IL MIO VIAGGIO IN ITALIA

ITALIA, USA - 1999
IL MIO VIAGGIO IN ITALIA
Una storia del cinema italiano dalle origini agli anni Settanta attraverso lo sguardo di un italoamericano d'eccezione che dichiara di aver imparato ad amare il cinema guardando alla televisione i film italiani insieme ai nonni, ai genitori e al fratello. Grazie a questi film Martin Scorsese ha scoperto la sue origini e la propria identità culturale. Il lavoro, che ripercorre circa 130 titoli fino agli anni '70, apre e chiude con 'Paisà' di Rossellini e vuole essere un viaggio attraverso le risposte che i film italiani davano alle domande che si poneva il giovane Scorsese.
  • Durata: 210'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: MARTIN SCORSESE, BARBARA DE FINA, GIULIANA DEL PUNTA, BRUNO RESTUCCIA PER PASO DOBLE FILM
  • Distribuzione: MEDIATRADE

NOTE

- FUORI CONCORSO A VENEZIA 1999 PRESENTATA LA PRIMA PARTE DI 90' DAL TITOLO IL "DOLCE CINEMA".

- FILM CITATI:
ANTONIONI: L'AVVENTURA, L'ECLISSE;
BLASETTI: 1860, FABIOLA, LA CORONA DI FERRO;
CAMERINI: GLI UOMINI CHE MASCALZONI;
DE SICA: LADRI DI BICICLETTE;
PASTRONE: CABIRIA;
ROSSELLINI: FRANCESCO GIULLARE DI DIO, GERMANIA ANNO ZERO, IL MIRACOLO (EPISODIO DI L'AMORE), PAISA', ROMA CITTA' APERTA, STROMBOLI TERRA DI DIO, VIAGGIO IN ITALIA;
VISCONTI: LA TERRA TREMA.

CRITICA

QUESTE CRITICHE SI RIFERISCONO ALLA PRIMA PARTE DI 90' PRESENTATA A VENEZIA.
"La cosa più bella del documentario 'Il dolce cinema' è l'interpretazione dell'autore Martin Scorsese: la pacatezza, la coincisione e la competenza dei suoi interventi danno, a questo primo capitolo di un itinerario nelle immagini del nostro cinema, una scansione straordinaria, quel soffio espressivo che non potrebbe procurarsi alcun prodotto consimile". (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 12 settembre 1999)
"Dopo aver ammirato 90 minuti della futura antologia molto più ampia intitolata 'Il dolce cinema' devo ammettere che per spiegare i film c'è qualcuno meglio di un critico cinematografico: ed è un grande cineasta, in questo caso Martin Scorsese. Il quale dividendo equamente il suo entusiasmo fra realismo e fantasia ritaglia e commenta brani scelti di pellicole nostrane, da 'Roma città aperta' a 'Paisà', da 'Stromboli' a 'Francesco', da 'La terra trema' a 'Ladri di biciclette' a 'L'avventura' senza trascurare l'ingiustamente dimenticato Blasetti di 'La corona di ferro' e 'Fabiola'. Questi titoli credevamo di conoscerli bene, ma rivisitarli con la guida di Scorsese è come vederli per la prima volta". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 12 settembre 1999)
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