Il cammino per Santiago

The Way

USA, SPAGNA - 2010
Il cammino per Santiago
Tom, un medico americano, riceve l'improvvisa notizia della scomparsa del figlio, morto sui Pirenei mentre stava percorrendo i primi chilometri del Cammino di Santiago. Padre e figlio avevano interrotto i rapporti da tempo e Tom, nel tentativo di recuperare il loro legame e affrontare il dolore per la perdita, decide di partire per recuperarne i resti e continuare il percorso verso il Santuario, portando con sé le ceneri del figlio. Lungo il suo cammino, l'uomo incontrerà diversi compagni di viaggio, ognuno con il proprio desiderio da realizzare sulla strada...
  • Durata: 134'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX 16 SR3, 2K/SUPER 16, 35 MM/D-CINEMA (1:1.85)
  • Tratto da: racconti tratti da "Off the road: a modern-day walk down the Pilgrim's route into Spain" di Jack Hitt
  • Produzione: EMILIO ESTEVEZ, DAVID ALEXANIAN, JULIO FERNÁNDEZ, LISA NIEDENTHAL PER ELIXIR FILMS, FILMAX ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: RAI CINEMA/01 DISTRIBUTION (2012)
  • Data uscita 27 Giugno 2012

CRITICA

"La famiglia Estevez, in arte Sheen, ha girato con papà Martin protagonista diligente e il figlio Emile regista (assente Charlie, l'altro rampollo discolo di 'Wall Street') un curioso film on the road dell'anima che prende a prestito i canoni del dramma con fauna di varia umanità, tutti in panne. Gli americani quando affrontano la spiritualità lo fanno come la sfida all'Ok Corral ma qui si salvano tutti: happy end generale con lo scroscio delle onde che porta in dolby stereo il mistero dell'eternità. (...) Girato sui luoghi del rimorso, Estevez, al suo sesto film fra cui il migliore resta 'Bobby', ha il coraggio d'andare controcorrente con un film sul miracolo della fede e sul mistero di altre cose che neanche Santiago risolve: come mai, per esempio, il ribelle col ciuffo Martin Sheen di 'Apocalypse Now' e 'La rabbia giovane' ora è diventato un medico di piccole aspirazioni e cataratte, ha cambiato peso ed espressione? Fosse stato negli anni 50, il regista Emile avrebbe girato 'Bernadette', se avesse l'humour nero cinico e la fede atea di Buñuel ci avrebbe dato 'La via lattea', che, sullo stesso percorso, raccontava la storia del cristianesimo, di santi, dogmi, visioni, eresie. Qui siamo nel regno del convenzionale, ma con una forma di racconto rispettosa di ogni credenza, senza volar di retorica, senza segni rossi o blu di morale, accelerando sul finale il méelo e ricattandoci con la dedica al nonno." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 29 giugno 2012)

"È veramente molto difficile che un nordamericano riesca a parlare in modo plausibile di cose e luoghi che non appartengono al suo orizzonte di vita, cultura, esperienza, nella stragrande maggioranza dei casi limitato a casa propria identificata come centro dell'universo. Non è senza dispiacere che si dice questo anche a proposito del film 'II cammino per Santiago' in cui, malgrado l'esito banale e turistico, si percepisce un sincero affiato, uno sforzo di adesione e comprensione. In effetti, a quanto pare, l'impresa condivisa da Martin Sheen protagonista con il figlio Emilio Estevez regista (ma anche presente come interprete), affonda nel reale interesse del celebre attore che tutti ricordiamo come capitano Willard in 'Apocalypse Now', per il significato e il valore spirituale del famoso pellegrinaggio che dai Pirenei francesi conduce al maestoso e severissimo santuario che in Galizia, estremo lembo della Spagna nord occidentale, è intitolato all'apostolo Giacomo." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 29 giugno 2012)

"Un ritorno alla terra di origine, ma anche un viaggio spirituale alla ricerca di se stessi e di Dio: arriva nelle sale 'Il cammino per Santiago' diretto da Emilio Estevez e interpretato dal padre Martin Sheen, originario della Galizia e vero ispiratore della pellicola." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 29 giugno 2012)

"Piacerà a chi aveva apprezzato l'opera precedente di Estevez 'Bobby' e si chiedeva che fine avesse fatto il figlio biondo di Martin Sheen. Bene, il biondo è ancora in sella talentuoso e stimolante. E mica male autobiografico (quanto c'è nel film del rapporto personale tra Martin Sheen e figlio...)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 29 giugno 2012)
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