I due presidenti

The Special Relationship

GRAN BRETAGNA, USA - 2010
3/5
I due presidenti
Usa e Gran Bretagna, fine anni '90. I Blair e i Clinton formano un quartetto unico al mondo legato da un'amicizia basata su ideali comuni e su un autentico e profondo affetto. Tuttavia, gli eventi mondiali e alcune vicende personali metteranno in discussione il loro 'rapporto speciale' e i due Presidenti dovranno fare i conti con la natura effimera del potere e spesso anche dell'amicizia.
  • Durata: 89'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, STORICO
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT, SUPER 35 (3-PERF) STAMPATO A 35 MM (1:2.35) - DE LUXE
  • Produzione: ANDY HARRIES, KATHLEEN KENNEDY, CHRISTINE LANGAN PER BBC FILMS
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 10 Dicembre 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Angela Prudenzi

La “relazione speciale” cui allude il titolo originale è quella che ha legato Bill Clinton e Tony Blair. Quando nel ’92 si incontrano la prima volta uno è Presidente degli Stati Uniti e dunque l’uomo più potente del mondo, l’altro un giovane politico ambizioso che sogna di diventarlo. Richard Loncraine radiografa la nascita e l’evolversi dell’amicizia tra occasioni pubbliche e visite private, scelte politiche condivise e inevitabili scontri, tattiche e diplomazia, il tutto raccontato senza mai giudicare. Compito lasciato allo spettatore, invitato a farsi un’idea personale dei fatti a partire dai penetranti ritratti psicologici di Clinton e Blair come delle donne al loro fianco: la determinata futuro Segretario di Stato Hillary e la complice e ironica Cherie. Donne diverse, perfettamente complementari ai mariti.
La penna di Peter Morgan, già sceneggiatore di The Queen e Frost/Nixon- Il duello, tratteggia il legame lasciando emergere ciò che più conta, cioè che la presa e il mantenimento del potere necessitano di un lavoro costante da esercitare alla Casa Bianca e a Downing Street ma non meno tra le pareti domestiche. E difatti il capitolo sulle trasgressioni sessuali di Clinton chiarisce come, quando si hanno certe idee per la testa, il vero problema non sia riuscire a mantenere la poltrona o la credibilità quanto piuttosto tenere retta la barra del comando. Sono queste sottili e acute notazioni, di cui il film è pervaso, che fanno del lavoro di Loncraine qualcosa di speciale. I due presidenti non è un esempio di cinema civile pur impegnato su questo fronte, non è un biopic pur raccontando un periodo della vita dei due capi di governo, non è uno studio sul rapporto di coppia pur analizzando a fondo due famiglie eccellenti, e nemmeno un trattato sull’amicizia pur centrato su una relazione amicale. E’ tutte queste cose insieme e molto altro ancora. Un concentrato di cinema intelligente, prodotto però dalla HBO e in Usa trasmesso solo in tv, miscelato con cura grazie a una scrittura eccellente e servito al pubblico da attori non meno esemplari.

NOTE

- DENNIS QUAID E' STATO CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2011 COME MIGLIOR ATTORE DI MINISERIE/FILM TV. HOPE DAVIS, INVECE, COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"Il registro è drammatico, Michael Sheen il riconosciuto sosia di Blair ('The Deal', 'The Queen', come lo sceneggiatore Peter Morgan), Dennis Quaid bissa da presidente dopo 'American Dreamz', mentre il regista Richard Loncraine lava i panni sporchi." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 09 dicembre 2010)

"Un genio si aggira per il mondo del cinema. Non è un regista, né un attore: si chiama Peter Morgan, è un londinese di 47 anni, fa lo sceneggiatore. È un appassionato di politica, e non vi sorprenderà sapere che ha firmato i copioni di 'The Queen', di 'Frost/Nixon' e di 'I due presidenti', la love-story politica fra Tony Blair e Bill Clinton. Vi stupirà invece che Morgan ha scritto anche 'Hereafter', il magnifico film sull'aldilà di Clint Eastwood che uscirà in Italia il 5 gennaio 2011. Morgan è Io scrittore del momento. 'I due presidenti' è un film per la tv, co-prodotto da Hbo (Usa) e Bbc (Gran Bretagna), ma in molti paesi sta uscendo al cinema. Il regista Loncraine l'ha girato in doppio formato, quadrato per la tv, panoramico per le sale. Loncraine è uno di quegli inglesi tuttofare che, con un buon copione in mano, difficilmente sbagliano film. (...) Da brividi." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 10 dicembre 2010)

