Il grande imbroglio

Big Trouble

USA - 1986
Leonard Hoffman lavora in una società di assicurazioni: è il classico esemplare del ceto medio americano, diligente e frustrato, in più assillato da una moglie che vuole vedere i tre loro figli iscritti in un college. Poiché la spesa è insostenibile, Leonard, che non sa come fare, crede di aver trovato la soluzione, lasciandosi però coinvolgere in un piano pazzesco, escogitato dalla coppia Blanche e Steve Rickey. Con la scusa e sotto l'etichetta di un'assicurazione sui fabbricati, si tratta di stipulare invece una polizza sulla vita, compresa tra le clausole quella della morte (di Steve, il marito) per caduta dal treno. Ne nasce una serie di cervellotiche vicende e di situazioni assurde e pericolose, con un Leonard intimorito che, travestito da Steve, fa il finto morto rotolando da un convoglio in corsa, mentre poi, in realtà, la strana coppia sostituirà il cadavere con quello (autentico) di uno sconosciuto barbone. Intanto la società, a ragione insospettita, non paga il premio reclamato e i due compari penetreranno nella sua sede per scassinare la cassaforte, giusto in tempo per trovare nel sottosuolo una banda di terroristi anticapitalisti, ben decisi a far saltare tutto. Pericolo sventato: ci sono Leonard e Steve a salvare tutto, con profonda soddisfazione dei dirigenti. Un premio consistente toccherà ad Hoffman e i tre ragazzi fanno le valigie per un ricco college, dove le loro attitudini musicali avranno modo di farli emergere per un brillante avvenire.

CAST

NOTE

- E' L'ULTIMO FILM DI JOHN CASSAVETES.

CRITICA

"Indispensabili, nel gioco le generose virtù degli interpreti, per cui il regista ha richiamato a sé uno dei suoi attori più costanti, Peter Falk, di impareggiabile istrionismo nei panni del manigoldo furbacchione che alla fine avrà partita vinta (e si vedrà come ci riesca) assieme al suo complice passivo, al quale il bravissimo Alan Arkin presta una comicità che scaturisce, al contrario, dall'angoscia costante del personaggio coinvolto nel gigantesco imbroglio. E nel mezzo, l'attraente e vaporosa Beverly D'Angelo non è da meno, come Blanche nel dispensare divertentissime finzioni e stravaganti abbigliamenti. Per non dire delle figure di contorno, tra cui quelle scolpite da Charles Durning (l'investigatore delle Assicurazioni) e dal redivivo Robert Stack (il principale dell'agenzia), ex divo anni Cinquanta." (Leonardo Autera, 'Il Corriere della Sera', 21 Maggio 1987)

"'Il grande imbroglio' è dunque un commedia a incastri addolcita dall'equivoco e corrosa da uno humor graffiante e gelido che ricorda le atmosfere di 'Non per soldi ma per denaro' di Billy Wilder. Ma i toni aspri, la comicità che gradatamente lievita fino ad alleggerirsi nel surreale (quasi nel lunare), i due attori (Peter Falk e Alan Arkin) di strabiliante abilità perfezionano i tratti di una storia amara e non certo fluida nelle conclusioni. Il tocco di Cassavetes è riconoscibile: un cinema concitato, disarmonico, disorientato (e disorientante), aggressivo e bruciante nei tempi. Cosa non irrilevante per un regista misuratosi con la commedia classica ma abituato a spaziare tra le forme drammatiche in film come 'Una moglie' o 'Gloria' o se paragonato a 'Love streams', sua penultima fatica, che sprizzava dai suoi interpreti (lo stesso Cassavetes e sua moglie Gena Rowlands) pura energia dispersa. Ma i temi del regista newyorkese non mutano anche se, con il tempo, perdono di idealità e guadagnano in pessimismo, la famiglia, l'orrore del reale, il rifugio nel sogno, la sfibrante dinamica dei rapporti, il disordine dell'esistente. Impossibile non citare i comprimari di lusso Beverly D'Angelo, Charles Durning e l'impassibile Robert Stack." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 17 Maggio 1987)

"Un film che, per l'argomento trattato, si ispira inoltre alle commedie anni Trenta, mentre il registra riesce a condire il tutto con musiche di Mozart (gustosissima, al riguardo, la sequenza finale), Puccini e Haydn. Un capitolo a parte, infine, per i simpatici e collaudatissimi interpreti, che crediamo costituiscano uno dei punti di forza del film. La coppia Peter Falk-Alan Arkin, infatti, merita un plauso incondizionato (già li avevamo apprezzati in 'Una strana coppia di suoceri'), mentre completano il cast l'incandescente e spiritosa Beverly D'Angelo, Charles Durning e Robert Stack." ('Il Tempo', 21 Maggio 1987)
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