Hitchcock

USA - 2012
3/5
Hitchcock
Dietro le quinte del celebre film "Psycho" diretto nel 1960 da Alfred Hitchcock: il travagliato finanziamento, le battaglie con i censori di Hollywood e il desiderio che 'Hitch' aveva di dimostrare ai suoi detrattori, alla moglie Alma Reville e a se stesso di avere ancora molte risorse...
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: RED EPIC, (2K)/REDCODE RAW (5K)
  • Tratto da: libro "Hitchcock. L'incredibile storia di Psycho" di Stephen Rebello (ed. Il Castoro)
  • Produzione: IVAN REITMAN, TOM POLLOCK, JOE MEDJUCK, TOM THAYER E ALAN BARNETTE PER THE MONTECITO PICTURE COMPANY, FOX SEARCHLIGHT PICTURES
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA (2013) - DVD, BLU-RAY E DIGITAL HDTM: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT (2013)
  • Data uscita 4 Aprile 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandro De Simone
“Racconta la leggenda”. Citare il finale de L'uomo che uccise Liberty Valance di John Ford per parlare di un film di Alfred Hitchcock può sembrare un controsenso, ma è la maniera migliore per sintetizzare il biopic, o presunto tale, di Sacha Gervasi che racconta la genesi e la realizzazione di Psycho.
E in effetti, più che la storia di Hitchcock e della sua fedele compagna di vita, Alma Reville, questo simpatico divertissement è un collage di aneddoti costruiti attorno a due protagonisti, Anthony Hopkins ed Helen Mirren, che con il loro impeccabile stile e talento riescono a mantenere vivo un film altrimenti non esaltante; non per demeriti particolari, ma perché agli occhi di un normale spettatore che non mangia pane e cinema, poco importa dell'avventurosa storia di uno più mirabili prodotti artistici della storia.
Resta una buona ricostruzione generale a opera del comunque volenteroso Gervasi, una bella coppia femminile formata da Scarlett Johansson e Jessica Biel (con la seconda più brava della prima) e la voglia di rivedere l'opera completa di sir Alfred. E questa è la cosa più importante, che dà a Hitchcock un valore inestimabile.

NOTE

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2013 PER MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE (HOWARD BERGER, PETER MONTAGNA AND MARTIN SAMUEL).

CRITICA

"II film di Sacha Gervasi, leccornia per i molti fan di sir Alfred, non è solo la cronistoria della lavorazione nel '60 di 'Psycho', in cui nessuno credeva e per cui il regista si impegnò la casa e l'onore, ma anche l'analisi del rapporto di coppia con la moglie che rischiò crisi con depressione e stop del set. Biografia allargata non solo di Hitch e della sua ben nota passione da voyeur per le bionde, ma anche di Hollywood, industria e censura, gli attori e gli scrittori. Nei panni di Janet Leigh, che muore sotto la doccia dopo 40' (la famosa scena «disegnata» da Saul Bass), Scarlett Johansson è abbastanza somigliante e docile col maestro che le impone sadismi vari, mentre Jessica Biel è Vera Miles, di cui si scoprono gli altarini. A Hitch dà notevole carica erotico-nevrotica Anthony Hopkins esaminando, e qui sta il limite, più la vita che il cinema, sempre senza le parti noiose. La sceneggiatura di McLaughlin offre il meglio alla bruna moglie Alma, suo alter ego, una sempre prodigiosa Helen Mirren che scava nell'infelicità alla Strindberg di una relazione che va in happy end solo in nome del cinema e del box office. (...) James D'Arcy è la fotocopia di Anthony Perkins." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 aprile 2013)

"La nascita di un capolavoro e il lato oscuro del genio. Ogni biopic è costretto a domare cliché e luoghi comuni (cioè a usarli, senza eliminarli). Ma un biopic che ci porta dietro le quinte di un film leggendario scala una montagna ancora più ripida. Di qui le due idee che rendono assai godibile (ma non altrettanto credibile) l''Hitchcock' di Sacha Gervasi, già brillante documentarista ('Anvil!') e sceneggiatore ('The Terminal' di Spielberg). Uno: trattare la genesi di un capolavoro horror in bianco e nero con lo humour, il ritmo, le gag, i colori saturi delle commedie di quegli anni. Due: illuminare il protagonista di luce riflessa passando attraverso sua moglie Alma Reville, complice, ispiratrice, collaboratrice preziosa quanto misconosciuta. Non semplicemente Hitchcock, insomma, ma 'Mr. e Mrs. Hitchcock' (come 'Mr. and Mrs. Smith', uno dei titoli meno noti del re del brivido e forse l'unico che non avesse nulla del giallo). Anche se Gervasi non è così ingenuo da credere davvero a ciò che racconta romanzando l'ossessiva indagine di Stephen Rebello ('L'incredibile storia di Psycho', il Castoro). Anzi ne approfitta per sfiorare la caricatura abbordando tutti i suoi personaggi con libertà, inventiva e gusto molto pop. (...) Facile, certo, disinvolto, mai davvero convincente, ma molto divertente, servito da un cast da sogno. E pieno di dettagli, allusioni, strizzate d'occhio che faranno la gioia dei cinefili." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 4 aprile 2013)