"'I due Presidenti' sono Bill Clinton, Presidente degli Stati Uniti, e Tony Blair, Primo Ministro britannico, legati tra loro da una 'relazione speciale', come diceva il titolo originale del film, in omaggio a una lunga tradizione dei loro rispettivi Paesi. Una relazione politica, in pace e in guerra, ma anche, quasi subito, in ambiti privati, per identità di vedute, per una grande stima reciproca e anche a causa dell'amicizia presto intrecciata dalle mogli, Hillary Clinton, da una parte, e Cherie Blair dall'altra. (...) Con il generoso sostegno di interpreti pronti a muoversi come richiesto: da Michael Sheen, Blair per la terza volta con verosimiglianza straordinaria, a Dennis Quaid, un Clinton forse poco somigliante, ma sempre molto intenso. Le mogli sono Hope Davis, che è quasi il ritratto dal vero di Hillary Clinton, e Helen McCrory che era già stata Cherie Blair in "The Queen"." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 10 dicembre 2010)

"Il presidente americano Bill Clinton e il primo ministro inglese Tony Blair hanno formato una sorta di coppia politica durante nove anni (1992-2001). Non erano teste particolarmente fini, nel corso dei loro governi non sono accaduti avvenimenti storici sensazionali, hanno commesso (soprattutto Clinton) errori anche gravi. Eppure il film, terzo capitolo della trilogia che il regista Loncraine ha dedicato a Blair (i capitoli precedenti erano 'The Deal' e 'The Queen' con Helen Mirren) è appassionante: civile e politico, classico e sperimentale. (...) 'I due presidenti' rimane un film esemplare nel suo mix di documento realistico e di narrazione d'immaginazione con personaggi autentici e interpreti fittizi: davvero molto, molto interessante." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 10 dicembre 2010)

"La politica mondiale in chiave di sit-com. Ovvero: la fine del '900 vista dal tinello di casa Blair (e di casa Clinton, con molte telefonate fra l'una e l'altra, e figli spediti a letto quando il Tg spara il caso Lewinsky). Perché accontentarsi di Casa Vianello se possiamo vedere due fra gli uomini più potenti del mondo prendere decisioni capitali in famiglia, nella vasca da bagno o con lo spazzolino in mano? Scritto da un vero specialista (il Peter Morgan di 'The Queen' e 'Frost/ Nixon'), l'istruttivo 'I due presidenti' riscatta l'evidente matrice tv con dialoghi in punta di penna che sarebbe stato bello godere in originale, anche per apprezzare le differenze d'accento e di educazione dei due amici-alleati-rivali (in politica, si sa, tutto è transitorio). Trattandosi di un film inglese, la figura peggiore la fa Blair, visto come un opportunista che aiuta Clinton nel momento più duro (il Monicagate), ma lo attacca per vincere la guerra contro Milosevic. E tende senza vergogna la mano a Bush quando il texano ruba la vittoria a Gore. (...) Grande cavalleria invece per le first ladies, molto più graziose e pacate che nella realtà. Eppure un 'visto da Hillary' (o da Cherie) sarebbe irresistibile." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 10 dicembre 2010)

"Fresco di presentazione al Tff approda sugli schermi il film di Richard Loncraine, realizzato per conto della Hbo. Si tratta del terzo, e ultimo, episodio che lo sceneggiatore Peter Morgan ha dedicato a Tony Blair, dopo 'The Deal' e 'The Queen'. Facendo in qualche modo la fortuna di Michael Sheen, l'attore britannico dal sorriso accattivante chiamato sempre a interpretare Tony. (...) Non va preso per oro colato tutto quel che, politicamente, viene affermato nel film, però suona tutto piuttosto credibile se ci si limita al livello divulgativo, come era intenzione degli autori. L'ambizione sfrenata di Tony, le debolezze di Bill, i ruoli delle mogli, i conflitti, le telefonate, i viaggi, le cene tutto sembra portare in un mondo ben aldilà della vita della gente comune. Eppure quelli che decidono, quelli che hanno il potere di decidere, in fondo, sono proprio così: esseri umani. Anche se tutto questo non li assolve quando compiono disastri dai quali nessuno poi sa più come uscire, visto che la coppia Blair-Bush, tra le altre cosette, ci ha regalato quasi dieci anni di guerra impantanata in Afghanistan e Iraq con decine di migliaia di morti." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 10 dicembre 2010)

"Se dovessimo usare "I due presidenti' come bignami illustrativo della 'terza via' giddensiana, politica progressista del fare che furoreggiava sull'asse Usa-Europa durante gli anni '90, ci renderemmo conto della morbida, programmata e totalizzante cancellazione dell'idealismo socialista novecentesco che questa ha comportato. A sentire e seguire Tony Blair e Bill Clinton con relative consorti, versione Richard Loncraine su script di Peter Morgan ('The deal', 'The Queen' sempre con Blair) scopriamo subito che destra ultrareazionaria e sinistra radicale per i due leader pari sono. (...) Richard Loncraine, infine, galleggia ai bordi della solita, formalmente composta, fiction tv britannica fumosamente progressista, dove si mescolano approssimative appartenenze di classe, interscambiabili ruoli sociali e politici, humor tagliente e gag da asilo. Pastone politico/culturale affine al riformismo socialdemocratico anni '90 pubblicizzato ed edulcorato in 'I due presidenti' e di cui si sente davvero poco la mancanza." (Davide Turrini, 'Liberazione', 10 dicembre 2010)
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