IL MANDOLINO DEL CAPITANO CORELLI

CAPTAIN CORELLI'S MANDOLIN

GRAN BRETAGNA, FRANCIA, USA - 2001
IL MANDOLINO DEL CAPITANO CORELLI
TRAMA BREVE
Grecia, isola di Cefalonia, durante la seconda guerra mondiale. Il Capitano Corelli conosce la bella Pelagia, il cui fidanzato, il pescatore Mandras, si è unito ai partigiani greci per combattere gli invasori. Tra i due nasce l'amore, ma nel frattempo la guerra prende una piega diversa e gli italiani si trovano a combattere contro i loro ex alleati tedeschi.

TRAMA LUNGA
Cefalonia, 1940. La giovane Pelagia, figlia del medico Iannis, si fidanza con il pescatore Madras ma questi, poco dopo, parte per combattere gli italiani sul fronte albanese. Le lettere che Pelagia gli invia restano senza risposta e il sentimento di lei si affievolisce. Occupata Atene dai tedeschi, gli italiani entrano di lì a poco a Cefalonia e a casa di Pelagia si stabilisce il capitano Corelli, un ufficiale più appassionato, come i suoi soldati, alla lirica che alla guerra. Mentre tra Pelagia e Corelli nasce una forte simpatia, Madras, tornato sull'isola, si unisce ai partigiani e si dà alla macchia. Arriva il 1943 e, dopo l'armistizio dell'8 settembre, la Germania chiede che gli alleati italiani consegnino le armi come condizione per il loro rimpatrio. Nessun accordo viene trovato, e arriva lo scontro. Gli stuka tedeschi devastano la difesa italiana, Corelli e i suoi combattono coraggiosamente ma vengono circondati e portati in un campo isolato, e fucilati. Grazie al suo amico Carlo, Corelli si salva. Nel 1947, a guerra finita, a Cefalonia Pelagia ha iniziato a studiare medicina, quando arriva per posta una cassetta registrata con la musica di Corelli. Il padre di lei vuol farlo tornare, ma un terribile terremoto devasta l'isola. Solo alla conclusione di questo altro terribile evento, Corelli sbarca sull'isola, rivede Pelagia e insieme possono cominciare a pensare al futuro.
  • Altri titoli:
    CAPITAINE CORELLI
  • Durata: 131'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, GUERRA, ROMANTICO
  • Tratto da: DAL ROMANZO OMONIMO DI LOUIS DE BERNIERES
  • Produzione: UNIVERSAL PICTURES, LE STUDIO CANAL+, WORKING TITLE FILMS, FREE RANGE FILMS, MIRAMAX FILMS, STUDIO CANAL
  • Distribuzione: UIP
  • Data uscita 9 Novembre 2001

NOTE

DVD COLUMBIA TRISTAR 2002

CRITICA

"A parte il caso privato, non c'è molto da imparare sulle relazioni fra italiani, greci e tedeschi durante la guerra. Tocca lasciarsi andare ai voli lirici, ai palpiti del cuore e alla crudeltà del fato, sopportando la regia convenzionale di Madden e la durata, eccessiva, della storia. Penelope Cruz è quella che se la cava meglio. Come ufficiale italiano erano più credibili, ieri, un Sordi o un Manfredi, oggi un Benigni invece di Cage". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 10 novembre 2001)

"Il film è un melodramma di guerra, d'amore, morte e amore, che rovescia anche il finale del libro. Ma lo spettacolo regge, sia pure negli stereotipi, e non è noioso. Nicolas Cage e Penelope Cruz fanno quel che possono, ma è negli scenari, negli squarci del popolo greco, che il film ha una qualche verità umana". (Giovanna Grassi, 'Il Corriere della Sera', 9 novembre 2001)

"Per inciso, dopo l'8 settembre gli 11.700 soldati italiani della divisione 'Acqui' di stanza a Cefalonia rifiutarono di consegnare le armi ai tedeschi. La battaglia che ne derivò lasciò sul campo 1.300 italiani, mentre più di 5.000 furono fucilati, altri 1.400 scomparvero in mare e i restanti finirono prigionieri in Germania o ai lavori forzati. Di tutto questo nel 'Mandolino', lento, sentenzioso, sentimentale, c'è appena un pallido eco. Non bastasse, proprio in questi giorni l'Italia entra in guerra. Che dire? E' il film sbagliato al momento sbagliato". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 novembre 2001)

"Un'antologia di macchiette, luoghi comuni, frasi fatte, stereotipi e banalità tratti dal best seller di Louis de Bernières e ambientata sull'isola di Cefalonia, luogo, durante la seconda guerra mondiale, del più sanguinoso massacro di militari italiani commesso dall'esercito nazista. All'episodio storico si dà poco spazio". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 9 novembre 2001)
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