"(...) l'aspetto sul quale il film indugia moltissimo è quello che accredita una prepotente componente di perversione nell'uomo Hitchcock dando certamente luogo a un risultato intrigante e tuttavia anche assecondando quella tendenza che all'insegna di uno scavo ossessivo nella personalità di figure celebri - e nei veri o presunti disturbi delle medesime personalità: e sappiamo come, tra verità e leggenda, quanto quella di Hitchcock possa prestarsi al compito - finisce però per spostare un po' arbitrariamente (e inutilmente?) l'attenzione lontano da ciò che più conta e resta. Insomma l'arte. Parliamo di questo: Hitchcock e il suo strano rapporto con la moglie Alma, suo angelo custode ma anche donna trascurata e talentuosa sceneggiatrice costretta nell'ombra, umiliata e ingelosita dalle infatuazioni del marito-maestro per le sue venerate e più o meno algide bionde. Sul set di 'Psycho' rappresentate da Janet Leigh (rivissuta da Scarlett Johanson) e da Vera Miles, ovvero Marion e la sorella. Con una sovrabbondanza di segnali di identificazione non solo da parte del protagonista Anthony Perkins con la torbida personalità di Norman Bates ma soprattutto da parte di Hitch con le perversioni dell'omicida seriale ispiratore. Comunque una festa per tutti i cultori." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 4 aprile 2013)

"Chi non conosce i dietro le quinte del cinema ma anche chi li conosce segue questi fatti con partecipazione piena: certamente per il modo quasi dal vero con cui è rappresentato l'ambiente Anni '50 di Hollywood ma anche e soprattutto per l'autenticità e la finezza con cui tutti quei personaggi celebri vengono proposti in cifre ora drammatiche, ora ansiose, ora semplicemente, ma anche nitidamente cronistiche. Hitchcock è Anthony Hopkins. Gli somiglia fisicamente solo per la sua corpulenza ben ricostruita ma è in grado di ricrearne sempre in modo geniale tutte le sfumature psicologiche. Alma è Helen Mirren, ora trepida e sommessa ora decisa e fiera. Con sapienza." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 4 aprile 2013)

"Opera prima di Sacha Gervasi, il capace sceneggiatore di 'The Terminal', Hitchcock è una piacevole commedia - raffinata per recitazione, scrittura e ambientazione - che rischia di apparire discutibile se la si legge come un tentativo di spiegare l'inspiegabile, ovvero il talento creativo dell'indiscusso Maestro del brivido. Mentre nel ripercorrere le tappe della travagliata lavorazione di 'Psycho', il film intende semmai rendere giustizia alla figura della moglie Alma Reville, per oltre 40 anni compagna di vita e formidabile collaboratrice dietro le quinte. Tanto che Hitch, ricevendo nel '79 l'Oscar alla carriera, ringraziò per la preziosa collaborazione quattro persone - una sceneggiatrice, una montatrice, una cuoca e la madre di sua figlia Pat - che in realtà erano una sola: Alma. Panciuto e alterato nel viso da ore di trucco, Hopkins sulle prime non sembra neppure tanto somigliante, ma basta qualche minuto perché ti convinca di essere Hitchcock, con le sue morbosità, l'attrazione per le sue bionde attrici, la sua golosità, il suo umorismo, il suo acume di produttore e di artista. E Helen Mirren gli tiene testa in maniera fantastica: spiritosa, intelligente, testarda e appassionata come Alma potrebbe essere stata. E come, in ogni caso, ci piace immaginarla." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 4 aprile 2013)

