Harry Potter e il calice di fuoco

Harry Potter and the Goblet of Fire

Harry Potter e il calice di fuoco
Il quarto anno di Harry Potter ad Hogwarts è contrassegnato dal torneo di Tremaghi, nel quale i rappresentanti di ogni scuola di magia devono sfidarsi in alcune gare. Il Calice di fuoco ogni volta pronuncia il nome di colui che sarà il prescelto a rappresentare il suo Collegio. Quest'anno, però, per la prima volta il Calice annuncia che le insegne di Hogwarts saranno difese da due partecipanti, uno dei quali è proprio Harry, nonostante la sua giovane età. Sul torneo però grava l'ombra di Lord Voldemort...
  • Altri titoli:
    Harry Potter y el cáliz de fuego
    Harry Potter et la coupe de feu
    Harry Potter und der Feuerkelch
  • Durata: 156'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: JDC, SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35) - TECHNICOLOR
  • Tratto da: omonimo romanzo per ragazzi di J.K. Rowling
  • Produzione: DAVID HEYMAN E TANYA SEGHATCHIAN PER 1492 PICTURES, HEYDAY FILMS, WARNER BROS.
  • Distribuzione: WARNER BROS. ITALIA - DVD E BLU-RAY: WARNER BROS. HOME VIDEO (2009, 2011)
  • Data uscita 25 Novembre 2005

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RECENSIONE

Quello che non dovrebbe mai mancare a un film "a puntate" è un elemento fondamentale: la suspense, possibilmente in crescendo di episodio in episodio. Ad alimentare la curiosità dello spettatore e a spingerlo a tornare in sala anche a distanza di un anno da un capitolo all'altro è la voglia di sapere come andrà a finire. Tutto questo per la saga ispirata ai romanzi di J.K. Rowling sarà possibile soltanto fra un bel po' di tempo. Con Harry Potter e il calice di fuoco di Mike Newell siamo ancora al quarto di una serie di sette film. Impeccabile e affascinante a livello scenografico (molto più dei precedenti), con galeoni che emergono dal mare, carrozze trainate da cavalli alati, draghi sputa-fuoco e labirinti carnivori, è anche il più cupo e quello meglio strutturato narrativamente. Ma è proprio la mancanza di suspense il suo maggior difetto. Newell cede al fascino del fiabesco a detrimento della storia e le situazioni proposte somigliano un po' a quelle di sempre: partite di quiddich, lezioni con insegnanti severi o strampalati, battibecchi con compagni invidiosi. Mentre le due vere novità di questo capitolo, Harry Potter innamorato e la reincarnazione del malvagio Voldemort (Ralph Fiennes), passano quasi sottosilenzio. Soprattutto il tanto atteso incontro-scontro tra il giovane mago e il suo eterno nemico, che si riduce ad un manciata di minuti nel finale è incapace di regalare grandi emozioni, se non ai più piccoli.

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: CHRIS COLUMBUS.

- NOMINATION OSCAR 2006: MIGLIOR SCENOGRAFIA.

CRITICA

"Non mancano i soliti comprimari, in testa il solenne Albus Silente. Ma in occasione del grande Torneo e dei Mondiali di quidditch, la Scuola di Hogwarts diventa multietnica e nel cast già prestigioso si affaccia il grande Brendan Gleeson, cacciatore di demoni con occhio di vetro e gamba di ferro. Alla regia c'è Mike Newell ('Ballando con uno sconosciuto'), primo suddito di Sua Maestà ammesso a dirigere la saga della Rowling. La commedia ci guadagna, l'horror ne risente un po'. Ma poco importa: ormai 'Harry Potter' accompagna la crescita di un'intera generazione passo dopo passo (e viene proiettato addirittura agli astronauti russi e americani della ISS, la base spaziale internazionale che orbita 354 km. sopra la Terra). Poteva andare molto peggio." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 25 novembre 2005)

"Newell, autore di 'Quattro matrimoni e un funerale', ha humour ma non rinuncia alla cornice irreale di Hogwarts, è l'uscita di sicurezza dal mondo reale. La furbata è che la vita dei ragazzi, reazioni e affetti, sono quelli di tutti i teenagers del mondo, anche non maghi. Lungo 156 minuti, il kolosso è divertente, ha momenti di macabra tensione e barocche stimolazioni fantastiche fra trofei, laghi gelidi e draghi fumanti, ippogrifi, teschi e velieri nascosti: non c'è limite alla fantasmagoria del cine-computer." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 novembre 2005)

"I discorsi di fedeltà e tradimento sono quanto mai inopportuni per una serie che si alimenta della complicità tra l'autrice e i vari registi e della tolleranza di un pubblico che cerca emozioni sempre più forti e reinvenzioni adeguate alla sua fantasia letteraria oltre a quella della Rowling. E Mike Newell, l'autore inglese del fortunato 'Quattro matrimoni e un funerale', arruolato per dirigere 'Harry Potter e il calice di fuoco' ha dovuto da un lato condensare in due ore e mezzo le seicento pagine del romanzo e apportare le necessarie modifiche per adeguare la vicenda all'età del protagonista Daniel Radcliffe (16 anni) che non corrisponde a quella del personaggio letterario; dall'altro, forte di una produzione di 300 milioni di dollari, ha incrementato la spettacolarità della serie e ha esasperato i toni cupi da film horror. (...) Tra tornei mortali, scuole di magia, il campionato mondiale di quidditch ma anche i primi turbamenti adolescenziali e i primi innamoramenti di Potter, il film scivola piacevole ed emozionante pieno di ritmo e effetti speciali. Qualcosa in più l'aggiunge la carismatica performance di Ralph Fiennes nel ruolo di 'Tu sai chi', il perfido Voldemort che uccide addirittura un compagno di Harry grazie al cui sangue assume forma umana." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 26 novembre 2005)
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