Il portiere di notte

ITALIA, USA - 1974
Il portiere di notte
1957. Max, ex ufficiale delle SS addetto ai campi di sterminio, svolge in un albergo di Vienna la mansione di portiere di notte, perché ha dei problemi con la luce. Così, mentre altri suoi ex colleghi, orgogliosi del loro passato, si adoperano per far scomparire documenti e testimoni compromettenti, lui si nasconde. Un giorno in albergo giunge Lucia, una ex deportata ebrea ora sposata con un direttore d'orchestra americano. Ossessionato dai ricordi, Max si reimmerge in orrori e abiezioni di ogni sorta. Anche Lucia è coinvolta nei ricordi, e tra i due ben presto divampa un'assurda passione. Preoccupato per il destino di Lucia, Max si barrica con lei nel suo appartamento dove l'isolamento e l'esaurirsi del cibo li spingono fino ai limiti estremi...
  • Altri titoli:
    The Night Porter
    El portero de noche
    Portier de nuit
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICA - EASTMANCOLOR
  • Produzione: ELSA DE SIMONE E ROBERT GORDON EDWARDS PER LOTAR FILM, ITALNOLEGGIO CINEMATOGRAFICO
  • Distribuzione: INC - DELTAVIDEO, VIDEO CLUB LUCE, GRUPPO EDITORIALE BRAMANTE (CINECITTA') - DVD: ISTITUTO LUCE
  • Vietato 14

NOTE

- PREMIO CONSORZIO STAMPA CINEMATOGRAFICA 1974, PREMIO RICCIONE 1974 AL MIGLIOR REGISTA, PREMIO EUR 1974.

- PRESENTATO ALLA 75. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2018), NELLA SEZIONE 'VENEZIA CLASSICI-RESTAURATI'.

- RESTAURO: CSC-CINETECA NAZIONALE E ISTITUTO LUCE - CINECITTÀ

CRITICA

"[...] Film di inconsueta potenza espressiva, 'Il portiere di notte' attesta la piena maturità raggiunta da Liliana Cavani [...]. L'esplorazione dell'inconscio, e per questa via l'esame del nazismo come momento della storia in cui non la follia ma i meccanismi della violenza e dell'autopunizione esplodono tra quinte sinistre, sono infatti condotti nel 'Portiere di notte' con una inesorabile forza di scandaglio. In questo film non c'è posto per la pietà, e nemmeno per l'indignazione". (Giovanni Grazzini, "Corriere della Sera", 1° giugno 1974)
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