"La storia di quell'avventura è stata raccontata da Stephen Rebello, in modo assai dettagliato, in un libro ora edito da Il Castoro, e ora si è fatalmente trasformata in un film che ripercorre in parte le tracce di quell'inchiesta, soffermandosi sul rapporto tra Hitch e la moglie Alma, tanto da trasformarsi, il film, in un inatteso elogio della «moglie», la grande donna vicino al grande uomo. Anthony Hopkins fa Hitch, una sfida non da poco. Una sfida che noi crediamo persa, non tanto per l'impossibile imitazione, che comunque viene tentata, ma per l'idea in sé di svelare al cinema il mistero del cinema di Hitchcock. Non si fa, non riesce. E infatti il film, pur «delizioso», non arriva al cuore del suo mandato. Invece di far brillare un immaginario, lo deprime. I geni non si mettono in scena, bisogna solo sognarli." (Dario Zonta, 'L'Unità', 4 aprile 2013)

"Diverte 'Hitchcock' di Sacha Gervasi che ricostruisce il dietro le quinte della realizzazione di 'Psycho', il capolavoro del maestro del brivido. Ma oltre a scoprire i segreti di una pellicola che ha fatto la storia del cinema, il film molto ci racconta della vita privata di Hitc (con Anthony Hopkins), che nonostante la sua leggendaria passione per le bionde, rimase fedelissimo alla moglie Alma (Helen Mirren),fino all'ultimo la sua più stretta collaboratrice." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 4 aprile 2013)

"Alfred Hitchcock, chi era costui, anzi, costei? Se dietro ogni grande uomo c'è una grande donna, ecco Alma Reville (Helen Mirren), moglie, musa e insostituibile quanto misconosciuta collaboratrice del maestro (Anthony Hopkins). Il loro tormentato passo a due coniugale ai tempi della realizzazione di 'Psycho' (1960) rivive in Hitchcock di Sacha Gervasi: tra querelle artistiche (censura, finanziamenti, final cut) e schermaglie amorose (Hitch aveva un debole per le bionde, ma era geloso), la genesi di un capolavoro senza tempo, con la celebre scena della doccia entrata di diritto tra i momenti cult della storia del cinema. Con Scarlett Johansson Janeth Leigh, Jessica Biel Vera Miles e James D'Arcy Anthony Perkins, un com'eravamo nostalgico e didascalico, che mette l'occhio nel buco della serratura, ma non sa come, dove e perché guardare. Lunga vita a Hitch e Alma, ma quelli originali: tirate fuori i dvd." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 4 aprile 2013)

"Eccellente commedia biografica, che racconta la perigliosa, contrastata lavorazione di 'Psycho'. (...) Truccatissimo e vagamente somigliante, con pancione posticcio, emerge Anthony Hopkins, maestro del brivido e più ancora d'umorismo. Accanto a lui, in un cast stellare, la magnifica moglie della finzione Helen Mirren, a sessantasette anni maliziosamente sexy perfino in costume da bagno rosso fuoco." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 4 aprile 2013)

"Piacerà a chi ama il «dietro le quinte» specie di film mitici (e 'Psycho' lo è stato, indipendentemente dal suo valore, forse non eccelso). E a chi s'attendeva (e avrà, con grande soddisfazione) i due mostri sacri protagonisti. Anthony Hopkins, come ogni volta che può addentare un vero personaggio e non le solite marchette, è favoloso. Dall'esibizione dei tic proverbiali del Grande, alle nuances (negli incontri femminili) alle gigionate a ruota libera (gli incubi). Helen Mirren è di volta in volta, trepida o impaziente, sottomessa o autoritaria, sempre come Alma Reville, un passo più avanti degli altri personaggi. Troppo avanti. I due grandi ancora una volta non hanno resistito alla tentazione di fare i personaggi più interessanti, significativi di quanto fossero nella realtà. Hopkins ha tramutato Hitch in un personaggio «più forte della vita» più vicino a un Orson Welles che all'autentico Alfred. Helen poi ha tramutato Alma in donna affascinante. Non lo era, l'ho conosciuta (anzi ho conosciuto tutti e due una quarantina d'anni fa). Due grandissimi della professione (Alma supervisionò sempre le splendide sceneggiature dei film del marito). Ma una coppia abbastanza scialba nel privato. Due bruttarelli complessati che s'erano messi insieme in cerca di una pace domestica che fosse il rifugio, il bilanciamento a due professioni scomode quanto prestigiose. La leggenda che Hitch riempisse lo schermo di fascinose bionde (da Grace Kelly a Tippi Hedren) per compensare lo scialbore di Alma è del tutto infondata. Era Alma la donna giusta per Alfred (che difatti morì pochi mesi dopo di lei)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 aprile 2013)
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