Il maratoneta

Marathon Man

USA - 1976
Il maratoneta
Il giovane ebreo newyorkese Thomas Babe Levy, studente universitario, divide le sue giornate studiando (vuol riabilitare, con una tesi sulla repressione negli Stati Uniti, la memoria del padre, spinto al suicidio dal maccartismo degli Anni 50), allenandosi alla corsa di fondo nel Central Park (ha per suo modello l'etiope Abebe Bikila), amoreggiando con Elsa, una collega svizzera incontrata all'università. La sua vita scorre tranquilla fino al giorno in cui suo fratello Doc, venuto a fargli visita, gli muore fra le braccia, pugnalato al ventre. Babe scopre, allora, che egli non era quell'importante funzionario di una compagnia petrolifera per cui s'era sempre spacciato, ma un agente doppiogiochista impegnato come corriere nell'organizzazione del criminale nazista Christian Szell. Dentista nei campi di sterminio, dove s'era fatta una fortuna con l'oro estratto dalla bocca delle vittime, costui ha potuto, guadagnandosi con qualche delazione ai danni di altri nazisti la complicità dei servizi segreti americani, trasformare il suo oro in diamanti, e inviarli a suo fratello Klaus, a New York, che li depositava in banca. Quando Klaus muore in un incidente, Szell abbandona il suo rifugio sudamericano e dopo avere ucciso Doc, ritenendolo un traditore, sequestra Babe, che sospetta al corrente dei suoi traffici, cercando di strappargli la verità con la tortura. Babe, però, fugge, scampa ad altri agguati (anche Elsa gli si rivelerà come una complice di Szell) sorprende il nazista all'uscita da una banca e lo costringe a seguirlo al Central Park, dove il criminale, nel tentativo di difendere il proprio tesoro, trova la morte in un bacino idrico.
  • Durata: 125'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION METROCOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di William Goldam
  • Produzione: GELDERSE MAATSCHAPPIJ N.V., PARAMOUNT PICTURES
  • Distribuzione: CIC - CIC VIDEO - DVD PARAMOUNT (2002)
  • Vietato 18

NOTE

- PREMIO DAVID 1977 PER MIGLIOR FILM STRANIERO AL PRODUTTORE ROBERT EVANS, E COME MIGLIORE ATTORE STRANIERO, A DUSTIN HOFFMAN.

CRITICA

"Si tratta di un'opera di tutto rispetto, ricca di suspence e di significati, e nella quale la violenza, ricorrente, può essere stimolo di animosità e di compiacimenti nello spettatore." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 82, 1977)
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