IL NIDO DI FALASCO

ITALIA - 1950
Viola, ragazza di vita libera, fugge da Livorno, dove il suo amico è stato arrestato per un furto. In treno incontra Damiano, giovane agricoltore benestante, che l'invita a passare qualche giorno nella sua capanna in maremma, dove egli va a cacciare. Lì vivono insieme per qualche settimana e Damiano s'innamora della fanciulla; ma un giorno si presentano i carabinieri con un mandato di comparizione. In tal modo Damiano viene a conoscere il passato della donna, ch'egli scaccia. Dopo qualche tempo, Viola gli fa sapere d'essere incinta e Damiano, che sente d'amarla, la sposa, malgrado l'opposizione dei fratelli. Egli la conduce a vivere nella capanna, trasformata in un elegante villino, e qui ella dà alla luce un bimbo. Ma Viola trova insopportabile la vita monotona nella maremma ed un giorno fugge per riprendere l'antica vita d'avventure. Passano alcuni anni: Damiano non riesce a dimenticare la moglie, il figlio, Michelino, è cresciuto e frequenta la scuola. Egli crede che sua madre sia morta, ma un giorno Viola si presenta alla capanna e rivendica i suoi diritti. Damiano le impone d'andarsene: quando essa va per incontrare Michelino, egli le spara addosso. All'ospedale, Viola attribuisce il ferimento ad un 'incidente. Superata la crisi, la famigliola potrà ricostituirsi.

CAST

CRITICA

"(...) Diretto da Guido Brignone con insolita serietà (...) il film racconta con sobrietà e senza eccessive forzature, una drammatica alquanto convenzionale vicenda, di "passione e redenzione", ambientata nella Maremma toscana e sostenuta (nel romanzo, però, assai più che nel film) da una rigorosa indagine di caratteri e di psicologie". (Vice, "Cinema", n. 60 del 15/4/1951).
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