Il principio del domino: la vita in gioco

The Domino Principle

USA - 1976
Il principio del domino: la vita in gioco
Roy Tucker, ex combattente in carcere per l'uccisione presunta del primo marito della moglie Ellie, viene fatto evadere da una misteriosa e potente organizzazione che intende servirsi di lui. Nel frattempo, contro le sue richieste, viene ucciso apparentemente il compagno di cella Oscar Spivach. Tucker viene trasferito in un'isola dei Caraibi ove trova Ellie, una bella villa e un grosso conto in banca a proprio favore. Inizia delle vacanze di sogno, interrotte dall'arrivo di Pine Ross e Tagge, emissari degli ignoti benefattori, che comunicano a Roy essere giunto il momento dell'azione che consiste nell'uccidere da un elicottero un personaggio di rilievo. Tucker non colpisce il bersaglio che viene lo stesso raggiunto dai colpi di due altri killers; quindi, tornato alla base, ricatta i mandanti puntando un'arma improvvisata al collo di Pine Ross. Tutti i suoi sforzi per evadere dalla morsa risulteranno però inutili.
  • Altri titoli:
    The Domino Killings
    La théorie des dominos
    Das Domino Komplott
    De presidio a primera página
    THE DOMINO KILLINGS
    EL DOMINO PRINCIPE
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: FANTAPOLITICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, TECHNOSPES, 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo "Il principio del domino" di Adam Kennedy
  • Produzione: ASSOCIATED GENERAL FILMS, ITC
  • Distribuzione: TITANUS (1977) - PANARECORD, 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT, POLYGRAM FILMED ENTERTAINMENT VIDEO
  • Vietato 14

CRITICA

"Il film, ultima testimonianza cinematografica della coscienza turbata di un'America che assiste all'assassinio di un suo Presidente e copre le malefatte di un altro o della CIA, contiene nel poco credibile racconto una chiara ed efficace denuncia della corruzione politica. Tuttavia, svolto romanzescamente e con concessioni allo spettacolo come tale (magnifici panorami e corrette interpretazioni), suona un po' a vuoto e fine a se stesso; introduce allusioni alle angosce kafkiane e le stempera nel romanzetto sentimentale; appare, in definitiva, poco degno del nobile nome del regista che qui, messo in disparte il noto zelo contenutistico, si dimostra valido soltanto come tecnico." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 83, 1977)
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