IL FISCHIO AL NASO

ITALIA - 1966
L'industriale Giuseppe Inzerna, afflitto da un fastidioso sibilo alle vie respiratorie, trovandosi per affari nella clinica Salus Bank viene sottoposto - alquanto di malavoglia - ad esami, analisi e prime cure. Il fischio al naso scompare ma si manifestano altri sintomi. Inzerna rifiuta di considerarsi malato e tuttavia ha paura di tornarsene a casa contro il parere dei medici, i quali, ora con una scusa ora con un altra, lo fanno salire di piano in piano, ed ognuno di questi rappresenta il successivo stadio di aggravamento del male. Inzerna è sempre più solo e indifeso (malgrado che Giovanna, l'amante, lo abbia raggiunto nella clinica), poiché i suoi familiari sembrano ben contenti di tenerlo a distanza: infatti la moglie Anita si diverte con Bertino, un debitore di Giuseppe; la figlia Gloria è scappata all'estero con un suo amico e il vecchio padre ha ripreso incautamente le redini dell'azienda. Fallito un tentativo di fuga dalla clinica, Inzerna passa in stanze sempre più disadorne con un personale che lo tratta sempre più duramente; finché, giunto al settimo ed ultimo piano della clinica, il suo stato di salute declina sempre di più e muore.

CAST

NOTE

- QUADRI E SCULTURE PROVENIENTI DALLE GALLERIE "OBELISCO" E "NUOVA PESCA".

- REVISIONE MINISTERO MARZO 2000.

- PREMIO GROLLA D'ORO A UGO TOGNAZZI.

- PRESENTATO AL XVII FESTIVAL DI BERLINO (1967).

CRITICA

"(...) Il film (...) parte da posizioni di notevole qualificazione culturale (...) (e) riesce a mantenere la linea di Buzzati (...) legandola alla attualità contemporanea, con uno svolgimento abbastanza sciolto e disinvolto (...). Ha (...) il pregio di una interpretazione - da parte di Tognazzi - misurata e attenta, come di rado accade a un attore che dirige se stesso (....)". (Giacomo Gambetti, "Film Mese", 4, aprile 1967).
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