Harry Potter e il calice di fuoco

Harry Potter and the Goblet of Fire

USA, GRAN BRETAGNA - 2005
Il quarto anno di Harry Potter ad Hogwarts è contrassegnato dal torneo di Tremaghi, nel quale i rappresentanti di ogni scuola di magia devono sfidarsi in alcune gare. Il Calice di fuoco ogni volta pronuncia il nome di colui che sarà il prescelto a rappresentare il suo Collegio. Quest'anno, però, per la prima volta il Calice annuncia che le insegne di Hogwarts saranno difese da due partecipanti, uno dei quali è proprio Harry, nonostante la sua giovane età. Sul torneo però grava l'ombra di Lord Voldemort...

CAST

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: CHRIS COLUMBUS.

- NOMINATION OSCAR 2006: MIGLIOR SCENOGRAFIA.

CRITICA

"Non mancano i soliti comprimari, in testa il solenne Albus Silente. Ma in occasione del grande Torneo e dei Mondiali di quidditch, la Scuola di Hogwarts diventa multietnica e nel cast già prestigioso si affaccia il grande Brendan Gleeson, cacciatore di demoni con occhio di vetro e gamba di ferro. Alla regia c'è Mike Newell ('Ballando con uno sconosciuto'), primo suddito di Sua Maestà ammesso a dirigere la saga della Rowling. La commedia ci guadagna, l'horror ne risente un po'. Ma poco importa: ormai 'Harry Potter' accompagna la crescita di un'intera generazione passo dopo passo (e viene proiettato addirittura agli astronauti russi e americani della ISS, la base spaziale internazionale che orbita 354 km. sopra la Terra). Poteva andare molto peggio." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 25 novembre 2005)

"Newell, autore di 'Quattro matrimoni e un funerale', ha humour ma non rinuncia alla cornice irreale di Hogwarts, è l'uscita di sicurezza dal mondo reale. La furbata è che la vita dei ragazzi, reazioni e affetti, sono quelli di tutti i teenagers del mondo, anche non maghi. Lungo 156 minuti, il kolosso è divertente, ha momenti di macabra tensione e barocche stimolazioni fantastiche fra trofei, laghi gelidi e draghi fumanti, ippogrifi, teschi e velieri nascosti: non c'è limite alla fantasmagoria del cine-computer." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 novembre 2005)

"I discorsi di fedeltà e tradimento sono quanto mai inopportuni per una serie che si alimenta della complicità tra l'autrice e i vari registi e della tolleranza di un pubblico che cerca emozioni sempre più forti e reinvenzioni adeguate alla sua fantasia letteraria oltre a quella della Rowling. E Mike Newell, l'autore inglese del fortunato 'Quattro matrimoni e un funerale', arruolato per dirigere 'Harry Potter e il calice di fuoco' ha dovuto da un lato condensare in due ore e mezzo le seicento pagine del romanzo e apportare le necessarie modifiche per adeguare la vicenda all'età del protagonista Daniel Radcliffe (16 anni) che non corrisponde a quella del personaggio letterario; dall'altro, forte di una produzione di 300 milioni di dollari, ha incrementato la spettacolarità della serie e ha esasperato i toni cupi da film horror. (...) Tra tornei mortali, scuole di magia, il campionato mondiale di quidditch ma anche i primi turbamenti adolescenziali e i primi innamoramenti di Potter, il film scivola piacevole ed emozionante pieno di ritmo e effetti speciali. Qualcosa in più l'aggiunge la carismatica performance di Ralph Fiennes nel ruolo di 'Tu sai chi', il perfido Voldemort che uccide addirittura un compagno di Harry grazie al cui sangue assume forma umana." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 26 novembre 2005)
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