Il cavaliere oscuro

The Dark Knight

USA - 2008
5/5
Il cavaliere oscuro
Aiutato dal tenente James Gordon e dal procuratore Harvey Dent, Batman riesce a smantellare i resti dell'organizzazione criminale che infestava le strade di Gotham City. Ma ben presto i tre si ritrovano preda di una mente criminale in rapida ascesa: The Joker.
  • Durata: 150'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, POLIZIESCO, THRILLER, FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM/70 MM (1:2.35) - TECHNICOLOR
  • Tratto da: personaggi creati da Bob Kane e Bill Finger
  • Produzione: WARNER BROS. PICTURES, LEGENDARY PICTURES, DC COMICS, SYNCOPY
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA - DVD E BLU-RAY: WARNER HOME VIDEO (2008, 2012, 2013)
  • Data uscita 23 Luglio 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
È nuovamente tempo di eroi a Gotham City. La criminalità non è mai stata così organizzata, e dalle viscere di un Male apparentemente illogico, si erge la figura, la maschera del Joker (Heath Ledger). Non i soldi, non solo, non il potere, ma una beffarda quanto vendicativa bramosia distruttiva nei confronti del mondo - che lo considera nulla più di un freak - ne animano le gesta: nemico di tutto e tutti (la sua ascesa non prevede prigionieri), ferocemente esaltato all'idea del continuo confronto con il paladino del Bene, Batman (il plurimiliardario Bruce Wayne, ancora interpretato da Christian Bale, che deve far fronte anche ad improvvisati e maldestri emulatori, tra cui - visibile per un attimo - Scarecrow/Cillian Murphy), alleato con il tenente Gordon (Gary Oldman) e il procuratore distrettuale Harvey Dent (Aaron Eckhart) - con il quale divide l'amore per Rachel Dawes (Maggie Gyllenhaal) - per provare a debellare l'insostenibile crescita della delinquenza.
Dopo aver riavvicinato gran parte dei cine-affezionati alle gesta dell'uomo pipistrello con Batman Begins, Christopher Nolan mette a segno una delle più imponenti trasposizioni da fumetto che il grande schermo ricordi, inquadrando i grattacieli e le strade della fantomatica Gotham come solo Michael Mann avrebbe potuto, facendo danzare la macchina da presa (magnifico l'utilizzo delle luci di Wally Pfister, fedele direttore della fotografia dai tempi di Memento) intorno ai protagonisti, stringendoli quasi in un inestricabile vortice al progressivo crescendo della tensione. Che rimane altissima per tutti i 150' del racconto, caratterizzato costantemente - come previsto - dalla presenza/assenza del Joker, quintessenza di una malvagità difficilmente arginabile proprio perché regolata da una follia tremendamente lucida, incarnata e resa dalla postura, il ghigno, le parole sbiascicate di un Heath Ledger che meriterebbe davvero l'Oscar postumo già invocato da alcuni critici d'oltreoceano.
Ed è proprio nella gestione di una così ingombrante maschera (inutile far paragoni con la passata performance di Jack Nicholson, proprio perché incanalata verso altre direzioni) - lasciandole margine di "movimento" ma al tempo stesso impedendole di cannibalizzare l'intero film - il merito più grande di Nolan, che non dimentica il suo cavaliere oscuro (importantissima, in tal senso, l'ombrosa e dissolvente digressione conclusiva), donando profondità e spessore anche a tutti i personaggi secondari (poco importa che il motivo della trasformazione di Harvey Dent in Two Face non combaci con quanto raccontato dal fumetto, quello che conta è il saper metaforizzare, anche solo con una monetina, l'ambivalenza della sorte), mantenendo elevatissima la qualità tecnica della messa in scena: difficile elencare tutte le sequenze memorabili, alcune realizzate appositamente per IMAX, dalla rapina prologo in banca all'inseguimento notturno con il camion che si ribalta, dall'esplosione dell'ospedale all'ipertecnologica visuale utilizzata per il combattimento sul grattacielo, senza contare il montaggio alternato di Lee Smith, superbo quanto il lavoro fatto per il suono. Assordante nel rimbombare di echi silenziosi, così come la dedica sui titoli di coda: "In memoria dei nostri amici Heath Ledger e Conway Wickliffe".

