IL GRANDE COLPO DI SURCOUF

ITALIA - 1966
IL GRANDE COLPO DI SURCOUF
Mentre l'ex corsaro Surcouf festeggia in famiglia la nascita del suo secondo bambino, lo scoppio delle ostilità fra Inghilterra e Francia lo chiama al cospetto di Napoleone che gli affida un incarico delicato e quanto mai ardito. Nell'isola di Mahais, passata nelle mani degli avversari, si trovano custoditi documenti nei quali è minutamente descritta la dislocazione delle forze francesi nell'Oceano e la lista degli agenti segreti. L'irriducibile corsaro, poco amante degli ozi di famiglia accetta con entusiasmo l'incarico e raggiunge l'isola ove arditamente penetra nella fortezza del governatore inglese. Dopo aver distrutto i documenti, mentre è in procinto di allontanarsi, viene scoperto da lady Margaret Blackwood, moglie del governatore e sua antico amore, che lo aiuta nella fuga. Tornato in patria e deciso a ritirarsi, Surcouf affida il comando della sua nave al fratello Nicolas. Questi, scambiato per lo stesso Surcouf, viene catturato dal governatore di Mahais e condannato all'impiccagione. Surcouf, per non lasciare perire Nicolas in sua vece, ne organizza la liberazione ma cade, a sua volta, nelle mani di Blackwood. Per sua fortuna lady Margaret interviene per ritardarne la morte, offrendo così la possibilità alle navi degli uomini di Surcouf di assalire la fortezza e liberare il capo.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: TECHNISCOPE TECHNICOLOR
  • Produzione: ARCO (ROMA) EDIC (PARIGI) BALCAZAR (BARCELLONA)
  • Distribuzione: REGIONALE

NOTE

TITOLO IN FRANCIA: "LA VENGEANCE DE SURCOUF" O "TONNERRE SUR L'OCEAN INDIEN"
SEGUITO DI "SURCOUF L'EROE DEI SETTE MARI", O MEGLIO SECONDA PARTE DI UN'UNICO FILM "DIVISO" A META' PER EVIDENTI RAGIONI COMMERCIALI. OVVIAMENTE IDENTICO IL CAST TECNICO E ARTISTICO.

CRITICA

"L'ideale cavalleresco del celebre corsaro è vigorosamente incarnato dal dinamismo e dal brio di G. Barray. Avventure colorate (...) in un ambiente d'epoca. Spettacolo che piacerà a coloro che hanno serbato la nostalgia degli eroi della loro infanzia". (S.L. "Cinema e Telecinema" n. 346 del 21/12/1966)
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