezione, ma il suo carattere così burbero lo frena nei rapporti umani. La storia assume un risvolto positivo quando Adam capisce che nessuno può farcela da solo, tutti abbiamo bisogno di qualcuno e “noi siamo una famiglia”, come aggiunge Helene (Sienna Miller).

Il sapore del successo è un film che concentra tutta l’attenzione sul protagonista lasciando in disparte i personaggi secondari, alcuni dei quali avrebbero meritato maggiore cura. Come la critica gastronomica interpretata da Uma Thurman, donna tanto temuta per le recensioni che fanno chiudere i “ristoranti cattivi”; o uno degli amici “traditi” a Parigi e che non aspetta altro che la vendetta, nel ruolo il sorprendete protagonista di Quasi Amici, Omar Sy; e ancora, il cuoco uscito di prigione, lì per qualche strano motivo e con il volto italiano di Riccardo Scamarcio.

Adam Jones è un po’ come il Carlo Cracco di Masterchef Italia. Un tipetto dalla risposta sempre pronta e dall’aria “so tutto io”. Ma il personaggio non ha nulla che vedere con la scontrosa seppuer elegante e perfezionista Madame Mallory (Helen Mirren) di Amore, cucina e curry. Adam vuole il successo e lo otterrà… quando capirà che la ricetta sta nell’amalgamare insieme tutti gli altri “ingredienti” della cucina. Il personaggio di Bradley Cooper mette a dura prova la sua credibilità di attore, visivamente non tanto a suo agio tra i fornelli e i banchi del mercato. Adam/Bradley non trova pace. Poco attendibile anche se naturale.

Fanno parte del cast anche Jamie Dornan, Lily James, Emma Thompson, Matthew Rhys e Daniel Bruhl.

 

NOTE

- CONSULENTI CHEF: MARCUS WAREING E MARIO BATALI.

- PRESENTATO AL 33. TORINO FILM FESTIVAL (2015) NELLA SEZIONE 'FESTA MOBILE'.

CRITICA

"Se Masterchef diventasse un film sarebbe esattamente come 'Burnt - Il sapore del successo'. Niente di nuovo, quindi, nel racconto del fascinoso e nevrotico cuoco americano Adam Jones (Cooper) (...). Commedia drammatica-culinaria dalla classica parabola narrativa, 'Burnt' offre solo parecchio gusto per gli occhi (femminili) per Bradley e (maschili) per Sienna Miller e non poca acquolina in bocca." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 26 novembre 2015)

"L'espressione 'food porn' indica la feticizzazione del cibo, oggi molto di moda, e non ha mai trovato applicazione più lampante di questa commedia (...). Ancora una volta la cucina come via al successo: ma in un film sciapo e che non riesce mai a lievitare. La sceneggiatura è delle più prevedibili; i personaggi, così stereotipati che non ti ci puoi identificare. (...) John Wells spreca la sua competenza registica. Ma soprattutto sciala il cast internazionale (...)." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 26 novembre 2015)

"Dio esiste e vive a Masterchef. Continua il momento d'oro dei cuochi grazie a programmi tv, spasmodico interesse mediatico e film. Il sapore del successo presenta ancora una volta la figura dello chef come rockstar e totem della contemporaneità. (...) Se amate l'ingrediente Cooper (elettrico e carismatico come mai) questo è il piatto per voi. Se non siete dei fan dell'attore americano di origini abruzzesi, potrebbe rimanervi sullo stomaco. E' tutto prevedibile ma anche godibile. Compreso un Riccardo Scamarcio comico nei panni di un sodale di Adam ex galeotto." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 26 novembre 2015)

"Piacerà non tanto a chi ha in grande stima Bradley Cooper (il cui valore come interprete non è ancora indiscutibile) quanto a chi stima immancabilmente la gente che gli lavora insieme. John Wells ('Osage County') e Ted Knight ('Locke') gli hanno predisposto una commedia che viaggia a splendidi ritmi." (Giorgio Carbone, 'Libero', 26 novembre 2015)

"È un film figlio di quei reality show di cucina che ormai, da qualche anno, impazzano in ogni latitudine del globo, facendo lievitare il potenziale interesse del pubblico. 'Il sapore del successo', oltretutto, schiera un cast di tutto rispetto, già a partire dai due protagonisti, Bradley Cooper e Sienna Miller, supportati da attori come Omar Sy, il nostro Riccardo Scamarcio (decisamente convincente), Matthew Rhys, Daniel Brhuel (ma quanto è bravo), Uma Thurman e Emma Thompson, roba da far luccicare gli occhi ad ogni regista. Cosa non accaduta, evidentemente, a John Wells (il logorroico 'I segreti di Osage County' avrebbe dovuto mettere sul chi va là) che, complice anche una sceneggiatura lacunosa, perde per strada sottotrame e personaggi secondari, concentrandosi, quasi unicamente, sulla storia di redenzione, che passa per i fornelli, dello chef impersonato da un Bradley Cooper in versione «sono così bravo che non mi devo sbattere più di tanto per questo ruolo». Eppure, nonostante le premesse, la pellicola piace, pur a livello di una tranquilla sufficienza, per le atmosfere che riesce a ricreare dentro le cucine. L'isteria e la frenesia, la ricerca spasmodica della perfezione nei piatti e l'inventiva per nuove combinazioni di cibi, tutti elementi ben presenti in chi va pazzo per i vari «Masterchef» televisivi, sono riprodotti quasi fedelmente, catturando, solo in quei momenti, l'attenzione degli spettatori. (...) non avrà originalità per il suo insegnamento (l'unione fa la forza), però si fa gustare come fosse l'assaggio di uno di quei superbi manicaretti cucinati e presentati, perfidamente, alla vista dell'affamato pubblico in sala." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 26 novembre 2015)
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