Il professore cambia scuola

Les grands esprits

FRANCIA - 2017
3,5/5
Il professore cambia scuola
François Foucault insegna nel più prestigioso liceo della Parigi bene. Per farsi bello con una funzionaria ministeriale, si lancia in dichiarazioni di principio che lo precipitano suo malgrado direttamente nella più disagiata scuola delle banlieue. Una realtà che tenta di dominare con i suoi metodi completamente inadeguati e fallimentari. Finché non capisce che deve rovesciare il suo approccio. Attraverso l'empatia e la comprensione, François riesce a far breccia sui ragazzi e il suo ruolo d'insegnante riuscirà ad affermarsi e a fare di lui un nuovo "Capitano, mio capitano"...
  • Altri titoli:
    The Teacher
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Produzione: ALAIN BENGUIGUI, THOMAS VERHAEGHE PER SOMBRERO FILMS, ATELIER DE PRODUCTION, FRANCE 3 CINEMA
  • Distribuzione: PFA FILMS, EMME CINEMATOGRAFICA
  • Data uscita 7 Febbraio 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Un luccio viene messo nella stessa vasca con alcuni pesciolini. C’è un vetro che li divide per cui lui non può mangiarli. Dopo un po’ di tempo, anche quando quel vetro non ci sarà più, lui comunque non ci riuscirà. Sarà ormai rassegnato.

È proprio questa rassegnazione, che si annida negli alunni, che il professor Francois Foucault, interpretato dal bravissimo Denis Podalydès (membro della Comédie-Francaise), proverà a combattere in tutti i modi. Trasferito da un prestigioso liceo della Parigi bene in una scuola ben più disagiata delle banlieue, questo insegnante si dovrà confrontare con una difficile realtà alla quale non è per nulla abituato. Tra studenti che dormono sul banco e continue interruzioni di lezione il signor Foucault, un uomo duro dalla faccia simpatica, riuscirà a fare breccia nel cuore dei suoi alunni e soprattutto riuscirà ad insegnargli la cosa più importante: credere in se stessi (a differenza del luccio).

Lezione dopo lezione il nuovo “Capitano o mio Capitano” versione francese ci conquisterà e ci stimolerà a riflettere sull’educazione e sul mondo della scuola, così importante, ma spesso sottovalutato. Per certi versi simile a La classe di Laurent Cantet (2008) che vedeva protagonista sempre un professore di una scuola della periferia di Parigi. Per altri totalmente opposto. Lì si raccontava il fallimento di un insegnante alle prese con ragazzi di varie etnie e la conseguente rassegnazione per il loro futuro. Qui invece c’è speranza: i professori riusciranno a tirare fuori gli alunni (compresi i “bassifondi dell’intelligenza umana” e “gli ottusi”, come li definisce Francois) dall’ignoranza se saranno capaci di adattarsi a loro e di coinvolgerli.

Ed è proprio da un coinvolgimento diretto che nasce l’opera prima di Olivier Ayache-Vidal, frutto di un lungo lavoro sul campo (prima delle riprese il regista ha infatti vissuto per più di due anni in un liceo della periferia di Parigi a stretto contatto con gli studenti e i professori tanto che il film è interpretato dagli stessi alunni di quella scuola).

Un lavoro che ha reso questa storia, ispirata alle recenti opere del pedagogista Philippe Meirieu e della psicologa infantile Liliane Lurcat, autentica e allo stesso tempo divertente e illuminante. Insomma lo studio e la conoscenza servono sia per fare film sia in generale nella vita poiché, come diceva Victor Hugo: “Una mente che non legge dimagrisce, come un corpo che non mangia”. E questo bel film ce lo ricorda.

 

CRITICA

"C'è un genere di cinema ambientato nelle aule scolastiche di ragazzi disadattati: parte dal primo film col rock con Glenn Ford 'Il seme della violenza' fino alla serie sulla banlieu parigina, prima dei gillet gialli, partendo dalla 'Classe'. 'Il professore cambia scuola' di Ayache-Vidal segue le premesse e funziona come un teorema di speranza, con l'edulcorazione del caso. (...) Tutto previsto, i ragazzacci feroci, svogliati e il paternalismo borghese con sfumatura intensa di solitudine di Denis Podalydès, bravo attore della comédie-française. Inutile dire quanto sia utile la ripetizione della materia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 febbraio 2019)

"Il meccanismo narrativo è stato visto più volte (...) Lascia il sorriso nel cuore il finale, lieve e commovente. E fa capire come davvero gli insegnanti illuminati, e ce ne sono anche nella realtà, possano fare la differenza. Il film è stato girato all'interno di un vero liceo, usando come attori i ragazzi stessi. Su tutti spicca per l'efficacia e la naturalezza dell'interpretazione Abdoulaye Diallo nella parte di Seydou. Molto convincente l'interpretazione del protagonista Denis Podalydès, attore teatrale della Comédie francaise ma che vanta anche una sterminata filmografia." (Fulvia Degl'Innocenti, 'Famiglia Cristiana', 7 febbraio 2019)

"Il soggetto, non è nuovo. (...) Un film che sembra un documentario (gli alunni sono presi proprio dall'istituto), capace di fotografare i problemi della scuola pubblica e la cecità di alcuni insegnanti. Un inno a riporre ancora speranza nell'educazione." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 7 febbraio 2019)
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