Grazie a Dio

Grâce à Dieu

BELGIO, FRANCIA - 2019
3,5/5
Grazie a Dio
Alexandre Guérin è un giovane padre di famiglia, che vive nella zona di Lione. Un giorno andando in chiesa scopre che padre Preynat, il prete che abusò di lui quando era bambino, è tornato in zona e continua a stare a stretto contatto con i bambini. Di fronte al muro di silenzio dei superiori ecclesiastici di padre Preynat, Alexander decide di riunire le forze con altre due vittime dei suoi abusi, François e Emmanuel, per testimoniare contro di lui e far vincere la giustizia.
  • Altri titoli:
    By the Grace of God
  • Durata: 137'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 81:1.85)
  • Produzione: ERIC ALTMAYER, NICOLAS ALTMAYER PER MANDARIN PRODUCTION
  • Distribuzione: ACADEMY TWO
  • Data uscita 17 Ottobre 2019

RECENSIONE

di Simone Porrovecchio
François Ozon è riuscito a fare del suo Grâce à Dieu, sullo scandalo degli abusi nella diocesi di Lione, un film imperturbabile, quasi privo di ambizioni, scarno e  preciso come un buon documentario.

Un film solido, in grado di far riflettere dall'inizio alla fine, che non cede alla polemica. Ancorata a una sceneggiatura scritta con cura e a dialoghi incisivi al punto giusto, la vicenda raccontata dal cineasta francese è quella che coinvolge il prete settantenne Bernard Preynant che, nel 2016, dopo 25 anni di silenzi, è stato accusato di molestie sessuali da circa 70 ex parrocchiani tra il 1986 e il 1991.

L'autore francese non rischia molto sul versante formale,  la sua messinscena non prevede momenti o iperboli che tagliano la memoria lasciandole i segni, ma è il disegno d'insieme a risultare decisamente riuscito, grazie anche a un cast intenso e ben assortito (dove svetta Melvil Poupaud, che aveva già lavorato con Ozon nel bellissimo Il tempo che resta e ne Il rifugio). Il cast è formato da Melvil Poupaud, Denis Ménochet e Swann Arlaud.

Ozon si concentra sulle vittime, le ascolta, gli dà voce, analizza le forme assunte da vite segnate da incontri sessuali violenti nell’età più acerba e vulnerabile. Mostra la sua arte Ozon soprattutto nella distanza che mette tra sé e il racconto, lasciando che la vicenda cambi prospettiva da un protagonista all'altro.

Per il resto Ozon rimane in disparte a guardare i suoi attori e ad ascoltarli recitare le deposizioni delle vittime trascritte nella sceneggiatura. Il film di Ozon, che si basa sul libro giornalistico Grâce à Dieu, c’est prescrit di Marie-Christine Tabe, resta giustamente aperto, il dibattimento è ancora aperto e, forse, il processo si concluderà questa primavera.

Un film importante, che apre un ampio spazio di discussioni e riflessioni in vista del mega summit sugli abusi del 21-24 febbraio fortemente voluto da Papa Francesco.

NOTE

- IN CONCORSO AL 69. FESTIVAL DI BERLINO (2019).

- ORSO D'ARGENTO GRAN PREMIO DELLA GIURIA AL 69. FESTIVAL DI BERLINO (2019).
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