Hai paura del buio

ITALIA - 2010
3/5
Hai paura del buio
La ventenne Eva, dolce e orgogliosa, lascia la natia Bucarest e arriva a Melfi, uno sperduto paese dell'entroterra meridionale italiano, noto per l'enorme insediamento della FIAT. Qui la ragazza entra in contatto con Anna una sua coetanea che lavora nella fabbrica di automobili e che la ospita in casa sua. Eva è arrivata in Italia per fare i conti con il suo passato. Anna, invece, a causa delle vicende della fabbrica deciderà di affrontare un nuovo futuro...
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: NICOLA GIULIANO E FRANCESCA CIMA PER INDIGO FILM IN COLLABORAZIONE CON BIM DISTRIBUZIONE E IN ASSOCIAZIONE CON MTV ITALIA
  • Distribuzione: BIM (2011)
  • Data uscita 6 Maggio 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Scaduto il contratto in fabbrica, Eva (Alexandra Pirici) parte da Bucarest per raggiungere Melfi, paesino dell'entroterra meridionale italiano, da dove qualcuno continua a scriverle cartoline. La prima persona che incontra è Anna, giovane operaia FIAT, con padre disoccupato, mamma tuttofare e nonna malata costretta su un letto in casa loro. Probabilmente per fretta, la ragazza offre ospitalità ad Eva. Che è arrivata fino lì per mettersi sulle tracce di una donna, finendone per spiare ogni movimento. Fino alla resa dei conti.
Esordio al lungometraggio di finzione per Massimo Coppola, noto vj di Mtv (soprattutto per il programma "BrandNew") e documentarista (nel 2007 il suo Bianciardi! venne presentato ai Venice Days), Hai paura del buio sembra procedere da un lato seguendo con doverosa attenzione l'insegnamento dell'ultimo cinema rumeno (e i suoi più noti rappresentanti, da Mungiu a Puiu, passando per il Francesca di Paunescu), quindi puntando molto su essenzialità e rigore per - come sottolineato dal regista stesso - "tentare di mettere ordine nel caos", dall'altro misurandosi con l'innegabile bagaglio musical-culturale del suo autore, che attraverso un iPod trovato per caso da Eva insiste forse troppo con sottolineature diegetiche alla lunga controproducenti (eccezion fatta, forse, per la sequenza della morte della nonna di Anna, contrappuntata dall'aumento di volume del televisore mentre canta Tiziano Ferro...): quello che resta, comunque, oltre ad alcuni snodi tanto necessari quanto forzati (com'è possibile che Anna, trovata Eva a dormire nella sua auto, decida così frettolosamente di portarla dentro casa? E, soprattutto, che il padre della prima ceda con tale noncuranza le chiavi dell'auto alla nuova arrivata?), è la solidità di un racconto che attraverso la splendida prova delle due protagoniste (con Erica Fontana all'esordio sul grande schermo) dimostra come alcuni percorsi di vita finiscano necessariamente per intrecciarsi. Da un lato affrontando a muso duro un'assenza durata 20 anni, dall'altro cominciando a riflettere sul peso di un'esistenza gravata da responsabilità prese forse troppo presto.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA E CON IL SOSTEGNO DEL PROGRAMMA MEDIA DELL'UNIONE EUROPEA.

- PRESENTATO ALLA 25. 'SETTIMANA DELLA CRITICA' (VENEZIA 2010).

CRITICA

"Coppola esordisce con ambizione su un dramma intimista, dai contorni neri e dagli sfondi sociali: seppur il risultato finale non soddisfi a pieno le intenzioni, resta impressa la prima e folgorante parte del film in una Romania dal sapore neorealista. Che vale tutto il biglietto. Unico italiano selezionato dalla Settimana internazionale della critica all'ultima Mostra veneziana." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 5 maggio 2011)

"Paradossi del (giovane) cinema italiano. Uno dei debutti stilisticamente più forti della stagione porta la firma di un regista che viene dal piccolo schermo e dal documentario: Massimo Coppola. (...) 'Hai paura del buio', prodotto dalla Indigo di Nicola Giuliano e Francesca Cima, la casa di Sorrentino, Molaioli, Pietro Marcello, vanta ambizioni e temperatura di racconto insolite in un cinema così timido e consensuale da averci fatto quasi perdere il gusto per l'avventura e la ricerca formale. Tanto da 'nascondere' quasi, nelle scelte sofisticate di montaggio e di regia, una storia di emigrazione e vite parallele, tra Melfi e Bucarest, che potrebbe sembrare vicina alla cronaca se Coppola non puntasse su una chiave intimistica e vagamente 'psicanalitica', a costo di raffreddare perfino all'eccesso un potenziale narrativo incandescente." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 maggio 2011)

"Spiacerà a chi ha letto belle cose del film quando fu presentato al festival di Venezia e ora lo trova in programmazione otto mesi dopo. Le lodi erano esagerate. Coppola mette troppa carne al fuoco (dal precariato al rock). E per di più adotta uno stile ellittico e presuntuoso alla Godard." (Giorgio Carbone, 'Libero', 6 maggio 2011)

"Nell'impaginare il doppio ritratto femminile, Massimo Coppola ha la mano felice quando si affida a immagini e silenzi, meno se entra in gioco la drammaturgia. Ma l'esordio merita attenzione." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 6 maggio 2011)

"Dopo molti documentari, anche per la TV, Massimo Coppola approda a un lungometraggio di finzione che, l'estate scorsa, si è visto selezionato dalla Settimana della Critica a Venezia. (...) Fra il taciuto, l'alluso e l'inespresso, la costruzione narrativa, salvo la lunga pagina dello scontro madre-figlia, scorre con una certa scioltezza, favorita soprattutto dal buon dominio del mezzo cinema da parte di un regista che, se non racconta bene, sa comunque coltivare tecniche provvedute grazie a un montaggio particolarmente elaborato. Potrebbe bastare, ma Renoir ci insegnava che 'il cinema è raccontare storie'... Eva, a Bucarest, è anche coreografa però recita con diligenza. Gli altri attorno sono facce." (Gian Luigi Rondi, 'Il tempo cronaca di Roma', 6 maggio 2011)
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