IL FIACRE N. 13

Nel 1848, Pietro Maroy, accusato ingiustamente dell'assassinio di suo zio, il dott. Maroy, è stato condannato all'ergastolo. Vent'anni dopo, la moglie e la figlia di lui fanno istanza per la revisione del processo. Della pratica si occupa un giovane funzionario del Ministero, il quale constata che gli incartamenti relativi al processo sono spariti. Il giovane continua le indagini, e riesce a trovare le tracce di un pregiudicato, che ha avuto parte nell'assassinio. Apprende da costui che il dott. Maroy è stato assassinato dall'amante del conte Giorgio di Lautor Vaudieu, Claudia, che già l'aveva aiutato a sbarazzarsi del fratello Filippo. Il dott. Maroy aveva con sé un bimbo, affidatogli da Filippo, che allora venne abbandonato in una vettura di piazza, il fiacre N. 13. Quel bimbo, figlio di Filippo, è divenuto il giovane funzionario, che dirige l'indagine. Malgrado gli sforzi criminosi del conte, egli riesce a smascherare l'indegno zio, cui non resta altro scampo che il suicidio. Pietro Maroy, del quale è riconosciuta l'innocenza, viene liberato: il figlio di Filippo ne sposerà la figlia.
  • Episodi: CASTIGO
  • Durata: 86'
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: DAL ROMANZO DI XAVIER DE MONTEPIN
  • Produzione: EXCELSA FILM (ROMA) CINEMATOGRAPHIE DE FRANCE, A. HUGON (PARIGI)
  • Distribuzione: MINERVA FILM

NOTE

FILM IN DUE EPISODI
PER LA VERSIONE FRANCESE DAL TITOLO "FIACRE 13" LA REGIA FU AFFIDATA A RAOUL ANDRE' COADIUVATO DA ANDRE' HUGON

CRITICA

Come per altri casi del genere, non si comprende la necessità, né l'opportunità di riportare sullo schermo una trama già sfruttata e ormai superata [...]. L'esito commerciale è stato in parte salvato dalla riunione di un solo programma dei due episodi che originariamente componevano il film. (A. Albertazzi, "Intermezzo", 11/12 giugno 1948).
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