I due volti di gennaio

The Two Faces of January

FRANCIA, GRAN BRETAGNA, USA - 2013
2/5
I due volti di gennaio
1962. Il carismatico Chester MacFarland e la sua affascinate giovane moglie Colette, arrivano ad Atene via nave attraverso il Canale di Corinto. I due coniugi, durante una visita all'Acropoli incontrano Rydal, un giovane americano di lingua greca che lavora come guida turistica e allo stesso tempo compie delle truffe ai danni dei turisti. Attirato dalla bellezza di Colette e dalla ricchezza e raffinatezza di Chester, Rydal accetta un loro invito, ma non tutto è come sembra: verrà infatti coinvolto in un vortice di eventi in cui emozioni e istinti prenderanno il sopravvento...
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA PLUS, HAWK SCOPE, CINEMASCOPE, DCP (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Patricia Highsmith (ed. Bompiani)
  • Produzione: WORKING TITLE FILMS, TIMNICK FILMS, STUDIOCANAL
  • Distribuzione: VIDEA (2014)
  • Data uscita 9 Ottobre 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi

Anno 1962. Chester McFarland, uomo d’affari americano, in vacanza in Grecia con la moglie Colette, conosce il giovane Rydal, connazionale, guida turistica, dedito a raggirare e imbrogliare le turiste. Invitato a Cena, Rydal accetta e da quel momento, complice l’infatuazione di lui per la bella Colette, i destini dei tre si legano indissolubilmente. L’episodio che scatena il resto dell’azione è la visita che Chester riceve da parte del rappresentante di un gruppo di clienti da lui raggirati con prestiti non restituiti. Dopo una colluttazione, resta privo di vita. Diventa necessario lasciare la Grecia e così Chester e Colette si legano ancora di più a Rydal…
Le belle premesse sono tante: il romanzo omonimo scritto da Patricia Highsmith; la sceneggiatura alla quale ha lavorato Hossein Amini, già autore del copione di Drive; il gruppo produttivo (la Working Title con Tim Bevan e Eric Fellner; i tre interpreti principali: Viggo Mortensen/McFarland, Kirsten Dunst/Colette, Oscar Isaac/Rydall, visto in A proposito di Davis).
Tante eccellenze iniziali danno come risultato una striminzita sufficienza. Bisogna aggiungere che lo stesso Amini ha ritenuto di mettersi dietro la m.d.p. per un esordio che lascia molti dubbi sulla scelta.
Certo, il copione si muove a pieno titolo nei confini del thriller, lancia molti segnali, accumula indizi, dissemina occasioni da chiarire ma poi ad ogni passaggio narrativo la tensione diminuisce, si attenua, latita.
Forse i caratteri non sono bel delineati, forse le sequenze corrono troppo staccate l’una dall’altra senza costrutto. Resta che la storia procede più con tranquilla prevedibilità che con incalzante suspense. Un formalismo bello e levigato non crea paura. Urge che Amini riveda Delitto perfetto di Hitchcock.

NOTE

- PRESENTATO AL 64. FESTIVAL DI BERLINO (2014) NELLA SEZIONE 'BERLINALE SPECIAL'.

CRITICA

"Opera prima di Hossein Amini, che si guarda indietro e mette in bella copia un thriller di Patricia Highsmith. (...) On the road mediterraneo, il giallo si fa apprezzare proprio perché è old style, con qualche sorpresa a mezzo servizio e un certo tasso di turbamento dei sensi. Vince il pacchetto regalo glamour, il gioco delle identità multiple s'abbronza al Partenone e gli attori reggono il moccolo a una storia prevedibile ma che mantiene una dose mistery: sono Viggo Mortensen, Kirsten Dunst, il lanciato Oscar Isaac." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 ottobre 2014)

"Se avevate apprezzato 'Il talento di Mr. Ripley' ( 1999 ) e la patinata perfezione di Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow nel film di Anthony Minghella che due anni prima si era aggiudicato l'Oscar con 'Il paziente inglese' ed è poi prematuramente scomparso nel 2008, troverete parimenti godibile 'I due volti di gennaio'. Debutto registico di Hossein Amini, già sceneggiatore del film di culto 'Drive'. (...) Origine un romanzo di Patricia Highsmith, la creatrice del personaggio di Mr. Ripley (la cui doppiezza si riverbera anche su questi personaggi) che tanta fortuna ha avuto al cinema con due adattamenti sia per Mr. Ripley che per 'L'amico americano'." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 9 ottobre 2014)

"«I due volti di gennaio», adattamento di un romanzo della specialista in thriller Highsmith, segna l'esordio dello sceneggiatore Amini («Drive») e si rivela un dignitoso prodotto d'intrattenimento che si rivolge a un'ampia, ma non brada fascia di pubblico. L'intreccio basato sul delitto occasionale compiuto a Creta da un truffatore americano, fuggiasco con moglie inconsapevole al seguito, occupa tutte le caselle di un gioco dell'oca che lo spettatore conosce a menadito, ma forse non si stancherà mai di frequentare: quando poi s'aggiunge ai fatti e misfatti con il jolly del personaggio di un giovane connazionale prima testimone, poi complice e infine rivale, si capisce subito come la narrazione eviterà qualsiasi sorpresa. Gradevole, moderatamente esotico e con il bonus della presenza sempre rilevante del divo old style Mortensen." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 9 ottobre 2014)

"Le atmosfere esistenzialiste della Highsmith ci sono tutte (ci troviamo in uno spazio fisico, storico e morale di impalpabile lettura) ma il libro è infinitamente più sofisticato e interessante di un film dove Viggo Mortensen (il marito truffatore) non riesce più, ormai, a incarnare qualcosa che non sia nobile e cristallino come il suo celebre Aragorn de 'Il Signore degli Anelli'. Qui serviva più ombra nel suo Chester. Più debolezza e ambiguità. Peccato." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 ottobre 2014)

"Deludente giallo, tratto da un romanzo della sopravvalutata Patricia Highsmith. (...) Di suspense ce n'è, ma non colma certi clamorosi vuoti della sceneggiatura." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 9 ottobre 2014)
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