IL DOLCE DOMANI

THE SWEET HEREAFTER

CANADA - 1997
IL DOLCE DOMANI
Mitchell Stevens, avvocato di valore, arriva a Sam Dent, cittadina innevata della Columbia britannica, dove si è appena consumata una grande tragedia: l'autobus scolastico è precipitato in un lago ghiacciato e tutti i bambini sono morti. Uniche sopravvissute, l'autista Dolores e una ragazza, Nicole, che rimane su una sedia a rotelle. Stevens spinge per fare causa ai responsabili e ottenere un congruo risarcimento ma deve convincere i genitori delle vittime a lasciargli delega di rappresentanza e così comincia a ricercare il consenso di parenti e testimoni. Tra i tanti, i coniugi Otto e Walker acconsentono subito, mentre Billy Ansell, che al momento dell'incidente, come ogni giorno, seguiva in macchina l'autobus, rifiuta, perché convinto che il processo porterà altro dolore alla comunità. Così però non la pensa Risa Walker, con cui Billy ha una relazione da quando è rimasto vedovo. Stevens, a sua volta in pena per la figlia drogata e sieropositiva con cui si sente per telefono, contatta allora Nicole che, nonostante Billy tenti di dissuadere il padre, alla fine si convince a testimoniare nell'udienza preliminare. Ma, di fronte al giudice, Nicole mente sulla velocità dell'autobus. La causa così viene archiviata. Stevens torna in città e vede Dolores che ha ripreso il lavoro di autista. Forse a Sam Dent adesso può tornare la pace.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: TRATTO DAL LIBRO DI RUSSEL BANKS
  • Produzione: CAMELIA FRIEBERG E ATOM EGOYAN.
  • Distribuzione: LUCKY RED - LUCKY RED HOME VIDEO

NOTE

REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1997.
PREMI: FESTIVAL DI CANNES NEL 1997 PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA.

CRITICA

"Tratto da un romanzo di Russell Banks che trasforma in metafora un fatto di cronaca, 'Il dolce domani' è un film di sottile introspezione e non privo di intuizioni poetiche che nello scarso rispetto all'opera letteraria trova pregi, cioè il mancato rispetto dei tempi cronologici che rende più intrigante il racconto e difetti, in quanto l'abolizione della voce narrante sfuma le scene madri lasciandole irrisolte". (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 10 dicembre 1997)

"Da più di dieci anni il canadese di origine armena Atom Egoyan, classe 1960, intreccia nei suoi film gli stessi fili: famiglie devastate, legami torbidi e soffocanti, un viluppo di eventi e ricordi che si dipana sotto i nostri occhi affascinati ma sempre un po' distanti. Stavolta però il regista cerebrale di 'Family Viewing', 'Calendar', 'Exotica', ha fatto davvero centro. (...) Non era da tutti governare una materia tanto dolorosa. Egoyan lo fa con sensibilità e fermezza, portandoci dentro ognuno dei suoi protagonisti. E regalandoci almeno due scene incancellabili: l'incidente, lento, lontano, terribile. E quella bambina in primo piano che fissa con sguardo indecifrabile il coltello che potrà darle o toglierle la vita. Il suo destino. Nelle mani di suo padre". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 novembre 1997)

"Se Egoyan con 'Il dolce domani' si conferma un regista di smagliante eleganza visiva gli fa da zavorra proprio l'intellettualismo, l'incapacità di abbandonarsi alle emozioni, tanto più di fronte a un tema come quello che affronta: con il paradossale risultato di un film potenzialmente straziante finisce invece per essere un puzzle in pellicola patinata". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 2 novembre 1997)
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