I tre aquilotti

ITALIA - 1942
Tre inseparabili compagni, allievi dell'Accademia Aeronautica di Caserta, Marco, Mario e Filippo, seguono con entusiasmo i corsi per conseguire il brevetto di pilota. Quando giungono a Caserta per trascorrervi un periodo di vacanze la mamma e la giovane sorella di Mario, Adriana, sboccia un idillio tra la ragazza e Marco. Ma il fratello della ragazza si oppone ostinatamente al loro fidanzamento perché non è convinto della serietà delle intenzioni di Marco e la loro amicizia ne risente. In più, in seguito al trauma psicologico subito per un incidente in fase di atterraggio, Marco non è più in grado di ottenere il brevetto di pilota e viene assegnato ai servizi a terra. Terminati i corsi gli allievi si separano e raggiungono la loro destinazione sui campi di battaglia. Dopo vari mesi il fratello della ragazza ha un'avaria al motore e, costretto ad atterrare in territorio nemico, viene ferito. Quando dalla base italiana si organizza un volo di soccorso, Marco chiede e ottiene il permesso di prendervi parte e riesce a trarre in salvo il ferito, dopo aver preso i comandi dell'aereo al posto del pilota ucciso dai colpi della contraerea. I due 'cognati' si riconciliano, Marco torna a pilotare, i tre aquilotti si ritrovano e naturalmente, al più presto verranno celebrate le nozze.

CAST

NOTE

- RIPRESE EFFETTUATE NEGLI STUDI DI CINECITTA' E IN ESTERNI ALLA REGGIA DI CASERTA.

- CONSULENTE AREONAUTICO: COL. GENTILE.

- PIERO CARNABUCI (IL GENERALE) E' DOPPIATO DA EMILIO CIGOLI E MARIO LIBERATI (IL MARESCIALLO ISTRUTTORE) DA CARLO NINCHI.

- PRESENTATO NEL 1942 ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA.

- FRA GLI INTERPRETI HANNO PARTECIPATO AUTENTICI ALLIEVI DELL'ACCADEMIA AEREONAUTICA ITALIANA DI CASERTA.

CRITICA

"La sincerità emotiva di questo film cameratesco girato sotto gli auspici della G.I.L. si è palesata nel successo di interesse e di commozione che le vicende umane ed eroiche hanno suscitato presso il pubblico. (...) Buoni gli interpreti, soprattutto la Belmonte. Cortese, Minello e Sordi giovanilmente spigliati e simpatici nella pate dei tre alati protagonisti." (Raffele Calzini, "Film", n. 36, 5 settembre, 1942)
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