NOTE

- I COMPOSITORI HANS ZIMMER E JAMES NEWTON HOWARD, DOPO AVER RICORSO, SONO STATI RICONOSCIUTI COME GLI UNICI TITOLARI DELLA COLONNA SONORA PER CUI HANNO POTUTO CONCORRERE PER OTTENERE LA NOMINATION AGLI OSCAR CHE IL MUSIC BRANCH EXECUTIVE COMMITTEE DELL'ACADEMY AVEVA PRIMA LORO NEGATO RITENENDO IL LAVORO FRUTTO DI CINQUE AUTORI.

- GOLDEN GLOBE 2009 (POSTUMO) A HEATH LEDGER COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA.

- OSCAR 2009 A HEATH LEDGER (POSTUMO) COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA E A RICHARD KING PER IL MONTAGGIO SONORO. IL FILM ERA CANDIDATO PER: MIGLIOR FOTOGRAFIA, MONTAGGIO, SCENOGRAFIA, TRUCCO, MISSAGGIO SONORO ED EFFETTI VISIVI.

- SPECIALE NASTRO D'ARGENTO 2009 AD ADRIANO GIANNINI PER IL DOPPIAGGIO DI HEATH LEDGER.

CRITICA

"Mentre i tre eroi «positivi» sono costretti a fare i conti con i limiti e il senso delle loro azioni, continuamente messe in discussione da una voglia di vendetta che finirà per travolgere tutto o quasi. In questo modo il film si colora di echi apertamente langhiani, che finiscono per concretizzarsi nell'esplicita citazione della Gloria Graham del Grande caldo, con il volto metaforicamente diviso in due metà, una affascinante e una orripilante. Come infatti succederà al viso del procuratore Dent dopo l'esplosione da cui Batman lo strappa mentre avrebbe voluto salvare Rachel (Maggie Gyllenhaal), la donna amata da entrambi: da un lato conserva il suo volto fiducioso e positivo, dall'altro il fuoco accentua la smorfia orrida e criminale di un essere crudele e vendicativo. E questa idea del volto come indice di moralità (specchio dell'anima?) finisce per diventare una delle chiavi di lettura del film, dall'ossessione di tanti per smascherare il vero volto di Batman al trucco sbavato e ferino di Joker. Che proprio in quella specie di maschera «non finita», con il rossetto che non rispetta più i lineamenti della bocca e delle cicatrici e la biacca che non copre le rughe e le asperità del corpo, trova la perfetta messa in forma dell'ambiguità e dell'indeterminatezza morale che lo identificano. A cui Ledger aggiunge una recitazione sapientemente inquietante che ha giustamente lasciato il segno e che lo candida a ricevere il secondo Oscar postumo della storia, dopo quello a Peter Finch per 'Quinto potere'. E se alla fine il messaggio di un bambino e il comportamento delle persone stivate nei due traghetti sembrano lanciare un messaggio di speranza e di fiducia nei comportamenti del genere umano, la vera morale del film resta quella di una ambigua lezione sul «lato oscuro» della vendetta e sui limiti che si possono raggiungere per piegare il Male ai fini del Bene. Anche a costo di tradire la verità." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 23 luglio 2008)

"A fronte di tanta abbondanza di 'caratteri' e situazioni, che il ballo in maschera di Nolan profonde senza risparmio, è inevitabile che Barman perda un po' la leadership lasciando spazio agli altri; incluse le godibili caratterizzazioni di Michael Caine, il maggiordomo Alfred, e di Morgan Freeman, il saggio Lucius Fox. Chi ruba la scena all'eroe, però, è lo sventurato Ledger, che rilancia la potenziata leggenda dell'altrettanto sfortunato Brandon Lee del 'Corvo'. Anche se la candidatura postuma all'Oscar di cui tanto si parla è di gusto discutibile, senza dubbio Ledger si è calato nel Joker, a suo tempo interpretato da Jack Nicholson, con una partecipazione al limite del transfert, tratteggiando un malvagio integrale che resta impresso nella memoria. Più che di Bale o di chiunque altro, il film è suo." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 luglio 2008)
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