Il cavaliere oscuro

The Dark Knight

USA - 2008
Aiutato dal tenente James Gordon e dal procuratore Harvey Dent, Batman riesce a smantellare i resti dell'organizzazione criminale che infestava le strade di Gotham City. Ma ben presto i tre si ritrovano preda di una mente criminale in rapida ascesa: The Joker.

CAST

NOTE

- I COMPOSITORI HANS ZIMMER E JAMES NEWTON HOWARD, DOPO AVER RICORSO, SONO STATI RICONOSCIUTI COME GLI UNICI TITOLARI DELLA COLONNA SONORA PER CUI HANNO POTUTO CONCORRERE PER OTTENERE LA NOMINATION AGLI OSCAR CHE IL MUSIC BRANCH EXECUTIVE COMMITTEE DELL'ACADEMY AVEVA PRIMA LORO NEGATO RITENENDO IL LAVORO FRUTTO DI CINQUE AUTORI.

- GOLDEN GLOBE 2009 (POSTUMO) A HEATH LEDGER COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA.

- OSCAR 2009 A HEATH LEDGER (POSTUMO) COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA E A RICHARD KING PER IL MONTAGGIO SONORO. IL FILM ERA CANDIDATO PER: MIGLIOR FOTOGRAFIA, MONTAGGIO, SCENOGRAFIA, TRUCCO, MISSAGGIO SONORO ED EFFETTI VISIVI.

- SPECIALE NASTRO D'ARGENTO 2009 AD ADRIANO GIANNINI PER IL DOPPIAGGIO DI HEATH LEDGER.

CRITICA

"Mentre i tre eroi «positivi» sono costretti a fare i conti con i limiti e il senso delle loro azioni, continuamente messe in discussione da una voglia di vendetta che finirà per travolgere tutto o quasi. In questo modo il film si colora di echi apertamente langhiani, che finiscono per concretizzarsi nell'esplicita citazione della Gloria Graham del Grande caldo, con il volto metaforicamente diviso in due metà, una affascinante e una orripilante. Come infatti succederà al viso del procuratore Dent dopo l'esplosione da cui Batman lo strappa mentre avrebbe voluto salvare Rachel (Maggie Gyllenhaal), la donna amata da entrambi: da un lato conserva il suo volto fiducioso e positivo, dall'altro il fuoco accentua la smorfia orrida e criminale di un essere crudele e vendicativo. E questa idea del volto come indice di moralità (specchio dell'anima?) finisce per diventare una delle chiavi di lettura del film, dall'ossessione di tanti per smascherare il vero volto di Batman al trucco sbavato e ferino di Joker. Che proprio in quella specie di maschera «non finita», con il rossetto che non rispetta più i lineamenti della bocca e delle cicatrici e la biacca che non copre le rughe e le asperità del corpo, trova la perfetta messa in forma dell'ambiguità e dell'indeterminatezza morale che lo identificano. A cui Ledger aggiunge una recitazione sapientemente inquietante che ha giustamente lasciato il segno e che lo candida a ricevere il secondo Oscar postumo della storia, dopo quello a Peter Finch per 'Quinto potere'. E se alla fine il messaggio di un bambino e il comportamento delle persone stivate nei due traghetti sembrano lanciare un messaggio di speranza e di fiducia nei comportamenti del genere umano, la vera morale del film resta quella di una ambigua lezione sul «lato oscuro» della vendetta e sui limiti che si possono raggiungere per piegare il Male ai fini del Bene. Anche a costo di tradire la verità." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 23 luglio 2008)

"A fronte di tanta abbondanza di 'caratteri' e situazioni, che il ballo in maschera di Nolan profonde senza risparmio, è inevitabile che Barman perda un po' la leadership lasciando spazio agli altri; incluse le godibili caratterizzazioni di Michael Caine, il maggiordomo Alfred, e di Morgan Freeman, il saggio Lucius Fox. Chi ruba la scena all'eroe, però, è lo sventurato Ledger, che rilancia la potenziata leggenda dell'altrettanto sfortunato Brandon Lee del 'Corvo'. Anche se la candidatura postuma all'Oscar di cui tanto si parla è di gusto discutibile, senza dubbio Ledger si è calato nel Joker, a suo tempo interpretato da Jack Nicholson, con una partecipazione al limite del transfert, tratteggiando un malvagio integrale che resta impresso nella memoria. Più che di Bale o di chiunque altro, il film è suo." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 luglio 2008)
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